ROOM 237 ( USA 2012  v.o. sott.it ) di Rodney Ascher

A oltre trent'anni dalla sua uscita, Shining, film cult di Stanley Kubrick, mantiene inalterata la sua aura di capolavoro della storia del cinema. E, come tutti i capolavori degni di questo nome, continua a essere oggetto di citazioni, analisi, discussioni e autentici fenomeni di venerazione. Il documentario diretto da Rodney Ascher si spinge oltre, componendo un omaggio sui generis: un divertissement cinefilo, che ha il pregio di accompagnare la dichiarazione d'amore all'ironia e alla leggerezza di chi non vuole prendersi troppo sul serio e si diverte a giocare con il mito.
L'obiettivo programmatico è svelare tutti i segreti del film, racchiusi simbolicamente da Kubrick nella stanza proibita dell'hotel in cui è ambientata la sua storia dell'orrore, la camera 237 che dà il titolo al documentario.

Parigi a Tutti i Costi di Reem Kherici

con Reem Kherici, Cécile Cassel, Tarek Boudali, Philippe Lacheau, Shirley Bousquet

L'attesissimo film campione d'incassi in Francia PARIGI A TUTTI I COSTI.... brillante e anticonvenzionale commedia francesce che racchiude il tocco glamour de il diavolo veste prada e la pittoresca comicità de Il mio grosso grasso matrimonio greco.

Originaria del Marocco, Maya, è una bella e giovane stilista di un'importante maison d'alta moda francese. Vive a Parigi da più di vent'anni e si è perfettamente integrata.
Dopo una serata fashion trascorsa in discoteca con le amiche, Maya viene fermata per un normale controllo dalla polizia. Il permesso di soggiorno della ragazza risulterà essere scaduto e verrà quindi automaticamente espulsa il giorno dopo dalla Francia; in meno di ventiquattr'ore si ritroverà catapultata nel bel mezzo del deserto nel suo paese d'origine a Marrackech.
In Marocco, Maya, si scontrerà con le tradizioni e la cultura del paese che avrebbe voluto lasciarsi alle spalle. Abituata a Parigi, l'incontro/scontro con le sue origini creeranno situazioni paradossali e comiche, ma allo stesso tempo le riserveranno delle sorprese del tutto inaspettate.....

Violette di Martin Provost

con Emmanuelle Devos, Sandrine Kiberlain, Olivier Gourmet, Frans Boyer

Simone de Beauvoir. Il suo nome evoca un intero universo. Femminismo. Libertà sessuale. Ed evoca anche i nomi di coloro che l'hanno conosciuta e apprezzata: Sartre, Camus, Merleau-Ponty. Tra questi c'è anche un nome, oggi relativamente sconosciuto: quello di Violette Leduc. La Leduc è stata per molti versi un pioniere come la de Beauvoir, ma al contrario di quest'ultima non ha conosciuto la fama e il successo, ma ha dovuto fare i conti con la povertà, l'indifferenza verso il suo lavoro e diversi problemi.

Violette Leduc era figlia di una cameriera e di un uomo che non l'ha mai riconosciuta, un'illegittima, una "bastarda" dal titolo del suo libro più famoso. Diventata amica di Maurice Sachs e poi di Simone De Beauvoir scoprì di avere un grande talento che riversò in una scrittura diretta, dolorosa, in cui il desiderio femminile veniva raccontato senza pudori borghesi. Il suoi romanzi più noti, l'autobiografico "La bastarda" e "Teresa e Isabella".Violette di Martin Provost, potrebbe essere l'occasione per il pubblico italiano di riscoprire quest'autrice che negli anni Sessanta rivoluzionò il modo di raccontare la sessualità.

I Ponti Di Sarajevo di Ursula Meier, Aida Begic, Leonardo Di Costanzo, Jean-Luc Godard, Kamen Kalev, Isild le Besco, Sergei Loznitsa, Vincenzo Marra, Vladimir Perisic, Cristi Puiu, Marc Recha, Angela Schanelec, Teresa Villaverde

Uno sguardo polifonico su Sarajevo, dalla prima guerra mondiale ai nostri giorni, passando per il suo assedio, episodio centrale della guerra civile in Jugoslavia

"I ponti di Sarajevo" è un film a episodi realizzato sotto la direzione artistica del giornalista, critico e storico del cinema Jean-Michel Frodon. Tredici tra i più significativi autori europei contemporanei, tra i quali Aida Begic, Jean-Luc Godard e Leonardo di Costanzo, offrono la propria visione della città di Sarajevo.
In occasione del centenario della Grande Guerra, gli autori esplorano il ruolo che la città ha avuto nel conflitto, ciò che ha rappresentato negli ultimi cento anni e ciò che rappresenta oggi.

Fela Kuti - Il Potere Della Musica di Alex Gibney

Finding Fela del regista Premio Oscar Alex Gibney racconta la vita, la musica, il ruolo politico e culturale e l'eredità del genio assoluto dell'afrobeat, il nigeriano Fela Kuti, musicista, rivoluzionario e attivista dei diritti umani. Noto per il suo impegno costante, il suo stile di vita anticonvenzionale e il suo coraggio, Fela è stato uno dei musicisti più controversi di sempre.
Il film di Gibney racconta come Fela abbia creato un nuovo movimento musicale, l'afrobeat: esprimendo grazie alla musica le sue opinioni politiche, Fela si è scagliato contro il governo dittatoriale nigeriano degli anni '70 e '80 contribuendo a un radicale cambiamento in chiave democratica in Nigeria e promuovendo la politica panafricana in tutto il mondo. Il potente messaggio di Fela, testimoniato anche dallo strepitoso successo dello show dedicato alla sua vita in scena a Broadway, rimane ancor oggi di assoluta attualità e si esprime nei movimenti politici dei popoli oppressi, che abbracciano la sua musica e il suo pensiero nella loro lotta per la libertà.

Crushed Lives - Il Sesso Dopo i Figli di Alessandro Colizzi

con Walter Leonardi, Nicoletta Romanoff, Bob Messini, Euridice Axen, Jacopo Cullin, Melissa Anna Bartolini, Chiara Martegiani, Carmen Giardina, Cesare Apolito, Paola Migneco, Leonardo Sbragia

"Crushed Lives - il sesso dopo i figli" è la risposta definitiva a tutti i dubbi, le perplessità e le angosce che assalgono i neo-genitori alla nascita di un figlio. Una storia controcorrente dall'alto contenuto terapeutico, un inno al sesso pericolosamente e irresistibilmente scorretto.
Con l'arrivo di un figlio gli equilibri di una coppia siano messi a dura prova è un fatto scontato, che la stessa coppia riesca a trovare nell'imprevista fase di caos un nuovo equilibrio, non lo è affatto. La crisi e il conseguente corollario di inciampi, scivoloni, incomprensioni, polemiche, recriminazioni è – visto dal di fuori – estremamente divertente, e rappresenta il materiale utilizzato per scrivere il film. Tratto dal libro omonimo, il film "Crushed Lives - il sesso dopo i figli" è una commedia scorretta, irriverente, centrata sui trenta/quarantenni di oggi per i quali paternità e maternità sono diventate esperienze quasi totalizzanti.
Il racconto si articola su due livelli, il primo è la vicenda di Saverio, regista (e padre) alle prese con il suo film sul "sesso dopo i figli", il secondo è il film stesso nelle diverse sfaccettature delle coppie indagate. Ciò ha reso possibile una pluralità di registri espressivi. Se nella realtà di Saverio (Walter Leonardi) e della sua compagna (Nicoletta Romanoff) si è scelta una messa in scena più realistica, senza forzature ed eccessi, nel secondo livello (il film di Saverio) ho forzato alcune situazioni in direzione di un registro più libero, a tratti grottesco, decisamente comico.
Il risultato pare scevro di volgarità, diretto e tagliente come una lama di rasoio. Un film in cui ci si può riconoscere e, ridendo di ciò che capita ai personaggi, ridere di noi stessi.

 

Across the River / Oltre il Guado di Lorenzo Bianchini

con Marco Marchese, Renzo Gariup, Lidia Zabrieszach

Visionando i filmati recuperati da una videocamera di monitoraggio legata a una volpe, l'etologo Marco Contrada trova degli strani ruderi dispersi tra i boschi del Friuli, al confine con la Slovenia. Incuriosito, li raggiunge, superando il guado di un fiume poco prima che un acquazzone alzi il livello dell'acqua rendendo impossibile il ritorno. Finché il tempo non migliora, l'unica soluzione è fermarsi tra le macerie di quel paesino che pare abbandonato... o meglio, che pare abbandonato da esseri viventi. Altre cose, residuate del passato, vagano ancora per quei borghi distrutti, e Marco scoprirà che non sono molto socievoli.

Il Fascino Indiscreto dell'Amore di Stefan Liberski

con Pauline Etienne, Taichi Inoue, Julie LeBreton, Alice de Lencquesaing, Akimi Ota

Il film accompagna la giovane protagonista nella sua permanenza nel Paese dei suoi sogni, quel Giappone nel quale è nata per caso e che ha lasciato quando aveva solo cinque anni. Infatti Amélie torna in Giappone piena di entusiasmo e d'illusioni e per mantenersi decide di dare lezioni di francese. Incontra così Rinri, il suo primo e unico studente, un giovane giapponese con il quale crea subito un rapporto molto intimo. La storia d'amore fra due giovani coetanei appartenenti a culture diverse è un confronto diretto fra abitudini, caratteristiche e modi di vivere estremamente lontani. Tra sorprese, momenti felici e le insidie di uno shock culturale che insieme poetico e divertente, Amélie scopre al contempo sé stessa e una parte di Giappone che non aveva mai nemmeno immaginato prima...

St. Vincent di Theodore Melfi

con Bill Murray, Melissa McCarthy, Naomi Watts, Chris O'Dowd, Terrence Howard

Vincent è un misantropo col vizio della bottiglia, delle scommesse ai cavalli e delle cattive maniere. Ruvido e scostante, Vincent non piace alla gente e a Vincent non piace la gente. Fanno eccezione Daka, una prostituta russa incinta con cui intrattiene una relazione economico-affettiva e Oliver, un ragazzino di pochi anni che si è appena trasferito con la madre nella casa adiacente alla sua. Maggie, separata e in affanno col lavoro, chiede a Vincent di occuparsi di Oliver in sua assenza. Prima riluttante e poi convinto dal compenso, Vincent accetta di dedicarsi al ragazzo, a cui rivelerà suo malgrado il suo cuore grande. Perché Vincent da molti anni ormai si prende cura della moglie, colpita da demenza senile, e di Daka, a cui paga gli esami per la gravidanza. Chiamato dal suo insegnante a raccontare la storia di una persona conosciuta e in odore di santità, Oliver sceglierà proprio Vincent, contribuendo col suo amore ad addomesticarne il cattivo umore.
St. Vincent è una commedia convenzionale, di quelle che escono sotto Natale e che si inseriscono in un filone molto sfruttato senza rivoluzionarne gli schemi. Costruito intorno all'amicizia tra un adulto e un bambino, naturalmente capace di regalare tenerezze a un uomo chiuso in se stesso e dalla lingua tagliente, nondimeno St. Vincent riserva qualche sorpresa e quasi tutte a carico di Bill Murray, ragion d'essere e garanzia emotiva del film.

Basta Poco di Andrea Muzzi, Riccardo Paoletti

con Andrea Muzzi, Massimiliano Galligani, Marco Messeri, Daniela Poggi, Isabella Cecchi

Sergio, un quarantenne senza un impiego stabile, crede di aver avuto un'idea geniale per tentare il riscatto sociale: aprire un'agenzia che vende felicità. Perché "oggi come oggi la depressione è la malattia più diffusa nel mondo!". Coinvolge nell'impresa l'amico Fulvio e nasce l'agenzia "Felici & Contenti" con l'obiettivo di esaudire i desideri più disparati della gente. Dopo un inizio un po' stentato arrivano i primi clienti e ben presto una folla, sempre più numerosa, si accalca davanti all'agenzia, ognuno con la propria strampalata richiesta. L'agenzia "Felici & Contenti" dà alle persone ciò che vogliono perché per essere felici, a volte, basta davvero poco. Ma qualcosa di inaspettato arriverà a turbare l'attività dei nostri protagonisti in un crescendo di accadimenti ora divertenti ora imprevisti perché, talora, il raggiungimento della felicità passa attraverso una piccola illusione...

Bellas Mariposas di Salvatore Mereu

con Micaela Ramazzotti, Sara Podda, Maya Mulas

Cate ha undici anni, tanti fratelli e un padre pezzemmerda. Vive alla periferia di Cagliari, ma vorrebbe fuggire: sogna di fare la cantante, non vuole finire come sua sorella Mandarina, rimasta incinta a tredici anni, o come Samantha, la ragazza oggetto del quartiere. Solo Gigi, un vicino di casa, merita il suo amore. Ma oggi, 3 agosto, la vita di Gigi è in pericolo: Tonio, uno dei fratelli di Cate, vuole ucciderlo. Intanto Cate trascorre con Luna, la sua migliore amica, il giorno più lungo della loro vita, tra il quartiere, il mare e le strade del centro. Quando scende la sera, tutto sembra perduto, ma dal nulla compare una bellissima donna: la coga Aleni, una strega che può leggere il futuro delle persone...

Wenn Aus Dem Himmel... (Quando dal cielo...) di Fabrizio Ferraro

con Daniele di Bonaventura, Paolo Fresu, Manfred Eicher

Il trombettista Paolo Fresu e il bandoneonista Daniele Di Bonaventura registrano insieme un disco ("In Maggiore") in un grande auditorium senza pubblico ma attrezzato di microfoni e alla sola presenza di un fonico e del produttore Manfred Eicher. I due musicisti provano, riascoltano, sperimentano, discutono, immaginano e insieme cercano di dare forma ad una musica sperimentale, diversa anche dal jazz per il quale sono noti.
Quello di Quando dal cielo.... è un viaggio per appassionati nei meandri della creatività musicale, a metà tra il backstage e la speculazione teorica, tra la documentazione dei fatti e il desiderio di cogliere qualcosa di più. Quello che Fabrizio Ferraro ha tentato è l'impossibile sogno di andare oltre la visione per ricostruire attraverso le immagini, la fotografia, il montaggio e l'accostamento di momenti diversi cosa si celi dietro al miracolo della creazione artistica. Eppure non c'è nessun tentativo divulgativo in Quando dal cielo... anzi, il film non teme di prendere le vie più impervie dei lunghi piani sequenza, dell'ascolto prolungato dei take, delle prove e poi di nuovo dei riascolti anche dei medesimi passaggi per giungere al suo obiettivo.

The fighters - Addestramento Di Vita / Les Combattants di Thomas Cailley

con Adele Haenel, Kévin Azaïs, Antoine Laurent, Brigitte Rouan, William Lebghil

Il film è una commedia militare romantica sorprendente e irresistibilmente divertente, una storia d'amore e di sopravvivenza dove l'amore disarma e la sopravvivenza passa attraverso la solidarietà. Una variante originale, intrigante ed esuberante del boy meets girl, ambientata nello scenario suggestivo delle Landes, in Aquitania. Tra gli amici e l'azienda di famiglia, l'estate di Arnaud si preannuncia tranquilla fino al momento in cui incontra Madeleine, tanto bella quanto fragile e appassionata di allenamenti estremi e profezie catastrofiche. Arnaud non si aspetta nulla mentre Madeleine si sta preparando al peggio e alla fine del mondo. Tra i due, nasce una storia d'amore e di sopravvivenza (o entrambe...), fuori da ogni canone prestabilito.

Rifiuto la Guerra

Pacifisti, renitenti, disertori, ammutinati.

La Grande Guerra dalla parte di chi cercò di evitarla
uno spettacolo storico in cui si raccontano le vicende poco note di coloro che provarono ad evitare la guerra, accompagnate dalle canzoni di protesta e di rivolta che i soldati di tutte le nazioni coinvolte intonarono come atto di dissenso contro il conflitto.

Conferenza-concerto di Piero Purini
Piero Purini voce narrante-sax
Paolo Venier voce
Aljoša Starc - Čada pianoforte-fisarmonica-clarinetto
Olivia Scarpa fagotto

Un doveroso omaggio a chi soffrì e morì
in quell'immenso mattatoio che fu la grande guerra.

Il Cinema dei Fabbri, in collaborazione con la Minotaurus Pictures 2004, bandisce il concorso di cortometraggi "I Corti" dei Fabbri con l'obiettivo di incentivare in particolar modo la produzione cinematografica dei giovani talenti emergenti.

 

Nomi e Cognomi di Sebastiano Rizzo

con Enrico Lo Verso, Maria Grazia Cucinotta, Marco Rossetti, Ninni Bruschetta, Dino Abbrescia

Domenico Riva è uno stimato giornalista che da Milano rientra, con la sua famiglia, nella sua terra d'origine: un piccolo paese del Sud Italia. Direttore della più importante testata giornalistica del luogo, attiva un progressivo risveglio della coscienza civile del paese, che negli anni ha tacitamente accettato un pericoloso status quo: loschi traffici travestiti di legalità. Tutto si gioca attorno ai fatti di una discarica abusiva oggetto di mire illecite; Riva e i suoi, faranno il loro lavoro: raccontare i fatti. Perché la verità non ha a che fare con l'essere eroi ma con il seguire i principi e il metodo cui la propria professione fa capo; una scelta che è quasi una necessità. In un susseguirsi di successi e insuccessi, vittorie e sconfitte, Riva porterà avanti il suo impegno, fino anche a sacrificare la famiglia che tanto ama.

Figlio Di Nessuno - Nicije Dete di Vuk Ršumovic

con Denis Muric, Milos Timotijevic, Pavle Cemerikic, Isidora Jankovic, Igor Borojevic´


Bosnia, 1988. Un gruppo di cacciatori trova nel bosco un bambino cresciuto in mezzo ai lupi, dei quali ha adottato le sembianze e lo stile di vita: non parla, non cammina, ringhia e morde chiunque lo avvicini. Il bambino, chiamato Haris, viene spedito in un orfanotrofio di Belgrado, dove inizialmente rifiuta ogni contatto e ogni forma di educazione, poi, grazie alla presenza di un assistente sociale e all'amicizia con Zika, un ragazzo più grande, esce gradualmente dallo stato animale per ricongiungersi con la propria natura umana. Ma il percorso di umanizzazione del bambino non è necessariamente evolutivo, né garantisce ad Haris una vita migliore di quella vissuta in mezzo ai lupi.

H24 – Poliziotti allo Specchio di Raffaele Manco

Non esiste altra realtà italiana che sia allo stesso tempo tanto sconosciuta quanto, però, puntualmente criticata e pubblicamente attaccata ad ogni minima occasione."H24 – Poliziotti allo specchio". Nessuna finzione, nessun copione, nessuna prevalente esigenza artistica: solo la voce (talvolta rotta dalla commozione) di veri poliziotti e carabinieri che, malgrado tutto, tirano la carretta del nostro sgangherato Paese senza mai ricevere un "grazie" e senza ormai più sperare di riceverlo.Tramite la testimonianza diretta dei protagonisti, il regista Raffaele Manco ci conduce a scoprire il cuore che batte dietro le divise, sempre più logore e sempre più al centro di critiche e di accuse del tutto ingiustificabili se solo ci si sofferma a voler comprendere la verità.

I Toni Dell' Amore - Love Is Strange di Ira Sachs

con John Lithgow, Alfred Molina, Marisa Tomei, Charlie Tahan, Cheyenne Jackson

Ben e George, l'uno settantunenne, l'altro intorno ai sessanta, vivono insieme da 39 anni, e le loro esistenze sono profondamente interconnesse: la prima scena del film li vede dormire insieme, braccia e gambe intrecciate, come è intrecciata la loro quotidianità in un appartamento di Manhattan elegantemente decorato. Ben è un pittore, George insegna pianoforte e dirige il coro dei ragazzi di una scuola cattolica. Tutti sembrano accettare serenamente la loro convivenza: gli amici, i parenti, i genitori degli studenti di George, il preside della scuola cattolica. Ma quando Ben e George decidono di coronare la loro storia d'amore con un matrimonio, l'idillio si spezza. La Chiesa cattolica, che aveva dimostrato tanta privata tolleranza, licenzia George in tronco per aver pubblicamente ufficializzato l'esistente, trattandolo come se "essere se stessi fosse disdicevole", come sintetizza l'insegnante con quieta lucidità. L'ammanco dello stipendio di George crea un'emergenza domestica: i neo coniugi non possono più permettersi la loro bella casa e devono trovare una soluzione più adeguata alla nuova situazione economica. E poiché la loro casa viene subito acquistata mentre quella futura non è così facilmente reperibile, i due sono costretti a dividersi e a farsi ospitare dai membri della loro cerchia: Ben alloggerà presso il nipote Elliott, George presso una coppia di poliziotti. Entrambi scopriranno "come sa di sale... lo scendere e 'l salir per l'altrui scale", sentendosi l'uno invaso dal caos che improvvisamente lo circonda (George), l'altro "di troppo" rispetto al precario equilibrio della famiglia che lo accoglie (Ben).

Una Nobile Rivoluzione di Simone Cangelosi

Ritratto di Marcella Di Folco - nata Marcello, a Roma, il 7 marzo 1943, scomparsa a Bentivoglio il 7 settembre 2010 - che nel 1988 fondò a Bologna la sezione emiliano romagnola del MIT, Movimento Italiano Transessuali. Un'esistenza straordinaria sotto molti punti di vista: figlia di un gerarca nazista ai Parioli, poi caduta in povertà, lavorò anche come buttafuori al Piper di Roma negli anni di massimo splendore ed entrò casualmente nella galassia di figuranti selezionati da Federico Fellini. Dopo le primissime pulsioni omosessuali da bambino, Marcello visse un amore disastroso a seguito del quale tentò il suicidio, cambiò sesso a Casablanca, tornò a Roma con l'appoggio incondizionato della sorella Liliana. Quindi si trasferì a Bologna, dove si prostituì per 20 anni e militò per i diritti civili dei transessuali e del movimento LGBT. Fino ad essere eletta consigliere comunale a Bologna negli anni '90 nelle liste dei Verdi (primato assoluto per un transessuale).

 

Citizenfour di Laura Poitras

con Edward Snowden, Jacob Appelbaum, Julian Assange, Kevin Bankston, William Binney

Citizenfour, il film di Laura Poitras fresco vincitore del premio Oscar 2015 come miglior documentario sarà distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. 

Citizenfour è un vero e proprio thriller in tempo reale, che si snoda di minuto in minuto dando al pubblico un accesso senza precedenti agli incontri tra la regista Laura Poitras e il giornalista Glenn Greenwald con Edward Snowden a Hong Kong, quando quest'ultimo consegnerà i documenti classificati che forniranno la prova di indiscriminate e illegali invasioni della privacy da parte della National Security Agency (NSA).Citizenfour segue Poitras, Greenwald e Snowden nel tentativo di gestire la tempesta mediatica che infuria fuori, costretti a prendere decisioni rapide che avranno un impatto sulla loro vita e su tutti coloro che li circondano.

Citizenfour non solo mostra i pericoli della sorveglianza governativa, ma li mostra nella loro applicazione pratica. Dopo aver visto il film non penserete più allo stesso modo al vostro telefono, e-mail, carta di credito, browser o profilo web, mai più.

Il Figlio Di Hamas - The Green Prince di Nadav Schirman

con Mosab Hassan Yousef, Gonen Ben Yitzhak, Sheikh Hassan Yousef

The Green Prince racconta la vita di Mosab Hassan Yousef, figlio di Sheikh, leader dell'organizzazione politica e armata palestinese. Nonostante il suo destino sembrasse segnato, il ragazzo diventerà una spia dello Shin Bet, l'agenzia di intelligence per gli affari interni dei nemici israeliani, che si interfaccia con il Mossad. «Questa è la mia opportunità per diventare un eroe», inizia il racconto il protagonista. Il cambio di pensiero avviene dopo aver visto di persona la violenza provocata dal gruppo palestinese. «Collaborare con gli avversari è stata la cosa più vergognosa che potessi fare nel mio paese, ero terrorizzato e confuso», spiega il vero Mosab alle telecamere. Le interviste sono alternate a immagini d'epoca del padre, il capo di Hamas. Tra i personaggi anche Gonen Ben Itzhaq, agente dello Shin Bet. «Il primo giorno che ho gestito Mosab ha segnato la fine della mia carriera», dice l'israeliano. La spia si rifugia negli Stati Uniti, ma rischia l'espulsione perché sospettata di terrorismo. Gonen lo salverà, svelando al mondo la storia del principe verde.

The Circle - Der Kreis di Stefan Haupt

con Anatole Taubman, Marianne Sägebrecht, Antoine Monot Jr., Marie Leuenberger, Markus Merz

Nella liberale Zurigo, a metà degli anni Cinquanta, Ernst, un giovane professore di una scuola femminile, incontra Röbi nella sede dell'organizzazione omosessuale Der Kreis (Il Cerchio). Il primo viene da una famiglia che non conosce la verità su di lui né sarebbe propensa ad accettarla. Röbi, invece, che fa il parrucchiere, è cresciuto esprimendo liberamente se stesso, protetto dalla madre, e ama cantare e travestirsi, sul palco delle grandi feste del club. Insieme, da quel giorno ad oggi, Ernst Ostertag e Röbi Rapp conosceranno le piccole grandi conquiste e le tante e drammatiche repressioni che hanno segnato la storia dell'omosessualità in Europa nel ventesimo secolo.
Il lieto fine è sotto i nostri occhi fin dal primo istante, nell'immagine dei due uomini oggi, nella loro casa, con i capelli bianchi e le spalle curve ma anche con l'orgoglio di essere stati la prima coppia dello stesso sesso ad essere unita in matrimonio in Svizzera, nel 2003.

Bekas di Karzan Kader

con Zamand Taha, Sarwal Fazil, Diya Mariwan, Suliman Karim Mohamad, Rahim Hussen.

Durante i primi anni Novanta il regime di Saddam Hussein esercita grande pressione sulla regione curda dell'Iraq. Due ragazzini curdi senzatetto vedono al cinema Superman e in loro nasce il desiderio di andare in America. Per arrivarci, però, hanno bisogno di passaporti, denaro e tanta buona sorte. Sfortunatamente, non hanno niente di tutto ciò ma cominciano ugualmente il loro cammino verso il sogno americano.

JOHN RABE

nell'ambito della rassegna
Helden wie wir/Eroi come noi

(Regia: Florian Gallenberger, Germania / Cina / Francia, 2009, 134')

John Rabe (1882-1950) è, insieme a Marx ed Engels, il tedesco più noto in Cina. Definito da The New York Times l'Oscar Schindler della Cina, Rabe, direttore della Siemens a Nanchino nel 1937 - proprio mentre viene richiamato a Berlino perché il governo ha deciso di chiudere la fabbrica - si trova a difendere la popolazione locale e i suoi operai e a salvare oltre 200.000 persone dalla doppia azione del governo nazista e, soprattutto, dell'esercito giapponese. Il film, senza inutili pietismi, descrive la durezza e le violenze degli invasori, arricchito da documenti d'epoca.

Striplife - A Day in Gaza di Nicola Grignani, Alberto Mussolini, Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa, Andrea Zambelli

con Jaber Abu Ryila, Mohammed Antar, Majd Antar, Noor Harazeen, Moemen Faiz

Una giornata del 2013 nella Striscia di Gaza, territorio invisibile ai più se non attraverso telegiornali di guerra. Giornata che inizia con un evento inspiegabile: sulla spiaggia di Gaza si arenano centinaia di mante. I pescatori se le litigano per venderle al mercato, perché nonostante le dichiarazioni d'intenti di Israele, il mare per loro non è libero, e oltre a subire le aggressioni dell'esercito israeliano, devono spostarsi nelle acque egiziane per riempire le loro reti. Lungo l'arco di 24 ore seguiamo anche Jabber, agricoltore che coltiva campi a poche centinaia di metri dal confine israeliano e dalle jeep militari. I fratelli Mohammed e Majd, che scrivono testi e mettono in musica i loro sentimenti sul conflitto. Noor, giovane speaker di Tijan Tv, che rende conto delle vittime e ricorda come l'80% della popolazione dipenda dagli aiuti umanitari. Il fotografo Moemen, rimasto senza gambe mentre documentava i bombardamenti del 2008, che continua a scattare foto del contesto in cui vive. Salem, calciatore professionista e oggi allenatore, una carriera finita per via della guerra. Fatima, in passato nomade, che vive di pastorizia confinata nella Striscia. E poi i ragazzi del Gaza Parkour Team, che si allenano dove possono, anche nel perimetro del cimitero.
Le macchine digitali del collettivo di filmmaker italiani Teleimmagini - con la cooperazione fondamentale di referenti locali - individuano quelle che più che storie sono spunti narrativi, e li registrano cercando di limitare l'intervento al minimo: bando alla voce over, evitati commenti e giudizio, pochissimi dialoghi sottotitolati e non costruiti a tavolino, rare didascalie sulle persone riprese. Si lascia insomma che si manifestino i dati fisici del quotidiano, anche tramite paradossali contrasti visivi: un movimento di macchina e un commento audio trasformano un ex glorioso campo da calcio in luogo attuale di abbandono e disarmo. Il lavoro manuale di un contadino che lavora a pochi passi dai colpi di arma da fuoco rende l'idea di un territorio reso sterile dalla violenza, senza nessuna certezza di futura fertilità. La ripresa di un allenamento all'aperto si trasforma in immagine spaventosamente atroce quando sullo sfondo a poca distanza due esplosioni riempiono il cielo di fumo, ma nello stesso frame convive la volontà ottimista di chi resiste: i ragazzi del gruppo di parkour, che coi loro movimenti esaltano la leggerezza e trasformano in palestre gli squallidi palazzi in rovina.
Esempio di filmmaking indipendente, rigoroso, antispettacolare, essenziale, Striplife invita lo spettatore a un mosaico di quadri da decodificare e osserva un teatro di guerra e reclusione, fatto di edifici nuovi eretti a fianco ad altri sbriciolati dalle bombe. Testimonianza rilevante e rispettosa, vicino al fotoreportage, cinema senza sensazionalismi né speculazioni, semmai pervaso da una speranza di pace data dalle nuove generazioni.

Dancing With Maria di Ivan Gergolet

con Maria Fux, Martina Serban, Maria José Vexenat, Marcos Ruiz, Macarena Battista

Nell'autunno del 1942 una giovane ballerina vide una foglia staccarsi da un albero e muoversi al vento. Questo fatto, a prima vista senza importanza, fu l'inizio di un percorso umano e artistico straordinario, che portò quella fanciulla a esibirsi in tutto il mondo e diventare una delle maestre di danza più amate e conosciute. Oggi la 93enne argentina Maria Fux insegna ai suoi allievi ciò che la foglia d'autunno le disse molti anni fa, quando si staccò dall'albero e volteggiò libera nell'aria. Fu il vento a farla danzare, non la musica. Maria imparò che non è la melodia a farci muovere, ma sono i nostri ritmi interni, come il battito del cuore e la respirazione. Ciò significa che tutti possono danzarli.

Io sono Mateusz di Maciej Pieprzyca

con Dawid Ogrodnik, Dorota Kolak, Arkadiusz Jakubik, Helena Sujecka, Mikolaj Roznerski

Mateusz è affetto da una grave paralisi celebrale che, in tenera età, gli viene diagnosticata anche come ritardo mentale, che è causa, secondo il parere dei medici, di un isolamento dal resto del mondo che non ha soluzione. Dopo 25 anni si scoprirà che il ragazzo è perfettamente in grado di intendere e di volere. Il film ha inizio proprio nel momento in cui Mateusz sta per essere esaminato da una commissione che deve giudicare la sua "normalità" mentale. È lo stesso Mateusz ad accompagnarci lungo una retrospettiva che racconta la sua vita, fin da quando era bambino, nella Polonia degli anni '80. Il film ci offre così il quadro toccante di un ragazzo che vive lucidamente tutte le emozioni e le riflessioni dei suoi coetanei: l'affetto per i genitori e la famiglia, la passione per le stelle, il primo amore, l'attrazione per il corpo femminile, fino all'arrivo nella clinica per disabili mentali.

Onde Road di Massimo Ivan Falsetta

con Barbara Cambrea, Francesca Zavettieri, Friedrick Van Stegeren, Awana Gana, Fabrice Quagliotti

Awanagana, speaker storico di Radio Montecarlo, con un atto terroristico ma romantico blocca tutte le frequenze delle radio moderne. Una fantomatica speaker (Francesca Zavettieri), nascosta chissà dove in Calabria, inonda l'etere con trasmissioni di repertorio nazionali degli anni settanta e ottanta. Federico l'Olandese Volante, capo della censura futuribile (un corpo speciale dei servizi segreti), non può tollerare un simile affronto e invia l'agente Barbara Bi (Barbara Cambrea) a setacciare la Calabria, alla ricerca della misteriosa speaker e anche di se stessa. Un viaggio di sola andata nel favoloso mondo delle radio libere, in cui capiterà di tutto e ascolteremo di tutto (rigorosamente contenuti originali), tra balli, risate, incontri ravvicinati con alieni (Fabrice Quagliotti dei Rockets) e un finale persino oltreoceano, a New York.
Un viaggio di sola andata nel favoloso mondo degli anni settanta e ottanta, per rivivere su grande schermo il felice periodo delle radio libere in Italia, alla scoperta della musica, dei protagonisti di allora e delle prime trasmissioni sorte in tutto il Paese

La Crudeltà Del Mare di Rodolfo Bisatti

con Laura Pellicciari, Carlotta, Marcello Gabriel e Rodolfo Bisatti

E' la storia di una separazione vista dagli occhi di una bambina, la figlioletta piu' grande. Il racconto delle immagini, dei suoni e dei canti si immerge, non solo metaforicamente, nelle profondità marine dell'animo umano risalendo poi in superficie per trovare le opportune trasparenze sul filo dell'acqua. La Crudeltà del Mare è una lanterna magica che offre luci e ombre di una relazione affettiva, quella di una famigliola che si sfascia con dolcezza, senza tragedie. Il film non è condito dal drammone della separazione come siamo abituati a vederlo nel cinema romanzato industriale, ma è un piccolo omaggio alla vita che scorre, che evidenzia le cose minime. La "Crudeltà del Mare" dà voce all'innocenza dei piu' piccoli a quelli che in genere non hanno diritto alla parola, costretti in banali cliscè dal cinema ideologico nazional popolare. I Bambini nel nostro film sono antropologicamente veri umani, dotati di spirito critico e di una grande capacità di leggere la realtà attraverso la metafora. Gli adulti, i genitori, colti ed educati, al contrario sembrano dei "bambini", incompetenti al dialogo, incapaci di trovare il punto di contatto per il disgelo. Il mare e la natura rappresentano lo specchio delle due personalità adulte: l'isolamento e l'autismo abissale del padre, la forza poderosa e sensuale della madre.

Hotel Lux di Leander Haussmann

con Michael Bully Herbig, Jürgen Vogel, Thekla Reuten, Juraj Kukura, Alexander Senderovich

nell'ambito della rassegna cinematografica "Eroi come Noi" a cura del Goethe Institut

Nella Berlino nazista del 1938, il comico donnaiolo Hans Zeisig fa sbellicare il pubblico con il suo "Stalin-Hitler-show", interpretato insieme all'amico ebreo Siegfried Meyer: lui è il dittatore russo, l'amico è il fuehrer. Con il mutare dell'atmosfera politica, Meyer si unisce alla Resistenza, mentre qualche anno dopo, il disincantato Zeisig, dopo aver dato rifugio alla bellissima compagna di Meyer, la comunista Frida, è costretto a sua volta a fuggire. Pensa di andare a Hollywood ma invece atterra a Mosca, nel famigerato Hotel Lux.

"LOVE STEAKS"

nell'ambito della rassegna Helden wie wir/Eroi come noi

(Regia: Jakob Lass, Germania, 2013, 89')
Versione originale con sottotitoli italiani

In un albergo di lusso si intrecciano i destini di Clemens, timido massaggiatore, e Lara, aiuto cuoco dal carattere forte e esuberante. Gli opposti si attraggono e tra i due nasce un sentimento che li aiuterà a vincere le loro debolezze.
Di scena in scena si compone la piccola storia di una grande coppia: una relazione tanto dura quanto tenera. Due definizioni per nulla contrastanti perché si alimentano a vicenda. Inutile sottolineare che sprizzano scintille. In gran parte improvvisato con attori non professionisti, il ritratto di una coppia di emarginati, due antieroi capaci di uno slancio vitale che emoziona e commuove.

Scarpette Rosse di Michael Powell, Emeric Pressburger

con Anton Walbrook, Marius Goring, Moira Shearer, Ludmilla Tcherina, Léonide Massine

Sottoposta a una ferrea disciplina da Lermontov (A. Walbrook), direttore di una celebre compagnia di balletto classico, Vicky Page (M. Shearer) arriva a un successo trionfale con il balletto Scarpette rosse, ispirato alla favola di Hans Christian Andersen. Dilaniata tra l'amore per la danza (e la dedizione a Lermontov) e l'amore ricambiato per il compositore Julian Craster (M. Goring), sceglie il secondo. Inutilmente. Ormai identificata con il personaggio, danzerà sino alla morte. E il più grande successo della coppia Powell-Pressburger anche se forse non la loro opera maggiore. Considerato il miglior ballet film della storia del cinema, ma anche la più esemplare espressione del melodramma cinematografico, è diventato un vero cult movie, amato da spettatori e spettatrici commossi di mezzo mondo, ma anche da celebri registi (Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Brian De Palma) e raffinati cinéphiles.

L'Orologio Di Monaco di Mauro Caputo

con Giorgio Pressburger

Storia di una famiglia centroeuropea in cui confluiscono i nomi dei più grandi protagonisti della storia degli ultimi due secoli (Marx, Heine, Mendelssohn, Husserl, etc.). Il narratore rivive, attraverso una ricerca che si intreccia tra presente e passato, i ricordi e le vicende umane che l'hanno portato a scoprire "cosa vuol dire veramente appartenere alla comunità umana dei vivi e dei morti". Un viaggio nella storia del Novecento e dell'universo poetico di Giorgio Pressburger.

Advanced Style di Lina Plioplyte

con Joyce Carpati, Ari Cohen, Lynn Dell, Zelda Kaplan, Jacquie Murdock

Il fotografo Ari Seth Cohen è divenuto popolare per aver reso celebre la moda per donne anziane con il blog Advanced Style. Il film di Lina Plioplyte punta la macchina da presa sulle 'modelle' tra i 60 e i 90 anni che dimostrano come non sia l'età a determinare la possibilità o meno di essere appassionate di moda.

Sturm di Hans-Christian Schmid

con Kerry Fox, Anamaria Marinca, Stephen Dillane, Rolf Lassgård, Alexander Fehling, Tarik Filipovic, Kresimir Mikic, Steven Scharf, Joel Eisenblätter

Rassegna cinematografica "Eroi come Noi" a cura del Goete Instituth

Hannah Maynard è procuratore presso il Tribunale Penale Internazionale dell'Aia e si sta occupando del processo contro Goran Duric, un ex comandante dell'esercito jugoslavo accusato di aver deportato e provocato la morte di civili musulmani bosniaci nella piccola cittadina di Kasmaj. Quando un testimone fondamentale del processo inizia a cadere in contraddizione, il tribunale decide di mandare una delegazione in Bosnia per un'indagine sul posto. I dubbi sulla credibilità del testimone si rafforzano. Sembra che non dica la verità. Poco dopo viene ritrovato il suo cadavere. Sembra che si sia suicidato nella sua stanza d'albergo. Hannah, decisa a non rinunciare all'inchiesta parte per Sarajevo per assistere ai funerali del testimone. Lì incontra Mira, la sorella dell'uomo, che sembra sapere molte cose...

"SEIN LETZTES RENNEN (BACK ON TRACK)"

(Germania 2014, 110', regia: Kilian Reidhof; sceneggiatura: Marc Blöbaum con: Dieter Hallervorden, Tatja Seibt, Heike Makatsch, Frederick Lau, Katrin Sass)

Versione originale con sottotitoli italiani

Eroi come noi / Helden wie wir Paul Averhoff è un ex sportivo leggendario, un maratoneta di fama mondiale. Ma i momenti di gloria sono ormai passati da molto tempo. Ha più di settant'anni e, su insistenza della figlia, va a vivere con la moglie malata in una casa di riposo. La voglia di riscatto, però, lo fa tornare ad allenarsi, con un obiettivo fuori portata: vincere la maratona di Berlino.
È impossibile non fare il tifo per Paul, un concentrato di umanità e forza di volontà che traina il film con un contagioso ottimismo.

Gli Aristogatti di Wolfgang Reitherman

Madame Adelaide, una ricca attrice a riposo ormai sulla strada della vecchiaia, nomina eredi universali i suoi quattro gatti: Mamma Duchessa e i cuccioli Minou, Bizet e Matisse. Il maggiordomo Edgar, destinato a sua volta ad ereditare le intere sostanze alla morte dei gatti, e ansioso di mettere al piu' presto le mani sulle ricchezze della padrona, decide di sbarazzarsi degli incomodi concorrenti a quattro zampe. Condottili in una zona isolata di periferia, si accinge ad eliminarli, ma viene messo in fuga dall'intervento di due ferocissimi cani randagi. Rimasti soli, Mamma Duchessa e i suoi tre micetti si imbattono in Romeo, un gatto vagabondo dal cuore d'oro, il quale si impegna a ricondurli dalla loro padrona.

Tutto sua madre di Guillaume Gallienne

con Guillaume Gallienne, André Marcon, Françoise Fabian, Nanou Garcia, Diane Kruger

Guillaume ama sua madre sopra ogni cosa e fino a confondersi con lei, replicandone i gesti, imitandone la voce, ribadendone il potere. Inviso al padre e ai fratelli, prepotenti e virili, Guillaume si convince di essere una ragazza nella solitudine della sua stanza, dove gli vengono in soccorso la principessa Sissi e l'Arciduchessa Sofia di Baviera. Cresciuto da 'diverso' e rifugiato in un mondo immaginario, Guillaume parla come una ragazza, si veste come una ragazza, è delicato come una ragazza, balla la sevillana come una ragazza. Motivo di imbarazzo per quella famiglia bon chic bon genre (good style, good class) che vive e si annoia in un 'area' compresa tra Parigi e Versailles, Guillaume viene allontanato e costretto in collegi maschili, dove scopre a sue spese di essere un ragazzo. Vittima di un fraintendimento crudele e di una valutazione familiare irrazionale, che lo crescono femmina e lo qualificano omosessuale, Guillaume si abbandona confuso e umiliato sui lettini di analisti, psichiatri e ufficiali medici. Alla ricerca della sua identità e della sua voce, troverà il suo posto a tavola e sul palcoscenico del mondo.

E' la mia prima volta di Claudio Serughetti

Nicolò, poco più che ventenne, è alla vigilia della sua prima volta. Quest'anno è chiamato a votare, sa di avere una grande responsabilità e non vuole sbagliare. E come in una sorta di iniziazione sessuale, vuole arrivare al "lieto evento" preparato.
Questo mockumentary, vuole raccontare la sua ossessiva ricerca e le emozioni di un ex adolescente che è sul punto di diventare un cittadino.

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Felix Herngren

con Robert Gustafsson, Iwar Wiklander, David Wiberg, Mia Skäringer, Jens Hultén

Allan Karlsson, dopo una vita lunga e intensa, finisce in una casa di riposo, convinto ormai di essere giunto alla fine dei suoi giorni. Nonostante il suo stato di salute sia ancora ottimale, purtroppo la sua quotidianità è pervasa dalla noia. Pochi giorni prima del suo centesimo compleanno, evento a cui Allan non sembra minimamente interessato, l'uomo decide di fuggire dalla sua tediosa vita di tutti i giorni. Allan scappa dalla finestra della sua stanza e si ritrova coinvolto in una serie di eventi comici e inaspettati, tra i quali l'incontro con una gang di criminali, una serie di omicidi, una valigia piena di banconote, un elefante e un poliziotto incompetente. Per chiunque altro questi avvenimenti avrebbero rappresentato l'avventura di una vita, ma per Allan sono eventi del tutto ordinari. Malgrado il suo disinteresse per la politica e la religione, Allan non solo è stato testimone di alcuni degli eventi mondiali più importanti del XX secolo, ma ne ha talvolta addirittura influenzato il corso. Nella sua vita rocambolesca ha persino dato un contributo fondamentale all'invenzione della bomba atomica, diventando amico intimo dei presidenti americani e dei dittatori russi. Per cento anni, Allan Karlsson ha percorso il mondo in lungo e in largo e adesso è di nuovo a piede libero.

Il Leone di Vetro di Salvatore Chiosi

con Claudio De Davide, Christian Iansante, Maximiliano Hernando Bruno, Sara Ricci

1866. Il referendum del 22 ottobre, di fatto, sancirà l'annessione del Veneto al Regno d'Italia. Attraverso le vicende di due famiglie venete - i Biasin che da generazioni producono e commerciano vino in tutta Europa, e i Querini, aristocratici in decadenza - si narra il periodo tra la caduta di Venezia per mano di Napoleone e la sua annessione all'Italia, tra guerra, conflitti, rivelazioni e intrecci amorosi.

 

L'uomo per bene - Le lettere segrete di Heinrich Himmler di Vanessa Lapa

con Tobias Moretti, Sophie Rois, Antonia Moretti, Lotte Ledl, Florentín Groll

Il 6 maggio del 1945 i soldati dell'armata americana occuparono la casa di famiglia degli Himmler a Gmund, in Germania, dove furono scoperte centinaia di lettere private, documenti, diari e fotografie.

Dalla lettura di questo materiale è nato un film che svela i pensieri nascosti, gli ideali, i piani e i segreti del comandante delle SS, l'architetto della Soluzione Finale Heinrich Himmler.

Il tutto grazie a rarissimi filmati, spesso mai visti prima, tratti da 151 fonti di 53 diversi archivi dislocati in 13 paesi del mondo, come il Bundesfilmarchiv Berlino, il National Archive Maryland, lo Steven Spielberg Film and Video Archive presso l'USHMM Washington e molti altri. Il girato è stato interamente restaurato, sonorizzato, montato seguendo il fil rouge delle lettere di Himmler e mostrando allo spettatore come "la crudeltà e il male possano emergere e svilupparsi da un'apparente normalità".

Regia: Sebastian Peterson
Germania 1999, 93 min.
con Daniel Borgwardt, Adrian Heidenreich, Xenia Snagowski

Klaus Uhltzscht, nato nel 1969, è un incorreggibile sognatore che percepisce il mondo solo ed esclusivamente come se lo immagina. La sua incapacità di vedere la realtà e il suo entusiasmo infantile per tutto lo trasformano nel gregario ideale dello Stato. Purtroppo, però, le circostanze politiche non lo interessano affatto, dato che i suoi moltissimi sogni e le innumerevoli aspirazioni ruotano esclusivamente intorno alla sua ex compagna di classe Yvonne, della quale è innamorato da quando aveva dieci anni. Malgrado non persegua alcun tipo di impegno politico, finisce in ogni caso per contribuire in maniera determinante alla caduta del muro; e per questo entra a far parte della storia cinematografica tedesca in qualità di eroe della RDT.

Scegliendo la strada della satira, che ci fa ridere non solo dell'ingenuità della Stasi ma anche degli studenti rivoluzionari, Brussig e Peterson riescono a smascherare la RDT e i suoi meccanismi politici, senza per questo trascurare il passato. Mediante il collegamento fra il film realista e i fumetti, fra il documentario e l'invenzione pura, Sebastian Peterson fa saltare gli spettatori dal sentimentalismo all'orrore e poi al divertimento. Grazie alla sua visione squisitamente personale sulla fine della RDT, il film offre un'alternativa divertente e informativa alla storiografia ufficiale.

Ogni Singolo Giorno di Thomas Wild Turolo

La vita nella "Terra dei fuochi" continua ogni giorno; più di un milione di persone vive nelle province tra Napoli e Caserta, zone ora conosciute per il problema dello sversamento dei rifiuti tossici. Il medico Antonio Marfella e il parroco di Caivano Maurizio Patriciello, simboli della lotta contro l'inquinamento illecito del territorio, narrano la loro esperienza di vita in questa terra martoriata; alle loro voci famose si affiancano quelle di altre persone: un'attivista, un fotoreporter, un agricoltore, una madre, un ragazzo con il proprio padre, infine una giovane donna, che hanno visto le loro esistenze intrecciarsi con i problemi conseguenti l'intombamento dei rifiuti tossici. "Ogni singolo giorno" inverte il punto di vista che fino ad ora i media hanno adottato: il protagonista vero è l'uomo non il rifiuto e il suo carico di morte. Il cittadino campano, la sua voglia di reazione ai problemi e la necessità di rimpossessarsi di un territorio martoriato, queste le linee guida del documentario.

 

Biancaneve e i sette nani di David Hand, Walt Disney

Primo lungometraggio di Walt Disney, pietra miliare della comunicazione del Novecento. Uno dei titoli che fanno parte della leggenda vivente del cinema.

La perfida regina ordina al suo cacciatore di uccidere Biancaneve che lo specchio parlante ha definito la più bella del reame. La ragazza fugge. Guidata dagli animaletti del bosco, arriva alla casa dei sette nani. Eolo, Mammolo, Pisolo, Brontolo, Dotto, Gongolo e Cucciolo la accolgono e la proteggono. Quando la regina, trasformatasi in strega, arriva per ucciderla, i nanetti inseguono la cattiva che precipita da un burrone. Biancaneve, vegliata dai suoi amici come morta, torna in vita quando viene baciata dal giovane principe innamorato.

Love is All: 100 Years of Love di Kim Longinotto

Un viaggio attraverso il XX secolo per scoprire come l'amore e il corteggiamento si sono evoluti nella rappresentazione sullo schermo. Dai primi baci catturati da una macchina da presa, all'origine della cultura giovanile, passando per la rivoluzione sessuale, Kim Longinotto realizza un collage di cento anni di passione dalla nascita del cinema, raccontati attraverso affascinanti materiali di repertorio e accompagnati dalle splendide musiche di Richard Hawley.

Mateo di Maria Gamboa

con Carlos Hernández, Felipe Botero, Miriam Gutiérrez, Samuel Lazcano, Leidy Nino

Mateo, 16 anni, raccoglie denaro frutto di estorsioni per conto dello zio, ed usa il suo compenso per aiutare sua madre, la quale accetta a malincuore e per necessità quei soldi guadagnati in maniera illecita. Madre e figlio vivono da soli in un quartiere povero e violento, lungo la valle del fiume Magdalena, in Colombia. Per non essere espulso dalla scuola Mateo accetta di frequentare un gruppo teatrale del posto. Il gruppo è diretto da un sacerdote coraggioso, Padre David ‒ personaggio ispirato ad una persona reale, di origine italiana - molto attivo nel recupero sociale degli adolescenti. Mentre il ragazzo si scopre affascinato dalla libertà e dalla creatività che si sprigionano dallo stile di vita praticato dal gruppo, suo zio insiste nel chiedergli di trovare informazioni incriminanti sugli attori. Messo sotto pressione, Mateo dovrà compiere scelte difficili.

Un Gatto a Parigi di Alain Gagnol, Jean-Loup Felicioli.

Un disegno interessante per una storia che può essere messa a confronto con modelli classici uscendone vincente per originalità.

Dino è un gatto dalla doppia vita. Di giorno vive con Zoe, una ragazzina la cui mamma, Jeanne, è agente di polizia. Di notte lavora con Nico, un ladro dal cuore grande. Zoe si è chiusa nel silenzio dopo la morte del padre, avvenuta per mano del gangster Costa. Un giorno il gatto Dino porta a Zoe un bracciale preziosissimo. Lucas, vicecomandante di Jeanne, si accorge che il bracciale fa parte di una collezione di gioielli rubati. Una notte Zoe decide di seguire Dino. Sul suo tragitto intercetta per caso una conversazione tra alcuni malviventi e scopre che la sua babysitter fa parte della loro banda.
Felicioli e Gagnol sono due firme ben note a chi si interessa di un cinema di animazione che esca dagli schemi della ripetitività grafica. Entrambi fanno parte del prestigioso studio Folimage e hanno collaborato alla realizzazione di La profezia delle ranocchie e in questo loro primo lungometraggio mostrano come sia possibile coniugare un disegno interessante anche per un pubblico adulto con una storia che può essere messa proficuamente a confronto con modelli classici uscendone vincente per originalità.
Vengono infatti subito in mente Gli Aristogatti e La carica dei 101 (quest'ultimo per la descrizione dei malviventi e per un possibile parallelo tra Crudelia Demon e Costa).
L'obiettivo però qui non è tanto quello di creare di caratteri quanto piuttosto di affrontare il lato umano dei personaggi. Il rinchiudersi nell'assenza di parola di Zoe così come il suo rapporto con la mamma sono trattati con misura e sensibilità. Lo stesso accade per Nico, ladro dal cuore d'oro destinato a un futuro meno avventuroso ma più appagante. A Dino spetta di fare da trait d'union tra gli umani e lo sa fare conuna nonchalance da gatto...parigino.

Il segreto di Italia di Antonello Belluco

con Gloria Rizzato, Romina Power, Alberto Vetri, Fabrizio Romagnoli, Giovanni Capalbo

Ispirato a fatti realmente accaduti nella primavera del 1945, a deposizione delle armi avvenuta, Codevigo, paese della bassa padovana, vive la guerra solo dopo la liberazione. Il dramma di una famiglia in quello che è stato l'eccidio di Codevigo commesso dai partigiani comunisti vissuto attraverso gli occhi e i sentimenti di una giovane ragazza: Italia

Joe di David Gordon Green

con Nicolas Cage, Tye Sheridan, Gary Poulter, Ronnie Gene Blevins, Heather Kafka.

Joe (Nicolas Cage) è un cinquantenne che ha fatto molti sbagli nella vita. Collerico e a volte intrattabile, ha tuttavia una sua particolare condotta morale e apprezza e riconosce il valore del duro lavoro. Dirige una squadra di boscaioli, vivendo un'esistenza piuttosto grigia ai bordi di un paesino texano. Ma l'incontro con Gary (Tye Sheridan), un volenteroso ragazzino deciso a migliorare le condizioni di vita sue e della sorella, lo porterà ad assumere il ruolo, assolutamente inaspettato, di padre putativo. Perché in un contesto sociale disperato, nel quale non c'è limite al degrado, anche i 'role model' più improbabili possono avere un valore distintivo e salvifico.

Sofferto e profondo, il film con protagonista il sempre ingiustamente bistrattato Nicolas Cage parla di morte e rinascita, di sacrificio e di speranza. Alla base, un contesto sociale condannato a un eterno purgatorio, popolato da personaggi che si lasciano vivere senza avere il coraggio di fare la differenza. Eppure, un ragazzino riuscirà a scuotere le acque stagnanti e gettare un seme di speranza, in mezzo a tanta sofferenza: uno dei tanti messaggi in sottotesto presenti nella pellicola di Gordon Green, che vive delle ottime interpretazioni di un cast assolutamente in parte, e a volte anche sorprendente: la presenza su schermo di Gary Poulter -interprete di Wade, padre del ragazzino protagonista- è tragicamente realistica, poiché in parte autobiografica.

Non è dunque un racconto facile quello che vediamo scorrere sullo schermo, ma è fatto di dualità, di luci (poche) e ombre (tante), in un contesto in cui galleggiare nel mare della mediocrità è sempre la scelta più semplice e, perciò, praticata, per incapacità o semplice paura. Ma, come si suol dire, "il lavoro nobilita l'uomo" e fornisce la chiave di volta, per un ragazzo disagiato, che può permettergli di cambiare la propria vita, anche se la cosa richiederà molti sacrifici per sé e per chi gli sta attorno.

Alice Nel Paese Delle Meraviglie di Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Walt Disney

In Inghilterra nella seconda metà dell'Ottocento, Alice, ragazzina curiosa, è distesa su un prato mentre la sorella maggiore le legge la lezione di storia. La bambina si addormenta e sogna di cadere in una buca. Entra così in un mondo fantastico in cui fa la conoscenza di personaggi curiosi.

L'Immagine Mancante di Rithy Panh

con Randal Douc

Aveva solo nove anni Rithy Panh, documentarista cambogiano, quando i Khmer Rossi entrarono a Phnom Penh, 'riformando' la sua vita e trasformando in incubo il suo sogno di bambino. Figlio di un insegnante e di una madre amorevole, Rithy Panh era parte di una famiglia numerosa e di una città piena di vita, profumi, canzoni, cinema e colori, almeno fino al 17 aprile del 1975, quando le truppe rosse di Pol Pot marciarono sulla capitale spegnendone memoria e ispirazione, deportandone gli abitanti e imponendo il socialismo reale, un impasto di utopia, violenza e ottusità burocratica. Un'ideale di liberazione degli uomini si era rovesciata nel suo contrario, impedendo la fuga in una dimensione altra e personale.
Costrizione e oppressione avevano soffocato la libera narrazione che ciascuno può produrre rispetto a un mondo che non gli piace, mutuando il pensiero in slogan. Come un'onda, visualizzata nel documentario e rifrangente sugli occhi dello spettatore, torna nella vita del regista quell'infanzia esiliata e negata nella Cambogia rurale, dove Rithy Panh perde per fame, malattia e dignità (il padre si lascerà morire) la sua famiglia. Sopravvissuto alla natura, ai suoi aguzzini, ai genitori, ai fratelli, alle sorelle, ai cugini e a tutto il dolore sopportabile, ha bisogno di raccontare la sua storia e il cinema diventa mezzo e strumento analitico per accedere all'immagine mancante, quella del titolo, quella di un popolo confinato in un mondo incolore, privato del nome, spogliato del pensiero e fornito di cucchiaio, falce e martello. Sotto una bandiera che riproduceva edifici industriali e ordinati campi di riso, Rithy Panh trascorre quattro anni della sua vita, sopportando con il suo popolo ogni genere di sopruso.
Di quella sopraffazione ci dice L'image manquante, plasmando letteralmente dalla terra rossa le 'figure' di un passato ancora prossimo che annullò il (suo) mondo reale. Ricomposta la memoria in statuine lavorate e dipinte a mano, Rithy Panh le organizza in quadri, vere e proprie stazioni che raffigurano la 'passione' e il martirio di un popolo. Dentro un film, che combina acqua, terra, sangue e ricordi, l'autore 'mette in forma' il genocidio cambogiano e produce l'immagine negata che ha inghiottito un terzo della sua gente tra il 1975 e il 1979.
Da quel "mondo surreale", che presentava "l'inefficienza, la povertà e la violenza come bene supremo", emerge il ricordo di un popolo a cui l'autore restituisce ordine e pace. Collocato il dramma privato e collettivo in un luogo che doppia quello del trauma, Rithy Panh può finalmente raccontarlo, immaginarlo e attribuirgli un senso, attraverso un approccio narrativo 'figurativo' e alternativo

Master of the Universe di Marc Bauder

Marc Bauder incontra Rainer Voss, fino a qualche anno fa uno dei "dominatori dell'universo", broker al soldo di banche e società d'investimento che trattano e scambiano denaro per centinaia di milioni di euro al giorno. Dentro un edificio che potrebbe essere la sede di una banca, quasi come se fosse dentro la pancia di un mostro potente e invisibile, Bauder interroga Voss che, con diligenza e precisione, prova a descrivere quel che ha visto nei suoi anni passati a ingrassare quel mostro.

Rosenstrasse di Margarethe von Trotta

con Katja Riemann, Maria Schrader, Jürgen Vogel

Rosenstrasse è il nome di una strada di Berlino dove, nel 1943, centinaia di donne manifestarono protestando contro la deportazione dei loro propri mariti, riuscendo a farli liberare. Rosenstrasse è anche il titolo dell'ultimo film di Margarethe von Trotta, che quei fatti li rievoca attraverso la memoria di chi li ha vissuti direttamente - è il caso della protagonista femminile Ruth -, che però nel tempo ha preferito rimuoverli, così anche di chi quei fatti tenta di ricostruirli, servendosi della memoria altrui. E'il caso della figlia di Ruth, Hannah, la quale ai giorni nostri tenta, riuscendovi, di ricostruire quel passato, andando ad intervistare la donna che salvò la vita alla propria madre. In un'alternanza di tempi e di spazi, tra una New York contemporanea e una Berlino sospesa tra un presente e un passato denso di dolorosi ricordi, Rosenstrasse è un film che trova il suo giusto ritmo strada facendo, nel dipanarsi della vicenda. Una regia robusta, quella di Margarethe von Trotta - che non si azzarda ad intraprendere sperimentalismi ma, al contrario, propone una scrittura piuttosto lineare, eppure efficace - la quale dimostra ancora una volta il suo talento nell'avvicinarsi ad un argomento e riuscire a trattarlo con grande sensibilità, prediligendo uno sguardo tutto al femminile. Memorabili i suoi ritratti di donne forti e determinate, basti ricordare i personaggi di film come Lucida follia o come Anni di piombo. Ad essi vanno certamente aggiunti quelli delle protagoniste di Rosenstrasse, per la loro fierezza, solidarietà e coraggio.

Binario Morto di Ugo Puglisi

con Angelo Lombardo , Lorenzo Degrassi , Giorgio Scarpa.

La serata dedicata alla recente attività della Minotaurus Pictures 2004 sarà ricca di sorprese... un appuntamento da non perdere per chi ama il cinema e l'arte del cortometraggio in particolare!
Vi aspettiamo numerosi, ingresso libero!

Anteprima Trieste Film Festival ai Fabbri
OFF THE WALL: giovani registi raccontano il proprio paese 25 anni dopo la caduta del muro di Berlino

THIS AIN'T CALIFORNIA di Martin Persiel: un viaggio all'interno del mondo sconosciuto e bizzarro dei 'Rollbrettfahrer', come erano conosciuti gli skaters nell'ex Germania dell'Est, giovani ribelli per cui la voglia di libertà diventa grazie a uno skateboard uno stile di vita.

ALL THAT I LOVE di Jacek Borcuch: Polonia 1981: dietro la cortina di ferro, Janek, il figlio adolescente di un capitano della marina, forma gli ATIL (All That I Love), una band punk-rock le cui canzoni esprimono la delusione per il socialismo e un desiderio di libertà che fa eco alle idee del nuovo movimento "Solidarietà" (Solidarnosc). Allo stesso tempo, Janek trova l'amore in Basia, una giovane donna il cui padre fa parte del movimento e disapprova Janek, a causa dei numerosi militari presenti della sua famiglia. Con la crescente agitazione sociale e l'introduzione della legge marziale, Janek e la musica degli ATIL provocheranno gravi problemi tra i familiari e gli amici.

FIGLIO DI NESSUNO di Vuk Rsumovic:Nella primavera del 1988, fra le montagne della Bosnia, viene ritrovato un bambino cresciuto fra i lupi. Gli viene dato il nome di Haris e viene inviato in Serbia, all'orfanotrofio di Belgrado, dove è affidato alle cure di Ilke. Qui diventa amico inseparabile del piccolo Žika e, col tempo, impara a pronunciare le sue prime parole. Ma nel 1992, nel pieno della guerra, le autorità locali lo costringono a tornare in Bosnia, dove viene armato di fucile e spedito al fronte. E una notte, per la prima volta nella sua vita, il ragazzo prende una decisione tutta sua.

Tre Tocchi di Marco Risi.

Con Massimiliano Benvenuto, Leandro Amato, Emiliano Ragno, Vincenzo De Michele, Antonio Folletto.

Nel film si intrecciano sei storie. Storie di attori, o meglio, storie di uomini, con tutte le loro passioni e frustrazioni, gioie e delusioni, successi e fallimenti. Vite profondamente diverse ma accomunate da due grandi passioni: il calcio e il lavoro. Ed è tra un allenamento e un provino che le loro vite continuamente si sfiorano e si incrociano, ci svelano la loro misera esistenza, fatta ogni tanto anche di successi e momenti di gloria, ma sicuramente mai di vera, assoluta, felicità.

 

Sarà un Paese di Nicola Campiotti

con Elia Saman, Raffaele Guarna, Matilde Gardini, Graziella Marota, Anok Deb

DISPONIBILI PROIEZIONI PER LE SCUOLE PER PRENOTAZIONI CHIAMARE LO 040302193 OPPURE ALLA MAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sulle tracce dell'eroe fenicio Cadmo, al quale il mito attribuisce l'introduzione in Grecia dell'alfabeto, Nicola, trentenne incerto sul futuro, e il fratello di dieci anni Elia, intraprendono insieme un viaggio in Italia alla ricerca di un nuovo linguaggio, guidati dalla necessità di ridare un nome alle cose e di restituire un senso alle parole. Lungo il tragitto, i due registrano volti e luoghi, dolorose realtà e memorie storiche: così il loro cammino diventa percorso di formazione e allo stesso tempo esplorazione dell'immaginario. Sospeso sul confine tra documentario e finzione, il film racconta le speranze del Paese che sarà.

Il regista Nicola Campiotti realizza un viaggio nell'Italia di oggi, presentando un'opera tra il documentario e la finzione, fatto di immagini in presa diretta dalla realtà e di altre a tratti oniriche, legate alla mitologia greca. Vero protagonista è il piccolo Elia che, con un'interpretazione fantastica e fresca, descrive, con la sincerità tipica dei bambini, la sua visione dell'Italia, un Paese dalle mille sfaccettature ma soprattutto dai molteplici problemi.Proprio perché è un bambino a raccontare la sua esperienza di viaggio, il tono di denuncia è piuttosto lieve: lo scopo non è quello di documentare i guai dell'Italia dei nostri giorni ma quello di dare speranza e soprattutto di lasciare libera espressione ai piccoli e alla loro immaginazione.

Fantasia di James Algar, Samuel Armstrong, Ford Beebe, Norman Ferguson, Jim Handley, Wilfred Jackson, T. Hee, Hamilton Luske, Bill Roberts, Paul Satterfield, Ben Sharpsteen, Walt Disney

E' passato più di mezzo secolo dalla sua realizzazione... ma è sempre un puro godimento vederlo e ascoltarlo.

Stupisce ed entusiasma noi oggi (colpiti da overdose di effetti speciali), figuriamoci cosa provarono gli spettatori degli anni 40 di fronte a un'opera così innovativa, visivamente splendida... Creatività e inventiva a profusione in un lavoro che celebra la «fantasia» e quindi nessun titolo poteva essere più appropriato. Un inno alle immagini, ai colori, alla musica (Fantasia è il primo film stereofonico della storia), originale intramontabile e indimenticabile.

La Storia Di Cino di Carlo Alberto Pinelli.

Con Stefano Marseglia, Francesca Zara, Marc Andréoni, Giovanni Anzaldo, Philippe Nahon.

Piemonte, fine '800. Il piccolo Cino, nove anni, figlio di poveri montanari del cuneese viene affidato ad un losco carrettiere francese per essere condotto in Francia ed "affittato" per lavorare negli alpeggi estivi del Mercantour. Durante il viaggio, Cino stringe amicizia con Catlìn, una bambina della sua età che, lungo il percorso, si ammala di polmonite e viene abbandonata dal carrettiere. Cino, una volta in Francia è vittima dei maltrattamenti del suo padrone e ben presto scappa in una fuga disperata che tuttavia lo porta a ritrovare inaspettatamente la piccola Catlìn, con la quale decidono di attraversare a piedi le Alpi per ridiscendere in Piemonte e tornare a casa. Il percorso verso l'Italia si rivela presto irto di sorprese e di pericoli su quella Montagna, popolata da forze misteriose ed ostili, che sembra avere una magica influenza sulla piccola Catlìn...

"DESTINI IN TRINCEA"
Rassegna cinematografica
in occasione dei 100 anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale

JOYEUX NOËL
UNA VERITÀ DIMENTICATA DALLA STORIA

(Regia: Christian Carion, Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Romania, Norvegia, 2005, 115', colore)
Versione originale con sottotitoli italiani

Film ispirato a una storia realmente accaduta durante la Grande Guerra, la sera di Natale del 1914, in molteplici luoghi del fronte. Un pastore scozzese, un tenente francese, un tenore tedesco e un soprano danese, "star" dell'epoca, si ritroveranno, col favore della notte di Natale del 1914, nel mezzo di una fraternizzazione senza precedenti tra soldati tedeschi, francesi e britannici. Lasceranno il fucile nella trincea per andare a conoscere chi gli sta di fronte, stringergli la mano, scambiare una sigaretta e un po' di cioccolato, augurargli "Buon Natale!".

È stato presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2005 e nel 2006 è stato candidato sia al Premio Oscar che al Golden Globe come miglior film straniero.

La Sapienza di Eugène Green

A 50 anni, l'architetto di origini svizzere Alexandre Schmidt ha ormai alle spalle una brillante carriera, ma comincia a nutrire dei dubbi sul senso del proprio lavoro. La moglie Aliénor, dal canto suo, è abitata dalle stesse inquietudini circa il proprio mestiere di specialista del comportamento nei contesti sociali svantaggiati. I due coniugi, tuttavia, sono divisi da un muro di silenzio. Alexandre, che da sempre desidera scrivere un testo sull'architetto barocco Francesco Borromini, decide di partire per un viaggio in Ticino e poi a Roma, e Aliénor sceglie di accompagnarlo. A Stresa, dove trascorre qualche giorno, la coppia fa la conoscenza di due adolescenti, fratello e sorella. Lui sta per iniziare a studiare architettura mentre la ragazza soffre di una strana malattia nervosa. Aliénor decide di trattenersi per prendersi cura della ragazza e di regalare un viaggio di studio al ragazzo, che Alexandre si vedrà costretto a portare con sé a Roma.

Sarajevolution di Rocco Riccio

Cent'anni dai due colpi sparati da Gavrilo "Gavro" Princip. Trenta dalle Olimpiadi invernali. Ventidue dall'inizio dell'assedio più lungo che la storia moderna ricordi. Così, nell'anno 2014, gli occhi del mondo tornano su Sarajevo. Ma cos'è questa città del passato declinata al tempo presente? Dove va e cosa pensa ogni giorno? È questa la domanda da cui parte Sarajevolution. Più che un film, un racconto corale. Gli scrittori-autori sono quattro giovani italiani: una donna (Giulia Levi) e tre uomini (Federico Sicurella, Marco Rubichi e Rocco Riccio). Il produttore è Actingout, studio creativo basato a Torino. Ma le voci sono quelle dei sarajevesi, autoctoni o d'adozione. «Il documentario vuole essere una sorta d'immersione», spiega Rocco, regista di 32 anni. «Ecco perché abbiamo scelto di far parlare Sarajevo, attraverso i suoi luoghi e le sue persone».A partire da Avdo, tassista di spirito e sano umorismo. «Nema Problema», ama ripetere. Che tradotto significa «non c'è nessun problema», quando, in realtà, i problemi tutt'intorno non mancano affatto. È lui che conduce lo spettatore attraverso le istituzioni culturali della città, lasciate sole a sé stesse in una sorta di "era glaciale", fino ad arrivare alla Vijećnica, l'ex biblioteca nazionale e universitaria. Il luogo simbolo dove tutto finisce e comincia. Verso quell'edificio, nel 1914 municipio cittadino, era diretto il corteo dell'arciduca Francesco Ferdinando e di Sofia. Sempre lì, in una notte di agosto del 1992, l'esercito della Republika Srpska scaricò l'odio di bombe incendiarie e cannonate. Cupe vampe che ridussero il 90 per cento del milione e mezzo di volumi in cenere.

La pazza della porta accanto di Anotnietta De Lillo

con Alda Merini

Luce e tenebra della donna follemente innamorata della vita, con l'anima scatenata e la poetica travolgente, capelli pettinati dal vento, parole affilate dai silenzi e balsami per i tormenti, capace di esplorare gli abissi che i manicomi non potranno mai tenere a bada.

La struggente e inebriante Alda Merini, appesa al filo della poesia e dell'ironia che non ha mai smesso di vivere nei frammenti lirici ed i ricordi raminghi. La poetessa dei navigli che a 5 anni dalla scomparsa anima il ritratto intimo e coinvolgente del documentario di Anotnietta De Lillo.

«Io sono una donna molto facile, molto normale, hanno fatto una costruzione enorme ma in fondo sono una persona di tutti i giorni, sono proprio la pazza della porta accanto.» Alda Merini

Un viaggio tra pubblico e privato, infanzia e maternità, amore e poesia, con "La pazza della porta accanto" che rivive in frammenti di conversazione e riflessione vecchi 20 anni, rimasti inutilizzati dal primo omaggio alla poetessa realizzato con "Ogni sedia ha il suo rumore" (1995) e grazie alla collaborazione di Rai Cinema.

«la poesia a me procura degli orgasmi, una cosa che anche lei dovrebbe provare»

Uno sguardo follemente inedito e vitale su Alda Merini, prodotto da Marechiarofilm e distribuito da Mariposa Cinematografica che dopo la presentazione al Torino Film Festival arriva nelle sale cinematografiche italiane il 17 e il 18 novembre 2014. Siete pronti a lasciarvi illuminare da barlumi di oscurità?

«Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci..»

Terra Di Maria di Juan Manuel Cotelo

Un agente segreto viene incaricato di infiltrarsi fra milioni di persone con una missione molto particolare: dovrà scoprire se le stramberie in cui tutta quella gente crede sono vere o sono frottole. Dicono di vivere seguendo tre "capi", uno dei quali è una donna. Parlano di un padre, di un figlio e di sua madre Maria, una contadina. Sono tre, ma sembrano muoversi come fossero uno e i loro discepoli sono certi di non essere nati per caso e di poter vivere eternamente. Se tutto ciò fosse provato, sarebbe una rivoluzione. Ma è proprio così? O quella gente crede nelle favole? Sono queste la domanda a cui intende rispondere Mary's Land (La terra di Maria), il nuovo film diretto e prodotto da Juan Manuel Cotelo. Dopo l'enorme successo de L'ultima cima, il documentario più visto di sempre in Spagna, che nel 2010 fece parlare di sé surclassando per numero di spettatori perfino Sex and the City e Harry Potter, Cotelo è tornato nelle sale cinematografiche spagnole dal dicembre scorso e sta registrando un nuovo grande successo. Inizialmente approdato in undici cinema, La terra di Maria in un mese è entrato in cinquanta teatri grazie al passaparola di chi lo ha visto.

 

Cenerentola di Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Clyde Geronimi

Dopo la morte del nobile padre, la bella Cenerentola vive come una serva nella dimora di famiglia, succube della matrigna, la perfida Lady Tremaine, e delle bruttissime sorellastre Anastasia e Genoveffa. Pur consolata dall'affetto delle creaturine che popolano la casa, tra cui i topolini Giac e GasGas e il fido cane Tobia, la ragazza ha un sogno, di quelli veramente chimerici: sposare un principe e vivere felice e contenta per tutta la vita. Quando un giorno si diffonde la notizia che il Re ha indetto un grande ballo, perché il figlio trovi tra le giovani del regno la sua sposa, Cenerentola sente che quella è l'occasione che aspettava. Col magico intervento della fata Smemorina, la ragazza si presenta totalmente trasformata e a bordo d'una singolare carrozza. Tra l'ammirazione dei cavalieri e l'invidia delle dame, incluse le ignare sorellastre, fa subito breccia nel cuore del Principe. E il Principe nel suo. L'incantesimo però è di breve durata: a mezzanotte, infatti, la fanciulla è costretta a scappare, perdendo una scarpetta. Ma, conquistato dal suo fascino, il Principe è deciso a ritrovare la misteriosa sconosciuta.

Travelling Africa 8

Mercoledì 19 novembre ore 20.30 - Africa da ridere

Case depart di Fabrice Eboué, Thomas Ngijol, Lionel Steketee (Francia 2011 - commedia)

Joel e Régis hanno scoperto da poco di essere fratellastri ma non potrebbero essere l'uno diverso dall'altro: Joel è un immigrato africano di colore, disoccupato e povero mentre Régis è, invece, un patriottico di carnagione un po' più chiara di Joel, convinto sostenitore dell'egemonia culturale francese, tanto da rinnegare ogni legame con le sue origini e odiare tutto ciò che è nero. Chiamati entrambi alle Antille, al capezzale del padre morente, ricevono un prezioso documento...

*****

Giovedì 20 novembre ore 20.30 - Africa in corto

Twaaga di Cédric Ido (Burkina Faso/Francia 2013 - drammatico)

Ouagadougou, 1987. Manu, otto anni, è appassionato di fumetti in particolare quelli di Chahut, il suo eroe preferito. Sono gli anni in cui il giovane presidente del Burkina Faso, Thomas Sankara , sta rivoluzionando la politica e l'economia del paese contro l'imperialismo occidentale. Quando il fratello più grande , Albert, va dallo stregone per diventare invincibile, Manu comincia a chiedersi se i superpoteri esistano veramente nella vita reale...

Les souliers de l'Aïd di Anis Lassoued (Tunisia 2012 - drammatico)

In un piccolo villaggio di campagna,un bimbo di 9 anni, Nader, corre senza sosta con un'energia incredibile, su e giù per i sentieri, vendendo la pasta sfoglia della mamma e contribuendo così al menage familiare. In occasione della festa dell'Aid, vede in una vetrina in città delle scarpe alate che sono troppo care per le tasche del padre. Da quel momento Nader non si darà più pace...

Zakaria di Leyla Bouzid (Francia/Tunisia 2013 - drammatico)

Zak vive in un paese del Sud della Francia una vita tranquilla con la moglie e i due figli. Alla notizia della morte del padre, Zak decide di tornare in visita al suo paese d'origine, l'Algeria, e portare tutta la famiglia. Ma la figlia Sarah si rifiuta di partire...

Tutte le Storie di Piera di Peter Marcias

con Piera Degli Esposti, Lina Wertmüller, Dacia Maraini, Giuseppe Tornatore, Paolo Taviani

 Un documentario su Piera Degli Esposti che nasce dalla volontà di raccontare, in modo inedito e creativo, la vita e il percorso di una delle attrici più amate e anticonvenzionali che sia il cinema che il teatro italiano abbiano mai conosciuto. Un viaggio all'interno della sua vita segreta, cercando di far comprendere la difficoltà, gli scandali, gli affetti, le gioie e le malinconie di un'attrice che fin da bambina ha dovuto vivere e affrontare situazioni drammatiche ma anche dense di passioni, che hanno contribuito a formare la sua complessa personalità indomabile.

 

 

Un viaggio nel tempo

in compagnia di maliarde, scettici, capinere e tanto...tango!

Una carrellata di motivi che vanno dai primi del novecento fino alla fine degli anni venti percorrendo i primi passi della storia della canzone italiana. Si parte dalle romanze da salotto per passare subito alle canzoni "descrittive" fino a giungere all'apice del "genere" con gli struggenti testi delle canzoni-tango infarciti di disgrazie e tradimenti. Il viaggio si conclude con i motivetti a ritmo di Fox e Shimmy corredati da testi "piccanti" che fecero arrossire le signorine d'allora.
Canzoni ma anche racconti per descrivere lo stile, le atmosfere e i personaggi del mondo della canzone italiana nei suoi primi anni di vita.

Un' occasione da non perdere per tutti gli appassionati di canzoni d'epoca, interpretate nel loro stile originale da Paolo Venier con Francesco Bernasconi al Pianoforte.

Ingresso 8 €

La Victorie en Chantant di Jean-Jacques Annaud

Gennaio 1915. La notizia del conflitto che devasta l'Europa è giunta ai membri di una piccola drogheria francese dispersa ai confini del Camerun e dell'Ubangi. Il gruppo di francesi decide di impadronirsi di una postazione tedesca vicina, tenuta da tre soldati. Dopo un primo sbandamento, costringono gli indigeni ad arruolarsi...
Questa divertente farsa sul colonialismo e sulla stupidità sciovinista è il primo film di Jean-Jacques Annaud. Prodotto da Jacques Perrin, il film ha ricevuto l'Oscar per il miglior film straniero a Hollywood, nonostante le numerose difficoltà incontrate in Francia.

Pelo Malo di Mariana Rondón

con Samuel Lange Zambrano, Samantha Castillo, Beto Benites, Nelly Ramos, Maria Emilia Sulbara

Junior ha nove anni, un fratellino e una madre vedova con cui vive una relazione conflittuale nella periferia di Caracas. Disoccupata e alla disperata ricerca di un lavoro, Marta adora il figlio minore ed è ostile al maggiore, che pensa addirittura di 'affidare' alla suocera. Junior però non si arrende e insegue ostinato il suo desiderio di farsi amare e accettare da quella madre che non tollera la sua passione per la musica pop e la sua fissazione per i capelli lisci. Riccio e scapigliato, Junior vorrebbe stirarsi i capelli e vestirsi da cantante per fare bella figura nella foto scolastica. Frustrato dall'animosità della donna, frequenta una vicina di casa di pochi anni e grandi sogni e Mario, il ragazzo dei fiammiferi dai grandi occhi neri. Creduto per questo omosessuale, Junior cederà all'abuso (di potere) della madre, rinunciando in un gesto solo alla sua individualità.

I capelli di Junior sono gomitoli di sogni, garbugli, traiettorie imprevedibili con cui titola e in cui si caccia il film di Mariana Rondón, regista, produttrice e artista venezuelana. Pelo malo è il capello cattivo, la traccia meticcia che tradisce l'appartenenza a un'etnia di pelle scura. E nero è il padre defunto di Junior, che da lui ha ereditato porosità, crespezza e grossezza. La trama della sua capigliatura svolge però altri sviluppi, perché Junior è altro da quel genitore morto ammazzato dai colpi di pistola che esplodono nei barrios di Caracas. Una metropoli infernale e tentacolare, in cui si muovono sei milioni di abitanti e in cui si prega o ci si taglia i capelli davanti al Miraflores, compartecipi alla malattia del (fu) presidente Hugo Chávez. Junior è solidale soltanto con la sua mamma, che spia dal letto e che ammira orgoglioso nella divisa da vigilante. Da che si ricordi ha dichiarato guerra ai suoi capelli seguendo percorsi inafferrabili secondo la logica degli adulti e di quella madre piegata dalla vita e indispettita dalla 'frivolezza' del figlio.
Così mentre Junior sogna la 'messa in piega', Marta lo mette in riga, frustrando il suo bisogno di nutrimento, quello reale (si ostina a non preparargli le banane fritte) e quello ideale (si sottrae ai suoi abbracci). Il forte desiderio di una figura di attaccamento spinge il piccolo protagonista a seguire e ad inseguirla comunque, in movimenti fatti di continue deviazioni, di scarti, di bivi, di biforcazioni, di abbandoni. Che vada a cercare un lavoro, che lo conduca a una celebrazione lavorativa o che lo lasci in consegna a una vicina, Marta vive sbandando, va avanti e poi torna sui suoi passi, gira su stessa e non lascia mai prevedere al figlio la direzione che sta per prendere. Mariana Rondón è brava nel dire e nel rappresentare un disagio emotivo che disorienta anche lo spettatore, precipitato in uno scenario sociale e architettonico lambito dalla violenza. Violenza che non vediamo ma avvertiamo innescata nel fuori campo e attiva nei dialoghi di due bambini, di cui (dis)orienta i sogni e induce il bisogno di diventare un cantante pop o una reginetta di bellezza.
Pelo Malo è una storia che si impone per la forza intrinseca dei sentimenti messi in scena con un montaggio secco, luci scartavetrate, regia partecipa ma poco disposta ai sentimentalismi della tv del dolore. Un film crudele sull'impossibilità dell'amore tra una madre e un figlio. Il finale, in questo quadro, arriva improvviso e 'tagliente', estinguendo lo sguardo del cuore. Solo davanti allo specchio e in un suo privato immaginario, Junior rivela qualcosa di sé, qualcosa che la madre non comprende, qualcosa che non è necessario comprendere ma che basterebbe amare.

The Man I Killed - Broken Lullaby di Ernst Lubitsch

Novembre 1919. Festose parate a Parigi per il primo anniversario dell'armistizio dopo la sconfitta dei tedeschi. Qualcuno però non condivide la generale esultanza patriottica. Un giovane musicista francese confessa a un prete di aver ucciso in guerra un uomo, Walter Hölderlin. Il giovane visita la tomba del tedesco ucciso, conosce i genitori e la fidanzata Elsa e si finge amico di Walter.

Tratto dal lavoro teatrale di Maurice Rostand sulla nota ostilità tra francesi e tedeschi, il film fu la risposta della Paramount al film della Universal "All'ovest niente di nuovo" (1930), ma non ebbe altrettanto successo. Unico film sonoro drammatico di Lubitsch fu per anni tra i film più ingiustamente sottovalutati del maestro della commedia sofisticata.

Poll di Chris Kraus

Oda è una quattordicenne estone di lingua e cultura tedesca a cui muore improvvisamente la madre. La ragazza è così costretta ad andare a vivere con il padre, uno scienziato/medico con seri problemi mentali, cacciato qualche anno prima dall'università a causa delle sue ossessioni maniacali legate allo studio del corpo umano. Oda si troverà a un certo punto a nascondere all'interno della grande proprietà paterna un ribelle anarchico a cui i russi danno la caccia. Tra i due si stabilirà un rapporto molto intenso.

 

Uno spettacolo in anteprima assoluta, un percorso incantato tra musica antica e popolare, attraverso cinque secoli di corde pizzicate, voci, ance, trombe e tamburi, tarantelle, pizziche, villanelle, tamurriate, composizioni originali e improvvisazioni. Musica per sciogliere i pensieri, per commuovere e divertire, tutta rigorosamente acustica come in una festa di paese. Un incontro inedito tra Rosamarina e Trio Caterina, all'insegna della mescolanza gioiosa e della contaminazione tra culture e linguaggi diversi, arricchito dalle coreografie di Koviljka Koka Marečić.

DIE FRAU UND DER FREMDE [LA SIGNORA E LO STRANIERO]

(Regia: Rainer Simon, Germania (Rdt), 1984, 98', colore)
Versione originale con sottotitoli italiani

Due prigionieri tedeschi sul fronte russo durante la Prima Guerra Mondiale. Richard racconta a Karl di sua moglie Anna. Karl sogna la donna, riesce a fuggire e ritorna in patria spacciandosi per il marito di Anna. Quest'ultima, ritenendo il marito morto in guerra, accetta il legame con lo sconosciuto. Ma Richard non è morto e un giorno si ripresenta.

Il film è il terzo adattamento cinematografico del racconto di Leonhard Frank "Karl e Anna" del 1927 e nel 1985 ha vinto l'Orso d'oro al Festival del Cinema di Berlino, unico film prodotto nella ex Repubblica Democratica Tedesca ad aver ottenuto questo riconoscimento.

Halimin Put di Arsen A. Ostojic

con Alma Prica, Olga Pakalovic, Mijo Jurisic, Izudin Bajrovic, Miraj Grbic

Dopo la fine della guerra in Bosnia, Halima, una contadina di un remoto villaggio musulmano, decide di ritrovare i resti di suo marito e di suo figlio, catturati dalle forze paramilitari serbe e giustiziati. Attraverso l'analisi del DNA, il Comitato delle Nazioni Unite per le persone scomparse riesce a identificare i resti del marito in una delle fosse comuni, ma non quelli del figlio, poiché Halima si rifiuta di dare un campione di sangue per il test. Halima, infatti, nasconde un segreto che risiede nel passato suo e della sua famiglia...

 

DOM 19 OTTOBRE

MEMORIAS DES MIS PUTAS TRISTES di Henning Carles ore 16.00 v.o.sott.it
UN SEÑOR MUY VIEJO CON UNAS ALAS ENORMES di Fernando Birri ore 20.00 v.o.sott.it

LUN 20 OTTOBRE

EL GALLO DE ORO di Roberto Gavaldon ore 16.00 v.o.sott.it
EL AÑO DE LA PESTE di Felipe Cazals ore 20.00 v.o.sott.it

MER 22 OTTOBRE

MEMORIAS DEL SUBDESAROLLO di Tomás Gutiérrez Alea ore 16.00 v.o.sott.it
NICARAGUA, EL SUENO DE UNA GENERACION di Santiago Nacif ore 20.00 v.o.sott.it

GIOVEDI 23 OTTOBRE

EL REGRESO ore 16.00 ( v.o.sott.it)

DUNI ore 20.00

VENERDI 24 OTTOBRE 

LA MURGA ore 16.00 ( v.o.sott.it)
QUIEN MANDA ore 18.00 ( v.o.sott.it)

 

Amoreodio di Cristian Scardigno

con Francesca Ferrazzo, Michele Degirolamo, Chiara Petruzzelli, Raffaele Buranelli

L'apatia di due adolescenti schiacciati dal vuoto della provincia e dallo stile di vita di una famiglia borghese e spenta si trasforma in un gesto di follia, un'aggressione intenzionale, un omicidio voluto e studiato come alternativa al nulla. I protagonisti di questa performance del nonsenso sono Katia e Andrea, adolescenti e fidanzati stanchi e spenti, senza curiosità, senza stimoli, senza interessi. Fanno l'amore come fosse un obbligo, passano la notte chiusi nelle loro stanze di ragazzini perbene a chattare, a riempire la pagina di Facebook, a mandarsi messaggi su Whats App, compiendo automaticamente i gesti della ritualità dei social, ma senza contenuto, senza dire nulla. I genitori sono assenti, automi instupiditi dal tran tran, portatori di regole alle quali non sembrano più credere neanche loro. In questo contesto, in questo vuoto, parte la sfida d'amore, il gioco, come fosse la variante a una giornata ancor più noiosa. Uccidere la madre e il fratellino di lei. Una sfida...

La Grande Illusion di Jean Renoir

con Jean Gabin, Pierre Fresnay, Erich von Stroheim, Dita Parlo, Marcel Dalio

Scene da un campo di prigionia tedesco durante la Grande Guerra. Un ufficiale francese di origine aristocratica si sacrifica per favorire la fuga di due suoi subalterni di origine popolare. Specchio del francese è il tedesco comandante del campo, anch'egli di vecchio stampo, minato nel fisico e nel morale. Entrambi incarnano un mondo destinato a scomparire mentre i fuggiaschi sono metafora della nuova società. Capolavoro del cinema antimilitarista, manifesto malinconico e pacifista di una generazione in via di estinzione.

Altman di Ron Mann

con Julianne Moore, Bruce Willis, Robin Williams, Keith Carradine, James Caan

L'arte del racconto è obliqua per natura, ovvero mentre si racconta qualcosa si racconta sempre insieme un'altra storia, quella delle reazioni di chi è stato testimone, protagonista, spettatore di quella storia. La storia per Ron Mann è quella di Robert Altman, svolta in novantacinque minuti dalla sua famiglia, quella biologica e quella artistica. Irreperibile agli occhi dello spettatore, Robert Altman era un attore senza apparenze, un narratore impassibile, onnipotente, polimorfo, che film dopo film dimostrò la libertà che hanno le cose di accadere. Difficile perciò afferrarlo, attribuirgli un corpo, difficile incarnare la profondità del suo sguardo cinematografico, esatto, millimetrico, altrove. Ci provano con partecipazione rifinite voci attoriali, chiamate a definire l'aggettivo altmanesque e le qualità che esprime.
In Elliott Gould, James Caan, Keith Carradine, Robin Williams, Bruce Willis, Michael Murphy, Julianne Moore, Lily Tomlin, Baker Hall la sontuosa bellezza di Altman riluce come il riflesso del fuoco del camino sulle posate d'argento di Gosford Park, riferendoci di una mai abdicata e riconoscibile specificità linguistica, della corrosione visiva e narrativa cui l'autore ha sottoposto il proprio Paese, del distacco registico che diventa analisi del senso (del dolore). Convinto che fare film fosse come costruire castelli di sabbia in attesa che i marosi li rovescino, il 'guastatore' di Hollywood in cinquant'anni di carriera ha guadagnato, perso e riacquistato il favore della critica e del suo pubblico, ha preso a pugni Hollywood, ha inseguito un'autonomia produttiva e affermato la sua identità autoriale, che emerge con M.A.S.H. ed esplode con Nashville. Dotato di enorme talento e altrettanta pazienza, il successo arriva a quarant'anni, Robert Altman era un robusto bevitore e un fumatore incallito, genio per alcuni, manipolatore egocentrico per altri. Poco preoccupato della sceneggiatura, amava più di tutto gli attori, i film corali, l'improvvisazione, le conversazioni incrociate e i destini trasversali, quelli liminari rispetto alla principale linea narrativa. È proprio questo costante movimento lungo i bordi della storia a produrre film dal respiro corale, affreschi privi di veri e propri protagonisti (Nashville, I protagonisti, America Oggi, Gosford Park), avvelenati e affollati di piccole storie intrecciate che si nutrono di lunghi piani sequenza o di chirurgici zoom, le griffe più evidenti del cinema altmaniano. Movimenti virtuosi che permettono al regista di scovare gli anfratti più nascosti dell'inquadratura, mostrando rughe e pieghe del Paese.
Dalla commedia antimilitarista 'impalmata' a Cannes nel 1970 (M.A.S.H.) alla sferzante autopsia a cui sottopose Hollywood (I Protagonisti) e che i francesi premiarono di nuovo nel 1992, il cinema di Altman si (re)incarna nella narrazione a mosaico di Paul Thomas Anderson, nella regia onesta di Mann, nei backstage, nei super8 di famiglia, negli occhi chiari di Kathryn Reed Altman, nei frammenti del suo cinema 'armato' di franco-tiratore. Perché i film di Altman sono freccette, l'America il loro bersaglio. E quando Hollywood non ne voleva più sapere di lui, l'entomologo del sogno americano faceva la televisione, emigrava a Parigi, si interessava alla moda, a Nixon, a Van Gogh o dirigeva pièces teatrali con budget limitati, attori sconosciuti e risultati non sempre eccelsi. Fabbricatore di guanti in un mondo di produttori di scarpe, Altman non ha mai mollato, non è mai sceso dal palcoscenico, quello di Radio America, luogo sacro e ultimo spazio da difendere. A fermarlo nel 2006 è il cancro, a fermarsi è il suo cuore, quello trapiantato di una giovane donna che torna a reclamarlo vestita di bianco e sospesa dal blues (l'angelo della Morte di Virginia Madsen). Robert Altman muore a ottantuno anni, pieno di un sentimento ardente per la sua famiglia, per i perdenti, gli artisti, i vinti e le petites gens dell'America profonda. Muore come ha vissuto e ha inteso dopo la visione di Breve incontro, consapevole che un film non sarà mai soltanto un film.
Realizzato dal regista canadese Ron Mann, Altman è il prodotto di una ricerca meticolosa, un documentario a più voci che dietro la narrativa caleidoscopica e l'apparente disinvoltura rivela una struttura solida. Una costruzione altmaniana che (ben) definisce Altman e altmaniano.

Mud di di Jeff Nichols

con Matthew McConaughey, Tye Sheridan, Sam Shepard, Reese Witherspoon, Jacob Lofland

Ellis (Tye Sheridan) un ragazzino quattordicenne che, in giro con l'amico Neckbone (Jacob Lofland), incontra casualmente, in un piccolo isolotto sul Mississippi, Mud (Matthew McConaughey), un fuggitivo con un serpente tatuato sul braccio e una pistola sempre pronta all'uso. Nonostante sulla testa di Mud pendano una taglia che fa gola a tanti e un mandato di cattura che motiva le forze dell'ordine a spingersi anche oltre la legge, Ellis si aggrappa a lui nel disperato tentativo di rifuggire le tensioni quotidiane della sua famiglia. Colpiti dalle storia che Mud racconta loro, Ellis e Neckbone si impegnano con tutte le loro forze ad aiutarlo a rimettere in sesto una barca che gli permetta di lasciare l'isoletta sano e salvo. Tuttavia, per i due ragazzini è difficile discernere la realtà dalla versione dei fatti raccontata da Mud e presto molte domande cominciano ad affiorare nelle loro menti: Mud è davvero inseguito per aver ucciso un uomo? E, soprattutto, chi è quella misteriosa ragazza che nel frattempo è arrivata nella loro piccola città?

ALL QUIET ON THE WESTERN FRONT

Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. 2 Oscar: miglior film e migliore regia. Ebbe un seguito (The Road Back, 1937, di James Whale) e un rifacimento nel 1979 con la regia di Delbert Mann, Niente di nuovo sul fronte occidentale.AUTORE LETTERARIO: Erich Maria Remarque

El Estudiante di Santiago Mitre

con Esteban Lamothe

Ambientato nella Buenos Aires nei giorni nostri, il film è un racconto iniziatico di formazione politica di rigorosa e feroce attualità, che racconta con sottigliezza psicologica le dinamiche del potere e centra al cuore una delle grandi questioni di oggi: può un giovane reinventare e ripristinare i meccanismi e gli obiettivi dell'attivismo politico nella società odierna? Sullo sfondo dei grandi eventi della politica argentina, seguiamo il protagonista attraverso lo strano labirinto della politica universitaria, un mondo complesso anche per chi la pratica, che travalica i confini nazionali per assurgere a storia dal valore universale.

In Lo Studente seguiamo Roque Espinosa, giovane studente universitario che si innamora di Paula, professoressa militante e impegnata, e attraverso di lei entra in contatto con un mondo prima sconosciuto: la politica universitaria. Roque riesce ad ottenere la fiducia del responsabile accademico, l'ex politico Alberto Acevedo; scopre i trucchi del mestiere e inizia la sua scalata. Nella campagna elettorale per l'elezione del rettore, Roque, referente dell'organizzazione, impara a far crescere il consenso e a negoziare concessioni e alleanze con le diverse fazioni. Ormai un leader, Roque scoprirà il duro mondo della politica, dove la massima "il fine giustifica i mezzi" vale sempre.

Westfront 1918 di Georg Wilhelm Pabst

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA A CURA DEL GOETHE INSTITUT

Dal romanzo "Vier von der Infanterie" (Quarto fanteria) di Ernst Johannsen.

1918, Francia, durante la prima guerra mondiale: quattro soldati tedeschi – provenienti da regioni diverse e da differenti classi sociali – si godono una breve pausa nelle retrovie per poi tornare al fronte. L'allegro bavarese è imperturbabile e ottimista. Karl di Berlino sarebbe ancora in licenza, ma a casa ha trovato un altro uomo a letto con la moglie ed ha preferito tornare dai suoi commilitoni. Il tenente che è con loro conosce solo il dovere e non sembra interessato a nient'altro. Il quarto è uno studente, innamorato di una ragazza francese da cui deve accomiatarsi quando la compagnia riparte.
La guerra porterà per tutti e quattro una fine orribile. Lo studente viene ucciso nel Nomansland; quando i suoi commilitoni lo vedono, solo la mano sporge dalla melma del cratere scavato da una granata. Il bavarese è gravemente ferito nel corso di una missione di ricognizione. Il berlinese muore in un ospedale con parole d'accusa sulle labbra: "Siamo tutti colpevoli!" Il tenente, che a lungo era apparso invulnerabile con il suo rigido atteggiamento, perde il controllo e la ragione, e, distrutto nella psiche, viene ricoverato in un ospedale. Ma la guerra continua. Il regista conclude il suo film inserendovi un punto interrogativo: "Fine?"

Programma della rassegna cinematografica "Destini in Trincea"

Frances Ha di Noah Baumbach

con Greta Gerwig, Mickey Sumner, Adam Driver, Michael Zegen, Patrick Heusinger.

Bastano cinque minuti per innamorarsi di questo film. Il bianco e nero, la musica che copre le voci, fino a scoprire lentamente Frances, la protagonista, personificazione della precarietà, goffa, buffa, probabilmente un po' svitata, ma infinitamente piacevole. Frances non ha una casa e salta da un appartamento all'altro. Frances non ha abbastanza talento e deve quindi accontentarsi dei lavoretti che riesce a trovare. Frances non ha soldi ma non può neanche definirsi povera "perché sarebbe offensivo nei confronti di chi è davvero povero". Frances non ha un ragazzo (è "infidanzabile", come la definisce uno dei suoi coinquilini) ma neanche è in cerca di avventure. Frances fa della sua precarietà, di sentimenti, di denaro, di alloggio, un vero e proprio modo di vivere: è se stessa in ogni momento, non nasconde la gelosia quando la sua migliore amica si innamora e va a vivere con il suo ragazzo, non nasconde il sorriso quando le cose non vanno esattamente come vorrebbe.

Sexy Shop di di Maria Erica Pacileo, Fernando Maraghini

con Andrea Chimenti, Vincenzo Marega, Uberto Kovacevich, Giulia Mercati, Michele D'Urso

SEXY SHOP, una storia divertente ma dal retrogusto amaro che mette in primo piano le frustrazioni e i fallimenti di una generazione che oggi si trova a fare tutt'altro rispetto a quello per cui aveva studiato o che aveva sognato. Un crescendo di eventi e colpi di scena, al ritmo di una colonna sonora votata agli anni '80 e '90 e ai suoi protagonisti, che dalle note alla pellicola, sbarcano come interpreti del film: Garbo, Righeira, Andrea Chimenti, Athaualpa, Modo, Sir Oliver Skardy (Pitura Freska), Sick Tamburo (Prozac+), Tre Allegri Ragazzi Morti, Ivan Cattaneo, Krisma, Elisabetta Viviani, Antonio Aiazzi (Litfiba).

SEXY SHOP si svolge nell'arco di 24 ore e vede coinvolti tre amici sulla cinquantina, diversi tra loro per carattere e per percorsi di vita, che per motivi differenti si trovano a trascorre una giornata molto particolare all'interno di un sexy shop. In questa insolita location si avvicendano una serie di clienti che mettono i tre protagonisti nella condizione di confrontarsi con il loro passato, il loro presente, ma soprattutto con i buoni propositi per il futuro.

Ritratto di un imprenditore di provincia di Hermes Cavagnini

con Anita Kravos, Giancarlo Previati,Gianluca Cesale,Gianni Schicchi Gabrieli

"Ritratto di un Imprenditore di Provincia" narra le ambizioni imprenditoriali dell'ex camionista Mario Gandolfi, self made man impegnato nella realizzazione di progetti edilizi sempre più ambiziosi. Appena conclusa la costruzione di un maneggio per gare internazionali d'equitazione, l'ex enfant prodige della provincia bresciana è già impegnato nella realizzazione del Polo del Lusso, un enorme centro commerciale affacciato sulle rive del Lago di Garda.

Only Lovers Left Alive di Jim Jarmusch

con Tom Hiddleston, Tilda Swinton, Mia Wasikowska, John Hurt, Anton Yelchin

Adam colleziona chitarre d'epoca e compone pezzi di musica elettronica, che i fan ascoltano appostati sotto la sua casa di Detroit, dalla quale pare non uscire mai. Eve vive a Tangeri, tra stoffe pregiate e libri in tutte le lingue, e trascorre le nottate in compagnia di Christopher Marlowe nel "Café Mille Et Une Nuits". Adam e Eve sono colti, bellissimi e vampiri. Osservatori privilegiati del divenire del nostro mondo, si muovono cercando di farsi corrompere il meno possibile dalle brutture del presente, cibandosi soltanto di sangue raro di laboratorio, apprezzando il silenzio e la compagnia reciproca.
Adam, solitario e sensibile, chiuso nella sua roccaforte nella città simbolo della musica ma anche delle macerie del capitalismo, sta cedendo alla malinconia più oscura, al lamento funebre, al refrain senza fine uguale a se stesso. Tocca alla donna, anima più aperta e trasformista, forse anche più edonista e impermeabile, intraprendere il viaggio notturno che non può mancare all'appello in ogni pellicola del regista di "Night on Earth" e "Mistery Train".
Solo chi ama rimane vivo; chi sa amare letteralmente per sempre, chi rispetta il mondo che abita, la sua arte, la letteratura, il progresso della scienza, il suono dei nomi. Gli altri, quelli che credono di essere vivi solo perché batte loro il cuore, quelli che hanno perso il gusto, lo sguardo e il dizionario, sono creature noiose e pericolose. Sono loro - i cosiddetti esseri umani - i veri cannibali, gli zombie: gente che si sveglia sempre troppo tardi, che usa e getta, immemore del passato, incurante del futuro, impantanata in un presente più che mai buio, anche e soprattutto alla luce del sole.
Jarmush politico, Jarmush esteta, Jarmush notturno, Jarmush rock. Jarmush puro. Con Solo gli amanti sopravvivono il più elegante e sottilmente spiritoso dei registi indipendenti americani gira un elogio dell'artificio artistico come prova di reale umanità, oltre che un'ispiratissima ballata romantica, capace di raccontare ancora l'amore come un'esperienza piacevolmente debilitante, che fa vacillare le ginocchia e girare la testa come gira la puntina sul giradischi, come gira il sangue che scende nell'imbuto, come l'effetto di una droga pesante. "Funnel of love" gracchia splendidamente il pezzo di apertura. Perché allo snobismo divertito dei nomi in codice, dell'allusione agli altri vampiri illustri, delle citazioni e delle battute sul talento che non rima mai con successo, corrisponde un trattamento dell'argomento amoroso tutt'altro che snob, leggero e discreto come la camminata di Tilda Swinton e intriso di sincera empatia e lunare post-romanticismo.

I Fratelli Karamazov di Petr Zelenka

con Ivan Trojan, Radek Holub, Igor Chmela

Polonia. In una calda giornata estiva un gruppo di persone viaggia verso un'acciaieria abbandonata: sono attori di un teatro di Praga, giunti per provare uno spettacolo che si terrà il giorno successivo. Alcuni operai sono ancora al lavoro, le uniche creature viventi rimaste. In un primo momento prestano poca attenzione agli attori, preoccupati per una tragedia accaduta il giorno prima: il figlio di un manovale è caduto da una passerella e si è rotto la spina dorsale. Il loro interesse è tutto rivolto nel suo destino. Tra i resti di vecchi macchinari e vecchie cianfrusaglie, le prove hanno inizio: si tratta di un adattamento de I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij. Per tutto il tempo il mondo reale degli operai rimane ai margini della performance, finché gli echi della tragedia che stanno vivendo risuonano all'interno della rappresentazione...

 

The Parade - La Sfilata di Srdjan Dragojevic

con Nikola Kojo, Milos Samolov, Dejan Acimovic, Goran Jevtic, Hristina Popovic

Limun è un ex eroe di guerra serbo, un insegnante di judo e un macho delinquente e omofobo alla vigilia delle seconde nozze con Biserka, ragazzona appariscente dalla mente aperta e dall'animo non violento. Una serie di circostanze, ma soprattutto l'aut aut della fidanzata, impongono a Limun di affidare l'organizzazione del matrimonio all'omosessuale Mirko e al suo partner Radmilo, un veterinario. In cambio del servizio, Limun e i suoi muscolosi sodali scorteranno la parata del gay pride, visto il rifiuto della polizia, per salvare i manifestanti da un pestaggio assicurato. Peccato che i sodali, più ottusi del capo, si neghino in massa, obbligando Limun e Radmilo ad andare in cerca di un trio di ex nemici di guerra, tanto violenti quanto affidabili.

Si potrebbe esordire dicendo: "ci sono un serbo, un bosniaco, un croato e un albanese...", ma non è certo una barzelletta quella scritta e diretta dal poeta e regista Srdjan Dragojevic, bensì un film importantissimo, che racconta una tragedia per mezzo di una perfetta sceneggiatura comica.
Sfruttando non pochi clichés in fase iniziale di presentazione dei caratteri, il film pian piano se ne scarta e procede con ritmo, strappando il riso e il sorriso, cavalcando la formula farsesca della strana coppia durante il viaggio di reclutamento, che poi si allarga a "mucchio selvaggio" nelle sequenze che vedono la convivenza sotto lo stesso tetto di raffinati e buzzurri. Ma c'è anche la commedia goliardica, quella sentimentale tra padre e figlio, mentre manca, fortunatamente, la tentazione di abbandonare questa strada prima del tempo, ovvero prima del finalissimo.
Limun cambierà il suo modo di vedere le cose il giorno in cui sarà in grado di vedere Ben Hur con altri occhi ed è chiaro che l'auspicio di Dragojevic è che The Parade possa funzionare allo stesso modo, specialmente in patria, dove il primo Pride senza morti ha sfilato a Belgrado soltanto nel 2010.
Si tratta di un film mosso da un sentimento civile, coprodotto da Serbia, Croazia, Macedonia, Montenegro e Slovenia, che aspira dunque a parlare ad un pubblico vasto, il più possibile, e per questo non si affida troppo a sottotesti o allusioni. Eppure, ad un livello estremamente esplicito e volutamente comunicativo, i dialoghi sono brillanti e non banali, la critica alle istituzioni diretta (la polizia corrotta in Serbia, gli americani clienti del mercato nero di eroina in Kosovo), la commedia perfettamente orchestrata. Premio del pubblico a Berlino 2012, sezione Panorama

Racconti d'amore di Elisabetta Sgarbi

Quattro storie d'amore. Due partigiani, amanti, traditi da una delatrice, ripensati e ricordati dalla loro figlia, molti anni dopo. Un fuggiasco, portato in salvo da due staffette, attraversa i canali del Delta. Micol Finzi Contini che ripercorre le vie della sua infanzia a Ferrara, torna nel cimitero ebraico, nella sua casa. Fantasma che riappare nelle parole di Giorgio Bassani. Un pescatore di Pila cade nella rete della sua illusione. Convinto che la donna più bella del villaggio, sposata, sia pronta, finalmente a cadere nelle sue braccia. Le nebbie, i canali e gli spazi d'acqua, Ferrara, la pianura: sacche di tempo incontaminato, teatro di fantasmi amorosi e di desideri sospesi tra la vita e la morte.

Carta Bianca di Andrés Arce Maldonado

con Mohamed Zouaoui, Tania Angelosanto, Patrizia Berardini, Elisabetta Fusari

Roma. E' la vigilia di San Valentino. Tre personaggi (due stranieri e un'italiana) si incontrano e si scontrano. Ancora non lo sanno, ma ognuno di loro sta per cambiare la vita dell'altro. Kamal è un giovane e atipico pusher marocchino, amante dei libri e nemico di ogni fondamentalismo. Sogna di diventare italiano, europeo, occidentale, e intanto spaccia droga nella biblioteca di quartiere. Vania, bella badante moldava, gentile e religiosa, è perseguitata dalle allucinazioni del suo mostruoso passato. E poi c'è Lucrezia, grintosa imprenditrice italiana innamorata del suo cane e della propria azienda. Come tanti altri, è finita quasi senza rendersene conto tra le grinfie di un usuraio.

Gebo e l'ombra di Manoel de Oliveira

con Michael Lonsdale, Claudia Cardinale, Jeanne Moreau, Leonor Silveira, Luís Miguel Cintra

Nella casa del vecchio Gebo si ritrovano diversi amici per discutere del mondo, un banchetto di quiete che potrebbe durare all'infinito. Il ritorno inatteso di João, figlio di Gebo che ha smarrito la retta via, sconvolge gli equilibri interni alla famiglia e provocherà serie conseguenze.
Il fenomeno inspiegabile che risponde al nome di Manoel De Oliveira ha da tempo smesso di sorprenderci; è diventata quasi un'abitudine attendere un suo nuovo film e toccare con mano come l'ultracentenario regista stacchi ancora il gruppo per sensibilità, levità e spirito di osservazione. Cogliendo in pieno lo zeitgeist di un'epoca mesta come quella del 2012, De Oliveira va dritto al cuore della questione: il denaro, la sua mancanza e il suo effetto sull'uomo. La crisi, quella con la "c" maiuscola, al centro dell'obiettivo, ma è nella peculiarità del tragitto percorso che si trova la firma del maestro, immune a ogni forma di contraffazione.
Riprendendo il testo teatrale di Raul Brandão e concentrandosi su una famiglia archetipica, l'apologo di Manoel acquisisce un'altra valenza, si astrae dagli affanni di oggi per analizzare l'eternità del rapporto tra l'uomo e l'argent. Il figlio di Gebo, il ribelle João, rappresenta sì la tendenza al male insita nell'animo umano, ma incarna anche l'elemento di rivoluzione che, pur aggiungendo entropia, imprime una svolta, scatena una crisi in una situazione di stagnazione e di eterna acquiescenza. Gebo è sostanzialmente l'anti-Abramo, che pone la salvezza del Figlio sopra ogni cosa; è il Padre a cui tocca l'onere del sacrificio, è lui a mentire ripetutamente, pur di preservare l'ottimismo evolutivo dell'uomo e nascondere la miseria della realtà.
Ma se Gebo è l'indubbio protagonista e fulcro della vicenda, è anche nelle caratterizzazioni minori che si può apprezzare il lavoro del regista (oltre che in pregevoli momenti di cinema come la pittorica sequenza di apertura, guidata dalle luci di lampade a olio): al personaggio di Luís Miguel Cintra in particolare è assegnato un compito prezioso, quello di dar voce all'artista in materia di crisi economica. La più dolorosa delle dissertazioni sulla sostanziale futilità della gloria e sull'inevitabile incompatibilità tra talento e denaro, senza che il compromesso giochi il suo ruolo. Lezione di morale, lezione di vita, lezione di cinema.

Just like a woman di Rachid Bouchareb

con Sienna Miller, Golshifteh Farahani, Bahar Soomekh, Tim Guinee, Roschdy Zem, Chafia Boudraa, Doug James, Sayed Badreya, Deanna Dunagan, Jesse Harper

Sienna Miller e Golshifteh Farahami interpretano due donne della periferia di Chicago dalle personalità molto diverse, le cui storie saranno però destinate ad incrociarsi. La prima è Marylin, centralinista insoddisfatta e sposata con Harvey, un parassita nullafacente e criminale. La seconda invece è Mona, una donna musulmana che ha sposato l'uomo che ama (ma dal quale non riesce ad avere figli) e che lavora nell'alimentari di famiglia, costantemente oppressa dalla suocera. Quando Marylin scopre che il marito la tradisce, si licenzia dall'oggi al domani e molla tutto per realizzare il suo sogno: partecipare a un popolare concorso di danza del ventre che si tiene a Santa Fe. Presto la sua strada incontrerà quella di Mona, anch'essa fortemente decisa a fuggire dalla sua famiglia. Le due giovani donne percorrono l'America senza voltarsi, con leggerezza, al ritmo delle prove di ballo e degli spettacoli di danza, fino al giorno in cui Marylin scopre che Mona è ricercata dalla polizia..

St@lker di Luca Tornatore

con Ignazio Oliva, Anna Foglietta, Francesco Salvi, Anna Ferzetti, Alessio Vassallo

Ispirato ad un fatto realmente accaduto. Alan e Ines lavorano come procacciatori in grandi società multilevel. Alan è separato ed è andato a vivere in un magazzino fatiscente, portandosi solo due materassi, un televisore, una stufa e un sacco da boxe, con cui si sfoga spesso durante il giorno. L'ex moglie, dopo anni di soprusi, si rifiuta di vederlo e di parlargli, divenendo così vittima di atti di stalking, sia reali sia informatico-virtuali. Ultimamente Alan si rifiuta di lavorare, e passa il suo tempo nel tentativo, il più delle volte frustrato, di chattare su siti di online-dating. Ines vive sola, con fare metodico, priva di appagamento sia nel lavoro sia nelle relazioni private, dilettandosi di letture e di piccoli hobby. Ha una sola amica intima, Mina, collega di lavoro, che la introduce nel mondo, fino all'ora a lei sconosciuto, dei social network. Lì incontrerà Alan.

Song of Silence di Chen Zhuo

con Li Qiang, Yin Yaning, Wu Bingbin, Yu Xuan

Song of Silence è il film d'esordio di Chen Zhuo che fa tremare la sala del 14° Far East Film Festival, sorprendendo critica e pubblico. Una pellicola dalle note drammatiche e dalle tematiche di un certo spessore, nella quale il regista con grande maestria inserisce cinema d'autore e dirige sapientemente tutto il cast che eccelle nei singoli ruoli, ricordando che alcuni attori come Yin Yaning, indubbiamente una delle colonne portanti del film, provengono dalla strada. Il regista senza mezzi termini inizia a raccontare la storia, una storia tratta da fatti realmente accaduti, con simbolismi e metafore, calando lo spettatore in un'atmosfera di solitudine e di tristezza, sentimenti che saranno intrinsechi in tutti i protagonisti del film.

 

I Fiori Della Guerra di Zhang Yimou

con Christian Bale, Paul Schneider, Tong Dawei

La Cina fa i conti con il suo passato riscoprendo l'orgoglio e proclamando il proprio eroismo. Il massacro di Nanchino sembra avviarsi a diventare l'Olocausto dei cinesi. Negli ultimi tempi, caduto il tabù sul passato imperialista, la Cina mette sull'altare della patria le proprie vittime. E' la direzione verso cui si muove il nuovo film del regista Zhang Yimou, intitolato "Flowers of War".

La storia. Il 13 dicembre 1937, nel corso della seconda guerra tra Cina e Giappone, le truppe dell'esercito giapponese riuscirono a entrare a Nanchino. Durante l'occupazione della città l'esercito giapponese commise molte atrocità, come stupri, saccheggi, incendi e l'uccisione di prigionieri di guerra e civili con più di 300.000 vittime. Il film è il racconto di questa mostruosità passata alla storia come il Massacro di Nanchino, tutt'oggi celebrato in Cina come una giornata di lutto e di memoria nazionale. II risultato è un affresco potente, sontuoso articolato in immagini suggestive e in scene d'azione complesse ed efficaci. La tensione abilmente restituita e il crescente eroismo dei personaggi considerati "perduti" compongono un quadro che commuove.

Blue Valentine di Derek Cianfrance

con Michelle Williams, Ryan Gosling, Mike Vogel, John Doman, Ben Shenkman

Dean e Cindy si sono incontrati per caso, si sono amati tanto, hanno fatto una famiglia felice ma ora l'amore li ha lasciati e loro stanno per fare altrettanto, l'uno con l'altro. Mentre si concedono forse l'ultima notte insieme, nella "camera del futuro" di un motel a ore, ricordano quel che c'è stato, quello che hanno avuto e che non c'è più.
Dopo un eccellente debutto al Sundance e anni di documentarismo, Derek Cianfrance riesce finalmente a portare alla luce Blue Valentine , che aveva iniziato a scrivere già nel lontano 1998. È il caso di dirlo: meglio tardi che mai, perché questo piccolo film di grandi attori ha una rara grazia che lo guida da cima a fondo, un ventre di sentimenti autentici, nello spettro noto che va dall'amore alla disperazione, e un finale toccante. La barzelletta al centro del film, che Cindy racconta con una straordinaria finta naturalezza, deciderà del pubblico: o dentro o fuori, quello è il tono del film e del personaggio di lei in particolare, meno "simpatico" del suo partner ma vero burattinaio dell'azione.
Ryan Gosling, col suo fascino e la sua rabbia, con l'animo buono e il destino crudele, e Michelle Williams, con la sua interpretazione trattenuta, tirata perché l'esasperazione deflagri credibile e condivisibile quando è il suo momento, sono due tra gli attori migliori del momento e qui lo dimostrano, attraverso le trasformazioni fisiche ed emotive per cui passano senza mai forzare.
Un presente girato in digitale, nel quale si avverte la tensione prima di averne conferma; un passato dai colori dolci e giovanili del 16 mm; un futuro senza certezze, che di certo ha solo due aspettative di vita diverse, non (più?) coincidenti.
L'equilibrio del film è mirabile, per come tratta la sofferenza e la felicità in profondità senza bisogno di alzare eccessivamente la voce e per come inserisce il germe dell'una nell'altra, vicendevolmente, nella maniera più sottile e più bella.

Eden di Megan Griffiths

con Jamie Chung, Beau Bridges, Matt O'Leary

Eden, una giovane ragazza coreano-americana, viene rapita vicino casa, nel Nuovo Messico, e costretta a prostituirsi da una cerchia di trafficanti di droga e di esseri umani fuori dalle luci di Las Vegas, Nevada. Nel corso dei due anni di costrizione, Eden si garantisce suo malgrado la sopravvivenza ritagliandosi potere e influenza all'interno della stessa organizzazione che l'ha imprigionata. Ispirato a una storia vera e straziante, EDEN scruta negli angoli più bui dell'America e cerca di scoprire l'umanità che la popola.

La Montagna Sacra di Alejandro Jodorowsky

con Alejandro Jodorowsky, Horacio Salinas, Ramona Sanders, Valerie Jodorowsky, Ana De Sade

Nove bizzarri personaggi (un giovane ladro e sei potentissimi Signori, ciascuno in rappresentanza di un pianeta del sistema solare, più un mistico e il suo assistente che fanno loro da guida) intraprendono l'ascesa alla Montagna Sacra, alla cui sommità sperano di accedere alla rivelazione del segreto dell'immortalità da parte dei Nove Saggi. Ma giunti alla loro meta...

Rio 2096 - Una storia d'amore e furia di Luiz Bolognesi

con Selton Mello, Camila Pitanga, Rodrigo Santoro, Massimo Lodolo, Barbara De Bortoli

RIO 2096 – UNA STORIA D'AMORE E FURIA, il film di Luiz Bolognesi che ha trionfato allo scorso Festival di Annecy, tra i più importanti appuntamenti internazionali dedicati all'animazione: un autentico kolossal, insieme visionario e romantico, una sorta di "biografia" fantastica di Rio de Janeiro che attraversa quattro momenti fondanti (passati e futuri) della storia brasiliana, dal colonialismo del '500 alla dittatura degli anni '70, dalla schiavitù del XIX secolo ad una futuristica Rio distrutta dal capitalismo e dalla guerra per l'acqua.

Non c'era nessuna signora a quel tavolo di Davide Barletti, Lorenzo Conte

La storia d'Italia attraverso Cecilia Mangini:n c'era nessuna signora a quel tavolo è il racconto di una vita al cinema e per il cinema, è la storia di Cecilia Mangini, documentarista, fotografa, intellettuale che ha raccontato con i suoi film trent'anni di storia del nostro paese. Nel documentario di Barletti e Conte riprendono vita le immagini di un'Italia solo apparentemente lontana nel tempo: quella del nascente boom economico, con le sue lacerazioni, i suoi drammi e la sua vitalità. Un pezzo di storia del nostro paese visto attraverso l'obiettivo di una delle protagoniste della stagione più ricca del cinema e della cultura italiana. Scossa dal racconto appassionato di Cecilia Mangini la polvere del tempo ricomincia a volteggiare, sospeso nel fascio di luce di vecchi proiettori e di mitiche moviole. Un'intera epoca e i suoi protagonisti riprendono vita dimostrando di avere ancora molto da dire anche sul nostro presente.

LA VITA EMOTIVA DEGLI ANIMALI DA FATTORIA

 IN COLLABORAZIONE CON L'ASSOCIAZIONE NICA

Gli animali da fattoria hanno una loro vita emotiva che spesso non viene paragonata a quella del cane o del gatto, magari perchè spesso ce li ritroviamo nel piatto.
Un documentario basato sul libro "Il maiale che cantava alla luna" dello scrittore di fama internazionale Jeffrey Masson, per conoscere gli animali da fattoria, l'affetto che sanno dare e ricevere, la loro dignità, la loro bellezza, per conoscerli, capirli, rispettarli.
Adatto a tutte le età, particolarmente indicato per la visione nelle scuole medie inferiori e superiori, questo video mostra gli animali "da fattoria" per quello che sono realmente, esseri senzienti e non "macchine" come sono oggi considerati negli allevamenti intensivi.
Prodotto da Earth View Production e Animal Place, www.AnimalPlace.org. Doppiaggio in italiano a cura di AgireOra Network, www.AgireOra.org per gentile concessione dei produttori. Per approfondimenti, foto, video e storie di animali si rimanda al sito: www.IncontraGliAnimali.org

The Summit di Nick Ryan V.O sott.ita

Nell'agosto del 2008, 22 atleti provenienti da diverse nazioni hanno raggiunto l'High Camp del K2, l'ultima tappa prima di raggiungere la vetta del monte. Di quei 22, solo 11 atleti sono ritornati vivi a casa configurando la spedizione come la più tragica della storia dell'alpinismo moderno. Per capire quali furono i drammatici eventi occorsi, il regista Nick Ryan e la sua troupe si sono recati sul luogo e hanno investigato con l'aiuto di filmati di repertorio e amatoriali, ricostruzioni e interviste ai sopravvissuti e ai familiari di chi non ce l'ha fatta.

TIMAVO SYSTEM EXPLORATION

Siete tutti invitati alla presentazione del film documentario TIMAVO SYSTEM EXPLORATION, dedicato alla ricerca nelle cavità carsiche del misterioso fiume Timavo.

La società Adriatica di speleologia di Trieste ed il gruppo di speleosub francesi della ffessm, collaborano al progetto "Timavo system exploretion". L'obbiettivo è quello di conoscere il percorso di un fiume, il Timavo, che ancora oggi è in gran parte sconosciuto e di difficile accesso.

Era meglio domani di Hinde Boujemaa

con Aida Kaabi

Il documentario della Boujemaa è ambientato durante la rivoluzione tunisina del 2011 (dopo la caduta del presidente Ben Ali) e segue il percorso di Aida, una donna che, nel periodo della primavera araba, deve ripartire da zero e vuole solo guardare al futuro.Aida si sposta da un quartiere all'altro di Tunisi, alla ricerca di un posto dove ripararsi con i suoi figli, e non fa alcun caso agli eventi storici che si stanno svolgendo intorno a lei. Il suo scopo è quello di trovare una via d'uscita ed è convinta che la rivoluzione sia una benedizione.Il documentario (che segue per un anno e mezzo la vita e il viaggio atipico di questa donna audace e sfrontata), giunge in Italia grazie a Cineclub Internazionale Distribuzione.Nella rivoluzione, Aida trova lʼoccasione su cui non contava più di cambiare la propria vita: la possibilità di trovare un tetto per riavere indietro i suoi quattro figli.

 

 

Il Mediterraneo, soprattutto quello profondo, si sta riscaldando più velocemente di tutti gli altri mari del Pianeta. L'aumento di circa 2-3° C di temperatura, con temperature superficiali anche di 29°C, ha già prodotto cambiamenti notevoli nella biodiversità e alcune specie sono migrate a nord, mentre specie esotiche sono arrivate: oltre 600 nuove specie sono entrate da Suez e da Gibilterra, e si sono già acclimatate. Cosa può causare un aumento così rapido e intenso della temperatura delle acque? Quali saranno le conseguenze? Completamente girato in alta definizione, "Mediterraneo bollente" avrà come scenario principale le coste e i paesi mediterranei, e sarà arricchito da importanti paralleli con i mari artici e antartici. Studiare il Mare Nostrum significa anche prevedere ciò che potrebbe accadere in molti altri mari interni sparsi sul nostro pianeta. Con l'ausilio di un nutrito team di ricercatori ed esperti, che da anni studiano i fenomeni che stanno interessando il Mediterraneo, ci sarà possibile comprendere quali potranno essere le conseguenze di questi cambiamenti per tutte le specie viventi che dipendono dal Mediterraneo, uomo compreso.

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Ridotti 4,00 €