ROOM 237 ( USA 2012  v.o. sott.it ) di Rodney Ascher

A oltre trent'anni dalla sua uscita, Shining, film cult di Stanley Kubrick, mantiene inalterata la sua aura di capolavoro della storia del cinema. E, come tutti i capolavori degni di questo nome, continua a essere oggetto di citazioni, analisi, discussioni e autentici fenomeni di venerazione. Il documentario diretto da Rodney Ascher si spinge oltre, componendo un omaggio sui generis: un divertissement cinefilo, che ha il pregio di accompagnare la dichiarazione d'amore all'ironia e alla leggerezza di chi non vuole prendersi troppo sul serio e si diverte a giocare con il mito.
L'obiettivo programmatico è svelare tutti i segreti del film, racchiusi simbolicamente da Kubrick nella stanza proibita dell'hotel in cui è ambientata la sua storia dell'orrore, la camera 237 che dà il titolo al documentario.

Peggy Guggenheim: Art Addict di Lisa Immordino Vreeland

Erede delle fortune della famiglia Guggenheim, Peggy è stata una figura centrale per il mondo dell'arte contemporanea: non solo collezionista di opere, ma anche di artisti. Peggy Guggenheim: Art Addict è un documentario sulla vita dell'icona dell'arte Peggy Guggenheim, basata sulla sua biografia. nella sua appassionante esistenza ha vissuto appuntamenti segreti, relazioni e matrimoni, e amicizie con personaggi come Samuel Beckett, Max Ernst, Jackson Pollock, Marcel Duchamp. Il film è anche un compendio delle correnti artistiche del ventesimo secolo, mescolate alla vita selvaggia e iconoclasta di una delle donne più potenti della storia dell'arte.

Finding Happiness - Vivere la felicità di Ted Nicolaou
con Elisabeth Rohm
USA 2014

Vivere la felicità: un film che ha già avuto notevole successo e riconoscimenti in varie parti del mondo (dal Festival Internazionale del cinema e Trascendenza a Brasilia, all'International Film Festival for Peace in Indonesia e allo Spirit Film Festival a Tel Aviv). Realtà e finzione si intrecciano in una ben riuscita miscela, che ha deliziato e sorpreso il pubblico in varie parti del mondo.

La giornalista Juliet Palmer (Elisabeth Rohm), una reporter specializzata in fatti di cronaca legati alla corruzione, riceve un insolito (e non gradito) incarico dal capo della rivista Profiles: dovrà visitare una comunità spirituale nel nord della California, dove, nel corso dei cinquanta anni della sua esistenza, sono state sviluppate soluzioni alternative ai problemi del mondo. Durante il soggiorno all'Ananda World Brotherhood Village, intervisterà il suo fondatore e incontrerà le persone che hanno fatto una scelta di vita insolita. Con una certa dose di scetticismo e un pizzico di curiosità, Juliet si lancia in un viaggio professionale e al tempo stesso personale, che le aprirà il cuore e le cambierà la vita.

"Vivere la felicità è molto più di un film. E' un documento rivoluzionario che dimostra che la felicità non è un'utopia. Da vedere e rivedere fino a quando non capisci che il protagonista sei tu."

Ma Loute di Bruno Dumont
Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Fabrice Luchini, Juliette Binoche
Francia 2016

DAL 25 AGOSTO

Dopo il successo di P'tit Quinquin, il nuovo film di Bruno Dumont.Due detective vengono mandati in una località balneare a seguito di alcune misteriose sparizioni. Qui faranno la conoscenza di due strane congreghe, i Bréfort, clan composto prevalentemente da traghettatori locali, e i Van Peteghems, decadenti e borghesi in vacanza nella villa di famiglia. Ad arrivare sarà ovviamente una love story quasi in stile Romeo & Giulietta, la quale scuoterà le acque dando il via ad una commedia nera...

Nannerl - La Sorella di Mozart di René Féret

Allʼinizio del 1763, la famiglia Mozart segue e sostiene solo il piccolo prodigio Wolfgang. In realtà, anche la sorella Nannerl è estremamente dotata, ma rimane in ombra rispetto al fratello. Quando la ragazza incontra il delfino di Francia, decide di restare a Parigi e comporre per lui, mentre la famiglia natia si sposta a Londra per seguire la carriera del piccolo pianista. Il futuro re, tuttavia, cambia atteggiamento, dedicandosi sempre più allo sfarzo e alla vita dissennata. La giovane, in crisi, non può far altro che tornare nella famiglia dʼorigine e rimanere in ombra. Storia romanzata della sorella di Mozart, il film mette in luce il dramma di una ragazza divisa tra sogni e famiglia, offrendo uno scorcio veritiero sulla condizione femminile nel Settecento. La regia di Féret è accattivante e lʼautore francese ha voluto coinvolgere la propria famiglia in questo progetto (le due figlie interpretano Nannerl e la figlia del re).

L'infinita fabbrica del Duomo di Massimo D'Anolfi, Martina Parenti

L'infinita fabbrica del Duomo racconta la storia della nascita e del continuo mantenimento del Duomo di Milano attraverso i secoli. Primo atto della quadrilogia Spira Mirabilis, che affronta il concetto di immortalità attraverso gli elementi della natura, L'infinita fabbrica del Duomo rappresenta l'elemento della terra. Attraverso una prospettiva poetica e dal forte impatto visivo, il film segue le fasi e i lavori che la conservazione del Duomo richiede: dall'estrazione del marmo, al cantiere marmisti, all'Archivio storico, alla Cattedrale stessa. Marmisti, muratori, carpentieri, fabbri, restauratori, orafi: questa straordinaria ma costante concentrazione di attività è filmata alla luce della sacralità di un monumento che vive di tempi, ritmi, calendari, aspirazioni che si fondono e trascendono il lavoro umano e assume così un nuovo valore simbolico.

Sant Amour di Benoît Delépine, Gustave Kervern
Cast: Gérard Depardieu, Benoît Poelvoorde, Vincent Lacoste, Chiara Mastroianni
Durata: 101'
Francia 2016

PROSSIMAMENTE

Ogni anno Bruno, un allevatore di bestiame, alquanto scoraggiato, partecipa alla fiera dell'Agricoltura di Parigi. Quest'anno, il padre Jean lo raggiunge: vuole vincere finalmente la gara con il toro Nabucodonosor e convincere Bruno a rilevare l'azienda di famiglia. Ogni anno, Bruno fa il giro di tutti gli stand delvino, non mettendo mai piede fuori dai locali della fiera e soprattutto non riuscendo mai a terminare il suo tour fra tutti gli stand. Il padre allora gli suggerisce che insieme porteranno a termine un tour reale attraverso la campagna francese. Accompagnati da Mike, un giovane ed eccentrico tassista, partono alla volta delle principali regioni vinicole della Francia. Scopriranno insieme, non soltanto le vie del vino, ma anche la strada per ricongiungersi nel più autentico sentimento d'amore.

Tangerines di Zaza Urushadze
Cast : Misha Meskhi, Giorgi Nakashidze, Elmo Nüganen, Raivo Trass, Lembit Ulfsak
durata 87 min
Estonia 2014

Nel 1990 in Abcasia Ivo e Margus provano a resistere sulla loro terra, ambita dai georgiani e difesa dagli abcasi. Ivo, esiliato estone, costruisce cassette per i mandarini di Margus, vicino di casa compatriota che sogna un ultimo raccolto prima di abbandonare il villaggio. Ivo invece non ha mai pensato di andarsene perché in quei luoghi 'riposa' il suo bene più prezioso. Vecchio e saggio Ivo è suo malgrado travolto dagli eventi. Uno scontro tra georgiani e mercenari ceceni, in cui sopravvivono soltanto due soldati, lo costringe a intervenire e a soccorrere nella propria casa e coi propri mezzi i feriti. Di parte avversa, i due ospiti provano a convivere sotto lo stesso tetto e sotto lo sguardo rigoroso di Ivo che converte il loro odio ottuso in un sentimento nobile e complesso.

LA SUPPLICATION/Preghiera per Chernobyl
di Pol Cruchten, 2016, v.o. francese/sott. it., 86'

in collaborazione con Alpe Adria Cinema/Trieste Film Festival

nell'ambito di FLORILEGIO #2 pratiche ecologiche del fare città / In Primavera a Trieste!

Svetlana Aleksievič ha creato una sintesi mirabile dell'affare Chernobyl in un classico che è stato tradotto in tutte le lingue del mondo occidentale. Pol Cruchten ha trovato in questo straordinario lavoro un'inesauribile fonte d'ispirazione e ha deciso di rielaborare le testimonianze raccolte dalla scrittrice in una forma cinematografica non convenzionale.
http://www.triestefilmfestival.it/?album=la-supplication

Corpo Estraneo di Krzysztof Zanussi
con Riccardo Leonelli, Agnieszka Grochowska, Agata Buzek, Weronika Rosati, Chulpan Khamatova
Polonia, Italia, Russia 2014

Angelo e Kasia si incontrano e innamorano in Italia, entrambi fanno parte del movimento cattolico dei Focolarini. Quando lei decide di tornare in Polonia per entrare in convento, lui decide di seguirla nella speranza che cambi idea. Nel frattempo, a Varsavia, trova lavoro in una multinazionale, dove la sua superiore Krystyna, una donna disinibita e cinica, è allo stesso tempo affascinata dalla sua fede e desiderosa di circuirlo e dominarlo. Tra scandali ed episodi di corruzione legati all'azienda in cui Krystyna riesce a coinvolgere Angelo, raggirandolo e rendendolo un capro espiatorio, il destino dei due subirà una svolta. Le sorti spirituali ed esistenziali di Angelo saranno legate alla scelta dell'amata Kasia, quelle di Krystyna alle conseguenze estreme del suo agire senza scrupoli.

Oggi insieme domani anche - Film partecipato di Antonietta De Lillo
Italia 2013

L' amore prima di ogni altra cosa. Un insieme di interviste, incontri, opinioni e sguardi sull'argomento compongono un documento strettamente aderente alla realtà contemporanea sul senso primo di un sentimento che non sempre fa rima con felicità. Persone incontrate per strada, coppie di intellettuali, ragazzi, adulti e anziani esprimono il proprio sguardo lasciando trasparire quanto il tessuto politico-sociale sia intimamente legato ai mutamenti sulla percezione e sul senso primo dell'amarsi e dello stare insieme, tra incanto e disincanto.
Più di cinquant'anni dopo il Comizi d'amore pasoliniano, Antonietta De Lillo torna a misurare la temperatura del Paese in fatto di sentimenti grazie alla forma del film partecipato già inaugurata con Il pranzo di Natale. Non c'è un solo autore in Oggi insieme domani anche, ma molteplici, tanti quanti sono i diversi segmenti narrativi che vanno a comporlo. Forma innovativa di remix basata sul crowdsourcing, il concetto stesso di film partecipato rappresenta, allora, la forza di un lavoro che sceglie un tema con così tante sfaccettature, mettendole in pagina con contagiante semplicità.
Efficacissima nel descrivere l'evoluzione di un popolo intero, si tratta di un'opera che guarda al nuovo senza dimenticare il vecchio: in prima analisi fuori contesto, all'interno di un discorso tanto orientato all'oggi, appare azzeccata anche la scelta di tornare al referendum sul divorzio del 1974, narrativamente giustificata perché legata alla storia di un uomo e di una donna che parteciparono all'informazione sull'abrogazione della legge 898/70 finendo con lo sposarsi.

Stella Cadente di Luis Miñarro
Cast : Alex Brendemühl, Bárbara Lennie, Lorenzo Balducci, Lola Dueñas, Francesc Garrido
durata 105 min
Spagna 2014

Novembre 1870: con 191 voti favorevoli Amedeo d'Aosta, fratello del futuro Umberto I e capostipite dei Savoia, diventa re di Spagna. Giunto a Madrid il 2 gennaio 1871, lo stesso giorno giura sulla costituzione. Il sovrano è armato di idee liberali e progressiste, ma presto i suoi ideali reali si scontrano con la realtà spagnola del periodo, dominata da intrighi, corruzione e ogni bassezza di cui l'animo umano è capace. Costretto a passare la maggior parte del tempo tra le mura del suo palazzo per timore che l'instabilità politica deflagri in un attentato alla sua persona, dopo appena due anni Amedeo abdica, dichiarando la Spagna ingovernabile.

Il Cinema dei Fabbri, in collaborazione con la Minotaurus Pictures 2004, bandisce il concorso di cortometraggi "I Corti" dei Fabbri con l'obiettivo di incentivare in particolar modo la produzione cinematografica dei giovani talenti emergenti.

 

Microbo & Gasolina di Michel Gondry
con Audrey Tautou, Sacha Bourdo, Laurent Poitrenaux, Théophile Baquet, Fabio Zenoni

Microbo, come lo chiamano tutti, ha 14 anni, il talento per il disegno e una passione per una compagna di classe. Esile e introverso, la sua sensibilità spiccata gli aliena i compagni, bulli e gradassi e sempre in cerca di guai. L'ingresso in classe di Gasolina, adolescente forbito che miscela fantasia e idrocarburi, cambia la sua vita e il suo modo di guardare il mondo. Incoraggiato dall'inesauribile immaginazione di Gasolina, Microbo scopre un coraggio che non aveva mai sospettato, esponendo i suoi disegni in una galleria d'arte, confessando a Laura il suo sentimento e abbandonando la provincia per l'avventura. Perché Microbo e Gasolina costruiranno una casa su ruote e lasceranno Versailles. Il tempo di un'estate, il tempo per crescere.

S Is for Stanley di Alex Infascelli
durata 78 min Italia

s For Stanley racconta un aspetto inedito della vita di Kubrick: la strana amicizia con Emilio D'Alessandro, contadino/pilota ciociaro, che per più di trent'anni è stato il suo autista personale e factotum. Una testimonianza interessante e originale da non perdere.Sono passati sedici anni dalla morte di Stanley Kubrick, regista-filosofo, eclettico e instancabile sperimentatore che in nome della libertà creativa rinunciò a Hollywood per curare in maniera maniacale ogni singolo aspetto della produzione dei suoi film. In cinquant'anni di carriera, questo gigante del cinema, ha raccontato le contraddizioni dell'uomo occidentale, senza rinunciare mai alla spettacolarità della messa in scena e passando in rassegna tutti i generi cinematografici.

Wilde Salomé di Al Pacino
con Al Pacino, Jessica Chastain, Kevin Anderson, Roxanne Hart, Estelle Parsons

Wilde Salome proietta il pubblico nella vita personale di Al Pacino come mai era successo prima, offrendo un ritratto intimo e profondo della più grande icona del cinema alle prese con il ruolo più impegnativo mai interpretato: se stesso e il re Erode. Traboccante di verità e candore, Wilde Salome conduce Pacino in giro per il mondo, a Londra Parigi, Dublino, New York, Los Angeles, e dentro il suo camerino; niente appare off limits mentre Pacino esplora le complessità del dramma di Wilde, nonché i processi e le tribolazioni che hanno segnato la vita dello scrittore, offrendo al tempo stesso uno sguardo senza precedenti anche sulle proprie.

Appena apro gli occhi - Canto per la libertà di Leyla Bouzid
con Baya Medhaffer, Ghalia Benali, Montassar Ayari, Lassaad Jamoussi, Aymen Omrani

Farah ha diciotto anni appena compiuti e una grande vitalità: vuole vivere libera, senza paura, scegliendo per se stessa, nella Tunisia del 2010, a pochi mesi dalla rivoluzione. Insieme al suo ragazzo, Borhène, e ad un gruppetto di amici, ha messo in piedi una band. La voce di Farah canta i problemi del suo paese, i sogni dei ragazzi, le ingiustizie. Hayet, sua madre, si riconosce in lei ma non può fare a meno di preoccuparsi. Farah, invece, non conosce la cautela: sgattaiola fuori la notte per cantare nei locali, recita poesie in pubblico e finisce per pagare amaramente il suo comportamento, quando viene prelevata e portata via dalla polizia.
La regista appena trentenne Leyla Bouzid sceglie, per il suo primo lungometraggio di finzione, un periodo recentissimo della storia della Tunisia, che per molti sta già scivolando nell'oblio: per ventitré anni, con Ben Ali al potere, il suo paese ha conosciuto la paura, la delazione, la violenza, dunque tornare all'altroieri, per la Bouzid, ha un doppio valore, quello di illuminare di consapevolezza il futuro e quello di ricordare, in un'epoca ombreggiata dal terrorismo, un altro terrore, non meno soffocante.

Fiore Del Deserto di Sherry Hormann
con Soraya Omar-Scego, Idriss Abdillahi Houfaneh, Awa Saïd Darar, Roun Daher Aïnan

Waris Dirie nasce in un villaggio della Somalia da una famiglia di nomadi con dodici figli dove subisce l'infibulazione più o meno a cinque anni: a tredici il padre la vende a un uomo di sessant'anni: Waris non accetta quel destino, fugge a Mogadiscio e poi a Londra, nella residenza di uno zio ambasciatore lavorando come cameriera. Quando l'uomo viene richiamato in Somalia, lei decide di restare in Inghilterra. Sola e analfabeta si guadagna da vivere con mestieri umili. Si iscrive a una scuola serale finché un giorno un fotografo, Terry Donaldson, la convince a posare. All'improvviso il suo destino cambia dando inizio a una fortunatissima carriera di fotomodella. Al culmine del successo, Waris ha trovato il coraggio di raccontare la propria storia e oggi è la portavoce ufficiale della campagna dell'ONU contro le mutilazioni femminili.

Paco De Lucia: la Busqueda di Curro Sánchez

A due anni dalla morte, il documentario racconta la storia del leggendario chitarrista Paco de Lucía. Realizzato dal figlio, che ne firma la sceneggiatura assieme alla madre Casilda, il film è un viaggio che alterna passato e presente, attraverso numerose interviste realizzate in anni diversi allo stesso Paco che si intrecciano con filmini delle sue esibizioni, materiali d'archivio, interviste e immagini dei suoi maestri e fonti di ispirazione e di musicisti che hanno lavorato con lui: Sabicas, Niño Ricardo, Camaron de la Isla, John Mclaughlin e Al Di Meola. Un racconto pieno di vita che inizia la prima volta che Paco prende una chitarra nella sua casa in Algeciras (Andalusia), a soli 7 anni, e culmina con la composizione del suo ultimo disco Canción Andaluza. Più di sessant'anni di ricerca, di investigazione musicale per superare il limite e trasformare il flamenco da marginale in mondiale. Lo stesso Paco, prima di morire nel febbraio 2014, ha espresso l'approvazione per questo documentario sulla sua vita.

La scuola d'estate di Jacopo Quadri
con Fabrizio Falco, Lucrezia Guidone, Sara Putignano, Luca Ronconi

La scuola d'estate di Jacopo Quadri, documentario presentato Fuori Concorso allo scorso festival di Torino e distribuito da Luce Cinecittà, racconta la scuola "Centro Teatrale Santacristina" aperta dodici anni fa in Umbria da Luca Ronconi, maestro della scena contemporanea appena scomparso. Uno spazio dove accogliere giovani attori e attrici e attivare il più libero dei cortocircuiti teatrali, svincolato da ogni condizionamento e scadenza produttiva.
A Santacristina, in una vecchia stalla ristrutturata dove i passaggi del giorno e della notte sono scanditi da un gong, scopriamo il Ronconi in veste di vecchio-bambino: nel gioco dei caratteri e nello scavo delle voci, alla ricerca delle pieghe segrete dei personaggi in un affascinante scandaglio dei testi. Barba bianca e sguardo penetrante, mago e maieuta, Ronconi si espone come mai prima d'ora, raccontandosi tra vita e teatro in uno stato di grazia che lo consegna alla fiaba.

L'Universale di Federico Micali

con Francesco Turbanti, Matilda Anna Ingrid Lutz, Claudio Bigagli, Robin Mugnaini

Questa è la storia di tre amici:Tommaso, Marcello e Alice, dei loro destini che s'intrecciano, si lasciano e poi si ingarbugliano di nuovo, in una serie di avventure che attraversano tre decenni - dai favolosi sessanta ai plasticosi ottanta - e che incarnano i sogni, le svagatezze, le illusioni e le sconfitte di una generazione.
Ma questa è anche la storia di un cinema (L'Universale), un cinema un po' particolare a dire il vero, dove per una strana congiuntura epocale, rionale e perché no, astrale, per un periodo si sono incontrate la cultura alta, sperimentale e politica del movimento studentesco e quella popolare, sarcastica e disincantata del quartiere fiorentino di San Frediano, creando un meraviglioso cortocircuito che ben presto ha portato a un inatteso e scintillante caos creativo. In sala si poteva dire, fare e creare di tutto e il vero spettacolo non erano più i film, ma il pubblico.
Ma è anche un po' la nostra storia, nel senso di un paese, l'Italia che in trent'anni ne ha viste passare di cotte e di crude sotto i suoi campanili: le lotte studentesche, i figli dei fiori, il terrorismo, il riflusso degli anni '80, e la fine di un mondo, di un muro contro muro dopo il quale niente sarebbe stato più uguale, perché come diceva il Tamburini, noto frequentatore del cinema Universale: "Un'ideale non è come un papa, morto uno ci vuole del tempo per farne un altro!".

 

WAX: WE ARE THE X di Lorenzo Corvino
con Jacopo Maria Bicocchi, Gwendolyn Gourvenec, Davide Paganini, Rutger Hauer, Jean-Marc Barr, Andrea Renzi, Andrea Sartoretti, Lily Bloom, Claudia Gallo, Muriel Gandois, Mathieu Intikalau, Francesca Ritrovato

Due giovani italiani e una ragazza francese vengono inviati a Monte Carlo per le riprese di uno spot. Hanno a disposizione una settimana per portare a termine l'incarico. Il viaggio diventa presto un'avventura rocambolesca attraverso il sud della Francia e la Costa Azzurra: saranno messi a dura prova da incontri ed eventi che vanno oltre il loro controllo. L'intensa relazione a tre che nasce fra i ragazzi si offre come simbolo del confronto tra trentenni europei, uniti da un'esistenza da Sacrificabili e in cerca del riscatto per un'intera generazione.

KAGEMUSHA L'OMBRA DEL GUERRIERO di AKIRA KUROSAWA

Guerre tra clan per la conquista di Kyoto, Shingen Takeda resta mortalmente ferito; prima di morire ordina al suo clan di non diffondere la notizia, servendosi di un kagemusha, un sosia, che continui a incutere terrore nel nemico.
Dopo aver tentato il suicidio per non essere riuscito a realizzarlo, Kurosawa Akira riesce infine nel 1980 a mettere in scena Kagemusha, grazie al denaro americano e alla produzione congiunta di Francis Ford Coppola e George Lucas. È in particolare quest'ultimo a pagare il suo debito di riconoscenza al maestro per aver fornito con il suo cinema molte delle idee e delle suggestioni alla base di Guerre stellari: e l'Imperatore ringrazia, contaminando con il West - che lui stesso ha contribuito a plasmare, influenzando tanto Per un pugno di dollari che I magnifici sette - l'epico finale della tragica storia del clan Takeda. La lunga attesa ha permesso a Kurosawa di reinventare il suo Kagemusha nel segno del colore, che gioca un ruolo fondamentale tanto nelle scene di massa diurne che in quelle notturne, sottolineando i colori primari che sono alla base dei quattro elementi - Vento, Foresta, Fuoco, Montagna - su cui si basa la forza dell'esercito Takeda. Un'armata antica, fatta di cavalli e fanti, che incarna il Giappone che se ne va e lascia il posto alla contaminazione dell'Occidente, diavolo della modernità, e alle astuzie delle armi da fuoco, di cui si avvale l'astuto generale Nobunaga Oda. Giocato su una scansione della narrazione prettamente teatrale, Kagemusha è precursore del capolavoro Ran nella sua ripresa di temi scespiriani: il sosia è l'uomo comune, un banale ladruncolo che porta il dovuto rispetto alla figura sacrale del capo dove non ne è in grado il figlio legittimo Katsuyori, accecato dall'ambizione e dalla volontà di rivalsa.
Kagemusha nasconde i suoi punti di debolezza - in primis la mancanza della "maschera" di Toshiro Mifune, sostituito da un volenteroso ma non altrettanto efficace Tatsuya Nakadai - con la potenza di sequenze tra le più impressionanti dell'intero cinema di Kurosawa. Il messaggero che letteralmente "sveglia i morti" attraversando le schiere esauste dei soldati, l'arcobaleno che sembra presagire la sciagura dietro il cambio di strategia di Katsuyori, l'allegoria finale sullo scorrere degli eventi in mano a un Fato bizzarro che "il mondo a caso pone".
E il tragico-farsesco sosia, più vero del vero, che, quasi posseduto dallo spirito di Shingen Takeda, ne assume la solennità e la saggezza, doti proprie di un leader in grado di tenere unito il suo clan anche dall'aldilà. Anche se le torri di Kyoto resteranno un miraggio, una chimera sognata ma mai afferrata.

Song of my Mother - La Canzone Perduta di Erol Mintas
con Feyyaz Duman, Zübeyde Ronahi, Nesrin Cavadzade, Ferit Kaya, Cüneyt Yalaz.

Vincitore di diversi premi internazionali, tra cui il Sarajevo Film Festival 2014 come Miglior film, il lungometraggio racconta la quotidianità di Ali, brillante e giovane maestro curdo, e della sua anziana madre, Nigar. Costretti a lasciare il proprio villaggio negli anni Novanta, i due si sono trasferiti nell'estrema periferia di Istanbul: un deserto di cemento che accoglie numerosi rifugiati curdi.

Ali insegna, scrive libri e ha una relazione con una ragazza. Sua madre invece non si rassegna alla nuova vita ed è tormentata dal desiderio di tornare al villaggio: prepara ripetitivamente i bagagli per partire, convinta che amici e vicini abbiano già lasciato Istanbul per tornare alle origini, e spesso vaga per la città. Ali cerca di spiegarle che nessuno ha fatto ritorno, si prende cura di lei affettuosamente e fa di tutto per cercare la vecchia canzone tradizionale che lei desidera tanto ma che nessuno sembra conoscere. Quando la sua fidanzata resta incinta, il desiderio di inserirsi e affermarsi nella realtà turca di Ali e il richiamo alle origini rappresentato dal tormento di sua madre sembrano diventare inconciliabili.

Un film delicato e allo stesso tempo forte, in cui la questione curda resta sempre sullo sfondo ma è evidentemente origine di tutti i problemi che i protagonisti vivono. Al centro il tema della lingua: portatrice di identità e tradizione per un popolo a lungo costretto a rinnegarla.

LE MILLE E UNA NOTTE - ARABIAN NIGHTS VOLUME 3 Incantato di Miguel Gomez

Un inno alla fantasia che mescola realtà e immaginazione, paura e desiderio, umorismo e denuncia, erotismo e poesia: un'autentica "opera mondo" - com'è stata più volte definita dalla stampa internazionale - composta da tre film (Inquieto; Desolato; Incantato) e ambientata nel Portogallo in crisi di oggi. Qui un regista intende inventare delle storie, ispirate dalla penosa realtà in cui vive: non riuscendo però a trovare un significato nel proprio lavoro, fugge, da vigliacco, lasciando al suo posto la bella Sherazade. Alla ragazza occorrono entusiasmo e coraggio per non annoiare il re con le tristi storie del Paese. Con il passare delle notti, l'inquietudine cede il passo alla desolazione, che lo cede all'incanto. Perciò Sherazade organizza le storie che racconta al re in tre volumi. Inizia così: "Ho saputo, re fortunato, che in un triste Paese tra i Paesi...".
Diretto da uno dei più originali autori del cinema contemporaneo, il portoghese Miguel Gomes (Tabu; Redemption), Le mille e una notte - Arabian Nights ha debuttato all'ultima Quinzaine des Réalisateurs, diventando un vero e proprio "caso" e iniziando da Cannes un percorso fortunato che l'ha portato nei principali festival di tutto il mondo.

WHO AM I-KEIN SYSTEM IST SICHER Regia: Baran bo Odar
Germania 2014, 102 min.
Con Tom Schilling, Elyas M'Barek, Wotan Wilke Möhring

Già il titolo svela i due grandi argomenti proposti da questa pellicola dedicata alla ricerca della propria identità e alla vulnerabilità del mondo ormai elettronicamente interconnesso. Il concetto di giocare con la propria identità è ben ancorato nel mondo degli hacker. Ci si traveste con maschere digitali, ci si allea e si combatte senza riuscire realmente a distinguere fra gli avversari e gli alleati.
CLAY vuol essere una truppa provocatrice impavida, una "guerriglia" del divertimento. Con le sue azioni e le performance sociali, Clay riesce a cogliere il malcontento di un'intera generazione. Si fanno conoscere grazie ai loro cyber-attacchi s
Ricercato dalla detective di cyber-crimini Hanne Lindberg, a questo punto Benjamin non è più invisibile ma, al contrario, uno degli hacker più ricercati al mondo.
Da tempo il cinema tedesco non era riuscito a presentare una pellicola così eccellente come il thriller dedicato agli hacker Who am I – Kein System ist sicher. (spiegel.de)
La storia estrapola la criminalità in internet dalla solitudine soffocante e cinematograficamente scialba del tipico ritiro degli hacker. Qui, basta pronunciare la parola magica del social engineering, vale a dire la possibilità di influenzare altri esseri umani con l'obiettivo di ottenere i loro dati. In Who am I – Kein System ist sicher ci si serve del phishing, dei cavalli di troia e dei trasmettitori del protocollo IP: ma la trama resta sempre trasparente anche per chi non conosce minuziosamente internet. (zeit.de/zeit online)
Il mondo digitale interconnesso è un vero incubo per gli operatori cinematografici. Niente di più noioso delle interminabili colonne numeriche che scorrono sugli schermi, delle dita che battono nervosamente sulla tastiera e dei grovigli di cavi utilizzati per mostrare le intrusioni odierne e che nel caso di un giallo non aggiungono una virgola alla trama. Insieme alla sceneggiatrice Silke Buhr, il regista Baran bo Odar ha deciso di rappresentare simbolicamente la rete dei dati attraverso la rete della metropolitana berlinese e di usare simbolicamente una delle carrozze per rappresentare il nodo in cui scorrono drammaticamente i dati. Negli oscuri meandri della metropolitana, le mail fra i gruppi di hacker nemici si scontrano letteralmente attraverso mittenti mascherati che consegnano ai destinatari pacchetti (di dati), fra i quali si trova ogni tanto anche un cavallo di troia in argilla. (Berliner Zeitung)

Sebastiane (1976) di Derek Jarman

Sebastiane è un controverso film del 1976, scritto e diretto da Derek Jarman e Paul Humfress.

Jarman riprende una versione segreta della vita san Sebastiano, in circolazione solo dagli inizi del XX secolo e dal Martyre de Saint Sébastien di Gabriele D'Annunzio, ma assai diffusa all'interno della comunità gay, che faceva del giovane soldato l'amante dell'imperatore. Coinvolto in un attentato all'imperatore, il giovane cristiano viene inviato al confino sotto scorta.

Jarman scelse questo film per proporre immagini d'intimità fisica fra uomini, mostrati in nudità totale (cosa all'epoca ancora rara e molto trasgressiva) ed anche mentre amoreggiano, in scene deliberatamente romantiche e liriche, ma anche molto sensuali. E la maggior parte delle polemiche che questo film sollevò derivano proprio da questi due aspetti, la nudità e la presenza di rapporti omosessuali tra i soldati romani che montano la guardia a Sebastiano.

Ciò che rende questo film particolare è il fatto di essere stato girato completamente in latino. Per questo è l'unico film mai girato in Inghilterra e distribuito con sottotitoli in inglese.

Sebastiano di Fabrizio Ferraro

Due storie attraversano il dipinto San Sebastiano di Andrea Mantegna. Hanno luogo in due epoche diverse, ma in uno stesso luogo: il Palatino a Roma. La prima è quella di Marta e John. Turisti tra i turisti, passeggiano senza requie tra i resti che sono rovine, che diventan macerie o si innalzano a seconda di come vengono guardati, avvicnati. La seconda è antica, si svolge nel 287 a.C., e coinvolge Adriano e Alessandro, due soldati della guarra imperiale di Diocleziano. Anche loro camminano senza sosta, stesso luogo, un altro tempo. Procedono pesanti, rumore di catene, passi che affondano nel terreno. Sebastiano, imprigionato, li segue. Un circolo nel quale vittima e carnefice si confondono. Finalmente Marta e John, dopo il tanto passeggiare riposano. Lasciano che il loro peso gravi sui resti. Trovano accoglienza nel luogo. Sebastiano, invece, viene precipitato a terra, giustiziato più e più volte. Ma ecco che il tempo sembra fermarsi, lo spazio intorno inizia a girare vorticosamente, tra le foglie e il nero delle tombe, e accade qualcosa... Nel bagliore improvviso della luce Sebastiano si rialza ancora una volta e ricomincia a camminare. Alla ricerca, senza sosta.

«Sebastiano parte da un'esperienza di vita concreta e da una relazione con un'opera pittorica. Il tentativo è stato quello di costruire un film che faccia sparire l'opera per poi riaprirla totalmente attraverso il film, che di per sé dovrebbe essere in qualche modo poi chiuso, pronto per la visione. (...) Al Louvre, davanti a quest'opera gloriosa di Mantegna, mi sono sempre posto il problema di questa figurabilità del Sebastiano. Sebastiano è presente in quel momento che chiamiamo la "freccitudine", cioè un qualcosa che segna una presenza e si lega a qualcos'altro che, in realtà, non corrisponde poi alle intenzioni. E questo film che abbiamo fatto è proprio lanciato su questo scarto, si insinua in questo scarto, fa si che le cose non corrispondano perfettamente. E perfortuna, non corrispondendo perfettamente, apre altri aspetti». (Fabrizio Ferraro)

Cinema Komunisto di Mila Turajl

Josip Broz, meglio noto come Tito, era oto come Tito, era un cinefilo incallito. Al tempo del suo incarico come proiezionista presso la residenza del maresciallo, Aleksandar Leka Konstantinovic gli ha mostrato ben 8801 pellicole in trentadue anni. Tito commentava a penna le sceneggiature, subiva il fascino di John Wayne e Kirk Douglas, e per interpretare se stesso volle niente meno che Richard Burton. Dai sovietici aveva compreso l'importanza del cinema come arma di propaganda e non badò a spese per edificare la mitologia della guerra partigiana della Jugoslavia contro il nemico nazista.
La storia raccontata da Mila Turajlic in Cinema Komunisto è la storia di un'immagine. Di come sia costruita, di quanto sia potente, della memoria di sé che lascia un'immagine: in questo caso quella della Jugoslavia, un paese unito solo e soltanto sotto il governo liberticida di Tito, che è collassato rovinosamente poco dopo la sua morte. Forse, dice tra le righe il documentario, la Jugoslavia che abbiamo conosciuto dall'estero era davvero questo, solo un'immagine, inconsistente nella sostanza civica e politica, magnificente nella retorica dello sforzo collettivo di un popolo per provare la bontà del socialismo.

Anna la Nera di Ronnie Roselli

con Paolo Bembi, Walter Brumat, Deborah Cecotti, Giovanna Marza

Film girato nel 2013 quasi interamente al Villaggio del Pescatore frazione di Duino-Aurisina, narra la storia di tre ragazzi che indagano sul mistero che aleggia su una casa abbandonata dagli anni '70. Sembra infatti che nel corso degli anni gli abitanti del luogo abbiano visto lo spirito di una ragazza aggirarsi nei pressi della casa. I tre ragazzi, grazie all'aiuto di una medium di Venezia, scopriranno l'enigma portando alla luce la crudele verità di un efferato omicidio ormai dimenticato.

Amore, Furti e Altri Guai di Muayad Alayan
con Sami Metwasi, Maya Abu Alhayyat, Ramzi Maqdisi, Riyad Sliman, Kamel El Basha

Mousa vive in un campo profughi palestinese e, per sopravvivere, ruba automobili. Un giorno si impadronisce della macchina sbagliata: una Passat con un soldato israeliano nascosto nel bagagliaio. L'uomo è stato rapito da militanti palestinesi come merce di scambio nell'ambito delle infuocate trattative per la liberazione dei prigionieri politici, detenuti nelle carceri israeliane. Mousa è un sempliciotto, che vuole soltanto raccogliere 5000 dollari per poter emigrare in Italia e giocare a pallone nella Fiorentina, come gli ha promesso un conoscente truffaldino. Mousa non vorrebbe avere niente a che fare con la difficile situazione politica del proprio paese e non sa che farsene dell'israeliano rapito, finito per sbaglio sulla sua strada. Ben presto, l'ingenuo ladro si ritrova al centro di una losca trama che vede coinvolti da un lato i miliziani palestinesi e dall'altro l'Intelligence israeliana. A rendere ancora più complicata la sua situazione, c'è la donna con cui ha una relazione clandestina da anni, una donna che ha messo incinta per poi scappare, e che adesso è sposata con un uomo benestante.

Mózes, il Pesce e la Colomba di Virág Zomborácz
con Márton Kristóf, László Gálffi, Eszter Csákányi, Andrea Petrik, Krisztina Kinczli

Mózes è un giovane insicuro che ha da poco terminato gli studi in teologia. Dopo un breve periodo passato in una struttura psichiatrica, torna a vivere con la famiglia in un villaggio nella pianura ungherese. La relazione con il padre è decisamente complicata. Questi, infatti, è un autoritario pastore protestante che tiene in soggezione l'intera famiglia: una madre sottomessa, una figlia adottiva timida e schiva, una zia troppo invadente. Un giorno, il padre muore improvvisamente e l'amletico fantasma paterno inizia ad apparire e a pedinare Mózes, che è l'unico in grado di vederlo. Mózes tenta inutilmente di liberarsi della scomoda presenza, facendosi aiutare da un meccanico appassionato di spiritismo; a nulla, però, valgono le strane pratiche suggerite dall'amico. Il giovane capisce che deve portare a termine le opere lasciate in sospeso dal Pastore prima della sua dipartita. Mózes si mette al lavoro, sostenuto dalla perplessa Angela, una giovane ex tossicodipendente che lavora per la Parrocchia in un progetto di recupero sociale.

THE NIGHTMARE di Rodney Ascher
con Yatoya Toy, Nicole Bosworth, Siegfried Peters

The Nightmare è un documentario horror diretto da Rodney Ascher, regista di Room 237, film che analizzava in maniera approfondita i significati nascosti in Shining di Stanley Kubrick. Il regista esplora la mente delle persone che hanno avuto esperienze di paralisi notturna, attraverso le ricostruzioni contorte e terrificanti dei loro incubi peggiori. Questa volta ciò che ci terrorizza, In un documentario che propone l'horror in un modo totalmente nuovo per il mondo del cinema, sono i nostri sogni più spaventosi.

1981: Indagine a New York di J.C. Chandor
con Oscar Isaac, Jessica Chastain, David Oyelowo, Alessandro Nivola, Albert Brooks

Un thriller ambientato a New York nell'inverno del 1981, statisticamente uno degli anni più violenti nella storia della città. Terzo lungometraggio dall'acclamato regista J.C. Chandor e interpretato dalla coppia Oscar Isaac-Jessica Chastain, 1981: un'indagine a New York racconta le vicende di Abel Morales, un immigrato che cerca di espandere la propria attività mentre la dilagante violenza, la decadenza e la corruzione minacciano di distruggere tutto quello che ha costruito, ma soprattutto mettono a dura prova la sua incrollabile fede nella giustizia.
Con 1981: Indagine a New York, Chandor intraprende una nuova strada, verso il luogo in cui le migliori intenzioni cedono il passo al puro istinto, il luogo in cui finiamo per essere più vulnerabili nel compromettere ciò che sappiamo essere giusto.

Wir können auch anders (La grande evasione)
Regia: Detlev Buck
Fotografia: Roger Heeremann
Musiche: Detlef Petersen, Django Seelenmeyer Interpreti: Joachim Król, Horst Krause, Konstantin Kotljarov, Sophie Rois, Heinrich Giskes, Lutz Weidlich, Doris Bierett
Produzione: Boje Buck Produktion GmbH (Berlin), Westdeutscher Rundfunk (WDR) (Köln)
Germania, 1993, 92'

Un detenuto in semilibertà ottiene il permesso di lasciare il carcere per andare sulla tomba della nonna che l'ha designato come erede. Lo accompagnano nel lungo viaggio attraverso i nuovi Länder della Germania riunificata il fratello, analfabeta come lui, e un disertore dell'ex esercito sovietico armato di kalashnikov che non parla una parola di tedesco.
Il titolo di questa commedia un po' folle significa letteralmente "Potremmo fare anche diversamente".
Uno dei film tedeschi di maggior successo nel 1993, a dispetto di una produzione a basso costo sostenuta però efficacemente da una fantasia ribelle.

Frida di Julie Taymor

con Salma Hayek, Alfred Molina, Geoffrey Rush, Antonio Banderas, Valeria Golino

Il film narra le vicende della vita della famosa pittrice messicana Frida Kahlo con particolare riferimento alla burrascosa relazione con il marito Diego Rivera, anche lui pittore e al circolo di amici e amanti frequentato dalla coppia tra cui figurano alcuni dei maggiori esponenti della politica e della cultura dell'epoca. Bisessuale, comunista e affetta da una grave menomazione alle gambe dovuta alla poliomelite di cui aveva sofferto da bambina e a un grave incidente, Frida muore a soli 47 anni per abuso di droga e alcool.

Body - Corpi di Malgoska Szumowska
con Janusz Gajos, Maja Ostaszewska, Justyna Suwala, Ewa Dalkowska, Adam Woronowicz

Varsavia, oggi. Un sostituto procuratore ha una figlia anoressica, Olga, che è in aperto contrasto con lui dopo la morte della madre avvenuta anni prima. La ragazza ha come terapeuta una donna che ha perso un figlio in tenerissima età e ritiene di poter essere in contatto con i defunti. Il procuratore però è di giorno in giorno sempre meno convinto dei suoi metodi.
Malgoska Szumowska è una sceneggiatrice, regista e produttrice tra le più interessanti nel panorama del cinema polacco. Lo conferma anche in questo film complesso in cui prova a fondere, riuscendoci, una lettura della società del suo Paese con quella di vicende individuali del tutto particolari. Sembra di essere tornati ai tempi di Kieslowski quando si vedono quei casermoni anonimi che facevano da efficace sfondo al Decalogo. Tutto però è cambiato da allora. Il comunismo non c'è più ma la sensazione di profonda solitudine si è addirittura accentuata in un universo consumista e liberistico in cui i modelli vengono imposti non più da un regime ma dal dio mercato a cui ragazzine caratterialmente fragili sacrificano il proprio corpo per corrispondere ad assurdi canoni estetici.

LA ISLA MINIMA di Alberto Rodríguez

con Javier Gutiérrez, Raúl Arévalo, Nerea Barros

Profondo sud della Spagna, 1980. Una serie di brutali omicidi di ragazze adolescenti in una remota e dimenticata città riunisce due detective della divisione omicidi molto diversi tra loro. Nonostante le ideologie agli antipodi, Juan e Pedro devono mettere da parte le loro divergenze per riuscire a catturare l'assassino che per anni ha terrorizzato l'intera comunità nell'ombra di un generale disprezzo per le donne, radicato a un passato misogino.

Il Paese Dove Gli Alberi Volano di Davide Barletti, Jacopo Quadri
con Eugenio Barba

Nella silenziosa provincia danese si preparano i festeggiamenti per i cinquant'anni dell'Odin Teatret, la compagnia teatrale di ricerca che, sotto la guida di Eugenio Barba, ha cambiato le coordinate dello spettacolo del secondo Novecento alimentando il proprio alfabeto attraverso le culture sceniche del mondo. Ed è dalle più diverse latitudini del pianeta – Kenia, Bali, Brasile, India, e anche Europa – che arrivano nella città di Holstebro squadre di bambini, ragazzi e artisti chiamati a dare energia con acrobazie, musiche e voci a un evento corale, sotto lo sguardo impetuoso del regista dai piedi scalzi e dai capelli bianchi. L'Odin Teatret non è solo una compagnia, è una comunità allargata e atemporale, è flusso visionario e quotidianità irriducibile, è un intrico di umanità selvatiche di cui questo film scruta con tenerezza la costanza, le intuizioni, i paradossi e gli orizzonti. Attori che sono anche muratorisarti-organizzatori, un sindaco postino-intellettuale, una fattoria prestata al teatro e un regista saldatore-boscaiolo hanno dato vita nel corso di mezzo secolo a un sodalizio tra visione politica e valore universale dell'arte. La preparazione di questa festa – che innesta ritmi tribali e classicità occidentali nella divertente ricerca di una lingua comune – invoca la possibilità del teatro di miscelare cielo e terra, tra falò rigenerativi e alberi che volano.

Seconda Primavera di Francesco Calogero
con Claudio Botosso, Desiree Noferini, Angelo Campolo, Anita Kravos, Nino Frassica

Cercando acquirenti per la sua villa in riva al mare, l'architetto cinquantenne Andrea conosce l'anestesista Rosanna, quasi quarantenne, e sposata con Riccardo, che è una decina d'anni più giovane di lei, e fa il commesso in un negozio di scarpe pur nutrendo ambizioni da scrittore. Durante una movimentata festa di San Silvestro, Andrea fa conoscere a Riccardo la studentessa Hikma, sorella minore di un ristoratore tunisino cui deve ristrutturare un attico. Le conseguenze di quella notte emergono in primavera. Nell'apprendere che Hikma è rimasta incinta, e sta vivendo un grave conflitto con il fratello, mussulmano osservante, Andrea decide di ospitarla nella sua villa - in cui si è risolto a tornare ad abitare - assieme a Riccardo, che ha lasciato Rosanna. Anche se Andrea non lo confessa, è evidente che Hikma gli ricorda la moglie Sofia, morta quattro anni prima in circostanze oscure...

Condotta di Ernesto Daranas
con Silvia Aguila, Miriel Cejas, Yuliet Cruz, Armando Valdes Freire, Armando Miguel Gómez

Cuba. L'undicenne Chala vive con la madre tossicodipendente che cerca di aiutare economicamente allevando piccioni e addestrando cani da combattimento. La sua resa scolastica non è delle migliori perché non perde occasione per farsi notare e riprendere. L'anziana maestra Carmela sa però come occuparsi di lui ma quando si ammala viene sostituita da una collega molto più giovane che non accetta le intemperanze del ragazzo. Il consiglio di direzione decide di mandarlo a una scuola di condotta, un istituto di correzione per i ragazzi indisciplinati e con problemi. Carmela non pensa che sia la scelta giusta.
Ci sono film che raccontano, in modo più o meno efficace, delle storie. Ce ne sono altri, non molti di questi tempi, che vanno oltre: mentre narrano le vicende dei loro protagonisti ci dicono dell'evoluzione di un Paese molto di più di quanto si potrebbe far comprendere in un saggio.
E' quanto accade in questa opera pluripremiata di Ernesto Daranas che sa portare sullo schermo con accenti di profonda umanità le storie e la Storia.

Eau Argentée – Autoritratto siriano di Wiam Bedirxan, Ossama Mohammed

Nella Siria di oggi, gli YouTubers filmano e muoiono, altri, invece, uccidono e poi riprendono lʼevento in un video. Ossama Mohammed, un regista siriano costretto allʼesilio a Parigi, segue le vicende della sua nazione attraverso internet con apprensione. Quando una giovane regista curda di Homs lo contatta chiedendogli "Se avessi una videocamera, cosa vorresti filmare?", sente che è il momento di agire. Decide così di collaborare con la ragazza per dare una visione di cosa stia succedendo, ma, allo stesso tempo, fa amicizia con lei e la guida nella creazione di questo duro e appassionante documentario.

Ahora si Llego! di Desiderio Sanzi

Due amici, una vecchia Ural, una Cuba mai vista.

Girato dall'artista italiano Desiderio con l'artista cubano José Balboa, ¡Ahora si Llego! è il primo road movie ambientato a Cuba. In tre mesi, su una consumata Ural della seconda guerra mondiale con sidecar, Desiderio compie una sorta di pellegrinaggio attraverso le 15 provincie cubane meno battute, alla scoperta delle realtà artistiche più remote dell'isola: un percorso sgangherato e poetico ispirato al viaggio intrapreso dal giovane Che Guevara e il suo compagno Alberto Granado.
In sella a una moto che richiede continue riparazioni ma che quando serve non li molla mai, con risorse minime e mezzi improvvisati, tra la polvere o sotto le piogge tropicali, Desiderio e il suo amico intraprendono un viaggio ora documentaristico, ora onirico e visionario: le difficoltà pratiche e le interviste si alternano a momenti surreali, immagini evocative e personaggi grotteschi da fare invidia a Ciprì e Maresco. Nessuna banalità turistica o celebrativa, nessun luogo comune sulla Cuba della rivoluzione e della musica salsa, nessun cliché da grande avventura motociclistica: sognante, insolito, strampalato, talvolta comico, a tratti malinconico, ¡Ahora si Llego! è un viaggio nell'amicizia e nell'immaginazione. Reso possibile dalla fedeltà cocciuta di un vecchio ferro.

QUALCOSA DI NOI di Wilma Labate

Dodici allievi della scuola di scrittura bolognese Bottega Finzioni nella cornice dell'antico borgo di Iano, sulle colline di Sasso Marconi, incontrano Jana, che ha quarantasei anni e da undici fa la prostituta. Il corpo e il denaro sono gli elementi da cui parte il racconto, che subito coinvolge tutti i partecipanti, mentre Jana, con la sua presenza maliziosa e rassicurante, rimuove ogni timidezza, portando i ragazzi a mettere in scena se stessi.
in collaborazione con Etnoblog Associazione Interculturale

Bella e Perduta di Pietro Marcello
con Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Tommaso Cestrone, Elio Germano

Dalle viscere del Vesuvio, Pulcinella, servo sciocco, viene inviato nella Campania dei giorni nostri per esaudire le ultime volontà di Tommaso, un semplice pastore: mettere in salvo un giovane bufalo di nome Sarchiapone. Nella Reggia di Carditello, residenza borbonica abbandonata a se stessa nel cuore della terra dei fuochi, delle cui spoglie Tommaso si prendeva cura, Pulcinella trova il bufalotto e lo porta con sé verso nord. I due servi, uomo e animale, intraprendono un lungo viaggio in un'Italia bella e perduta, alla fine del quale non ci sarà quel che speravano di trovare.

The Greasy Hands Preachers di Clement Beauvais

Chi ha mai detto che una motocicletta non può essere un pezzo d'arte? "The greasy hands preachers" parte da questa premessa, descrivendo, tramite cinque capitoli, la storia e la "fede", che anima alcuni dei più famosi customizzatori, veri artisti e predicatori: Shinya Kimura (Chabott Engineering), Rolan Sands, David Boras meglio noto come El Solitario, i californiani Michael "Woolie" Woolaway di Deus ex Machina e Shannon Sweeney di SS Classics, Fred Jourden e Hugo Jezegabel di Blitz Motorcycles.
Insieme alla cinepresa, li seguiamo nella loro vita di tutti i giorni, nei loro viaggi, nelle loro sfide. L'obiettivo diventa un confidente davanti al quale raccontare il proprio percorso, le proprie paure e le proprie scelte. Scopriamo così la forte motivazione che li spinge, ma soprattutto la grandissima passione che li ha portati a sconvolgere le loro vite: El Solitario ha abbandonato un lavoro prestigioso presso nel mondo della finanza, così come i parigini di Blitz Motorcycles, che hanno lasciato occupazioni sicure, mettendo in discussione gli stereotipi e gli agi delle loro radici borghesi, per non dimenticare Shinya Kimura destinato a diventare un entomologo. Come dicono gli stessi protagonisti con un certo orgoglio"from white collar to blue collar" ( dall'essere colletti bianchi al diventare colletti blu), perchè la soddisfazione nello sporcarsi le mani dando forma a quella che era inizialmente un'idea, è qualcosa di unico.

 


Definito come un'operetta nei titoli di testa del film viene considerato, a ragione, un classico del cinema tedesco sonoro. Ciò che Wilhelm Kiele ed i suoi collaboratori sono riusciti a fare nel 1930 con l'uso del suono, della musica e dell'immagine, non ha eguali nel passato e merita tutta l'ammirazione possibile. La sequenza di apertura, frizzante ed energica, basata sul rumore di un clacson e su una canzone, è risultata senz'altro sensazionale all'epoca. I tre uomini nel cabriolet cantano in coro, arrivano sulla soglia di casa, cantando sempre al ritmo della musica, e, dopo alcuni istanti, costatano che tutto il loro arredamento è stato pignorato. (...)

Genitori di Alberto Fasulo

con Anna Pecci, Antonella Sorgon, Caterina Lenarduzzi, Dolores Demarteau, Federica Celant

Genitori è un film documentario che si permette la libertà di entrare, immaginare e comprendere la realtà di famiglie che vivono l'esperienza con un figlio disabile.
Negli ultimi sedici anni un gruppo di genitori (12 madri e 2 padri) si sono incontrati ogni quindici giorni per parlare della loro vita quotidiana e per trovare soluzioni al miglioramento della vita dei loro figli. Dopo tanti anni, il gruppo è diventato una micro-società con un suo equilibrio. Il gruppo è diventato anche una famiglia. Aiutare se stessi per prendersi cura degli altri è il concetto fondante di questo gruppo.
Rimorso, paura, senso di colpa, gioia, rabbia, ricerca continua di soluzioni realizzabili, sono gli ingredienti dell'incontro eccezionale e quotidiano con queste persone che siedono in cerchio e identificano nel confronto e nella condivisione, beni comuni che possono contribuire a migliorare la loro vita. Indipendenza, sessualità, limite, senso di colpa, diritto al lavoro, sono gli argomenti che affrontano. Come qualunque altro genitore, come qualsiasi figlio.

OF HORSES AND MEN di Benedikt Erlingsson
con Ingvar E. Sigurðsson, Charlotte Bøving

In una valle isolata in Islanda, in cui gli abitanti si tengono d'occhio tutto il tempo, la prima visita ufficiale di una nuova coppia è strettamente monitorata. La primavera sta arrivando e, con essa, l'impetuosa forza della natura. Non può andare a finire bene. Amore e morte si intrecciano con inaudite conseguenze per l'intera comunità. E noi spettatori seguiamo i destini delle persone, attraverso la percezione dei loro cavalli.

Cave of Forgotten Dreams di Werner Herzog
con Werner Herzog, Charles Fathy, Jean Clottes, Julien Monney, Jean-Michel Geneste

Scoperta per caso nel 1994 dallo speleologo Jean-Marie Chauvet, la grotta Chauvet, situata in Francia, lungo il fiume Ardèche, contiene quasi 500 pitture rupestri risalenti a 32000 anni fa. Stando alle conoscenze attuali, le più antiche mai ritrovate. Werner Herzog, incuriosito da un articolo del New Yorker, ottiene dal Ministero francese della Cultura il permesso di filmare per alcune ore al giorno, pochi giorni in tutto, all'interno della grotta, normalmente chiusa ai visitatori per proteggerne il clima eccezionale. In compagnia di alcuni geologi, archeologi, storici dell'arte e del periodo preistorico, Herzog penetra nelle profondità della terra e della storia, armato di una piccola telecamera assemblata per l'occasione, di una luce fredda per non compromettere l'umidità delle pareti, di una curiosità come suo solito smodata e di una buona dose di ironia pronta all'uso.

The Best Bar in America di Damon Ristau, Eric Ristau
con David Ackroyd, Monique Lanier, Roger Hedden, Gregory T. Collett

Sanders, veterano di guerra e scrittore gira gli Stati Uniti dell'Ovest in sella ad una BMW R60/2 del 1960 con sidecar per scrivere una guida ai bar della regione. Un viaggio che diventa una ricerca quasi spirituale di una vita più semplice. Un viaggio guidato dal personaggio di Northway - un saggio alcolizzato ispirato da un personaggio realmente conosciuto dai due autori del film - che, ormai vicino alla fine della sua esistenza, ha trovato un suo equilibrio e una pace da cui il protagonista troverà ispirazione.

Il prezzo della gloria - La rançon de la gloire di Xavier Beauvois
con Peter Coyote, Nadine Labaki, Chiara Mastroianni, Benoît Poelvoorde, Roschdy Zem

Eddy e Osman sono amici e poveri in canna nella Svizzera di fine anni Settanta. Legati per la vita da un debito d'amore, condividono un cortile e l'affanno del futuro. Eddy, uscito da poche ore di prigione, e Osman, separato da troppo tempo dalla moglie, ricoverata in ospedale, progettano allora il colpo della vita. L'affaire con cui risolversi e risolvere la loro sventura. Morto Charlie Chaplin e seppellito a pochi chilometri dalla loro città, pensano di trafugarne la salma e di chiedere il riscatto alla facoltosa famiglia inglese. Perseguito il progetto con qualche difficoltà e molti ripensamenti, Eddy e Osman cederanno alla febbre dell'oro, infilando un'avventura rocambolesca che non mancherà di sorprenderli come una gag del celebre defunto.

Miss Julie di Liv Ullmann
con Jessica Chastain, Colin Farrell, Samantha Morton, Nora McMenamy

Una residenza di campagna in Irlanda intorno al 1880. Nel corso di una notte di mezza estate, in un clima di baldoria selvaggia e vincoli sociali allentati, la giovane Julie e John, cameriere di suo padre, ballano e bevono, si corteggiano e manipolano. Lei, altéra e superiore in cerca di avvilimento; lui, garbato ma grezzo, uniti nel disgusto e nell'attrazione reciproci. Di volta in volta seducente e prevaricante, selvaggia e tenera, la loro intimità li conduce a piani disperati e alla visione di una vita insieme... Nell'incertezza se il mattino porterà speranza o disperazione, Julie e John trovano la fuga in un atto finale sublime e terribile, come in una tragedia greca.
Miss Julie descrive una battaglia feroce per il potere e il dominio, condotta attraverso un gioco crudele e compulsivo di seduzione e repulsione.

Eden di Michael Hofmann, Germania/Svizzera 2006, 98'

Gregor, timido e sovrappeso, è cuoco e proprietario di un piccolo ristorante gourmet, dove gli avventori possono gustare la sua celebre "cucina erotica". Quando ad assaggiarla è la bella Eden, cameriera e madre di famiglia, tra i due nasce un rapporto speciale. Un viaggio dai toni agrodolci attraverso le gioie più nascoste dei sensi e dello spirito, che solo l'arte culinaria sa risvegliare.

WIR SAGEN DU! SCHATZ. [t.l. Ci diamo del tu, tesoro]

Il trentaseienne Oliver decide di rubare ciò che più gli manca per porre fine alla sua solitudine: una donna, tre bambini, una nonna, un nonno e un cane. Segregatosi al diciottesimo piano di un grattacielo abbandonato e con tutto l'amore e la determinazione di cui è capace, l'uomo cerca di indottrinare il gruppo di sconosciuti affinché diventi la sua famiglia, ma l'anarchia e il caos prendono il sopravvento, provocando pesanti conflitti fra i desideri, le paure e le nevrosi dei nuovi "membri della famiglia".
La guerra domestica e interpersonale lievita fino a trasformarsi in una questione di vita o di morte. Ma Oliver insiste con la sua visione della famiglia felice e, pian piano ognuno dei componenti capisce che la vita "là fuori" è ancora più contorta di quella "qui dentro da Oliver". Del resto gli opposti si attraggono, no?

Una selezione dei migliori cortometraggi tedeschi degli ultimi anni, tutti candidati al premio Oscar e uniti da un racconto comune: quello di persone all'apparenza diverse e distanti, i cui destini finiscono per saldarsi in modo indissolubile. L'originalità delle storie e lo sguardo partecipe dei giovani registi fanno di questi brevi film dei veri e propri gioielli da riscoprire.

Ausreisser (t. internaz.: The Runaway)
Regia: Ulrike Grote
Germania 2004, 23 min.
Con Peter Jordan, Maximilian Werner, Burghart Klaußner

Die rote Jacke (t. internaz.: Red Jacket)
Regia: Florian Baxmeyer
Germania 2002, 20 min.
Con Ulrich Noethen, Catrin Striebeck, Philipp Hochmair

Gregors größte Erfindung (t.l.: La più grande invenzione di Gregor)
Regia: Johannes Kiefer
Germania 2001, 11 min.
Con Alexander Beyer, Christel Peters, Ruth Nimbach

SENZA ROUTINE
Regia: Jūratė Samulionytė, Lituania, 2007, 14'

Tom à la ferme di Xavier Dolan
con Caleb Landry Jones, Xavier Dolan, Mélodie Simard

Tom ha amato Guillaume di un amore grande che adesso vorrebbe condividere con i suoi cari. Lasciata Montréal alla volta della campagna canadese, Tom raggiunge la fattoria della famiglia di Guillaume per partecipare l'indomani al suo funerale. Molto presto si rende conto che Agathe, madre di Guillaume, ignora l'omosessualità del figlio. Informato dei fatti è invece Francis, fratello maggiore e omofobico del defunto, che costringe Tom a mentire sulla sua natura e sulla natura della sua relazione con Guillaume. Imprevedibile e violento, Francis esercita su Tom sgomento e attrazione. Indeciso se andare o restare, Tom chiede aiuto a Sara, una collega spacciata per la fidanzata di Guillaume.

Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica
con Fabio Testi, Helmut Berger, Dominique Sanda, Lino Capolicchio, Romolo Valli

Ferrara 1938-1943. Le Leggi in difesa della razza sono operative e gli ebrei debbono condurre una vita separata rispetto agli altri italiani. Giorgio è sin dalla preadolescenza amico della bella Micòl Finzi Contini. Li separa la classe sociale ma li unisce l'immenso parco della villa in cui spesso ci si ritrova tra amici a giocare a tennis. E' lì che Giorgio comincia a provare un sentimento diverso dall'amicizia per la ragazza che però non vi corrisponde. Intanto scoppia la guerra e la situazione degli israeliti si fa di giorno in giorno più precaria.

Kommunisten di Jean-Marie Straub
con Arnaud Dommerc, Jubarite Semaran, Gilles Pandel, Barbara Ulrich, Franco Fort

Il film inizia con l'inno della DDR, composto da Hans Eisler. Un verso della seconda strofa – che non si sente – potrebbe essere il comune denominatore dei sei blocchi del film: "Alle Welt sich nach Frieden seht ..." – "Tutto il mondo anela alla pace ..." In ogni blocco – Il tempo del disprezzo, (2014), La speranza, da Operai, contadini (2001), Il Popolo, da Troppo presto, Troppo tardi (1982), Le Apuane, da Fortini/Cani (1976), L'utopia comunista, da La morte di Empedocle (1987), Nuovo mondo, da Peccato nero (1989) – la questione di come da un presente (o passato) di guerra, dolore e separazione, si potrebbe andare verso un mondo migliore, nel quale gli esseri umani vivano in comunità pacifica tra di loro ma anche con la natura, si pone in prospettive differenti. La ferita è antica, il desiderio insoddisfatto di pace anche; Straub ci dà coraggio di riprovare sempre di nuovo.

La Bugia Bianca di Giovanni Virgilio
con Francesca di Maggio, Federica De Benedittis, Carmen Giardina, Isabel Russinova

La vita di Veronika è scandita da ritmi regolari e rassicuranti. Le sue giornate si susseguono tra università e lezioni di violoncello, la sua grande passione. Vive in un piccolo borgo della Serbia dove tutti si conoscono e in cui raramente succede qualcosa di particolare. Quella della ragazza è però solo una pace apparente, fatta di omissioni e verità scomode, dove aleggia il fantasma terribile della guerra di Bosnia Erzegovina di 20 anni prima. Sarà l'arrivo di una ricercatrice che all'epoca si era attivata per mantenere desta l'attenzione sugli stupri etnici (ora considerati crimini contro l'umanità) a riaprire ferite dell'animo che qualcuno voleva dimenticare.

The Wolfpack di Crystal Moselle
con Bhagavan Angulo, Govinda Angulo, Jagadisa Angulo, Krsna Angulo, Mukunda Angulo, Narayana Angulo

Rinchiusi in un appartamento del Lower East Side di Manhattan, isolati dalla società, i sei fratelli Angulo imparano a conoscere il mondo attraverso i film che vedono. Soprannominati The Waolfpack, hanno passato la loro infanzia creando una loro versione dei lungometraggi preferiti, utilizzando elaborate attrezzature sceniche e costumi fatti in casa. Il loro mondo, però, è destinato a cambiare quando uno dei fratelli scappa.

Laurence Anyways di Xavier Dolan
con Nathalie Baye, Melvil Poupaud, Yves Jacques, Catherine Bégin, Suzanne Clément

Montréal, Canada, 1989. Laurence è uno stimato professore di letteratura in un liceo e un apprezzato romanziere esordiente. Nel giorno del suo 35esimo compleanno, confessa alla propria fidanzata - la grintosa regista Frédérique - che la sua vita è una totale menzogna. Laurence ha sempre sentito di essere nato nel corpo sbagliato. Donna costretta in abiti e attributi maschili, Laurence ha finalmente preso consapevolezza del bisogno di non mentire più, agli altri e soprattutto a se stesso. Fred, che sta con lui da due anni, è sconvolta. Ma la loro è una relazione di passione, affinità, complicità, stima, sostegno e un affetto profondissimo. Dopo un iniziale allontanamento, la coppia si ricompone: Laurence ama Fred comunque, a prescindere dal suo desiderio di diventare donna; Fred non può fare a meno di lui e desidera sostenerlo nel difficile percorso di transizione. Inizia, così, una nuova vita. Ma le ostilità e i pregiudizi che i due innamorati dovranno affrontare, nei dieci anni seguenti, metteranno più volte in discussione il loro rapporto straordinario.

 

J'ai tué ma mère di Xavier Dolan
con Anne Dorval, Xavier Dolan, François Arnaud, Suzanne Clément, Patricia Tulasne

Hubert è un adolescente canadese cresciuto senza il padre, separato dalla madre e noncurante delle sorti del figlio. Privo di un punto di riferimento maschile e agitato dalle pulsioni e dalle inquietudini tipiche della sua età, Hubert nasconde la propria omosessualità alla madre e sfoga su di lei il dolore represso, colpevolizzandola per non amarlo abbastanza.

Ein Geschenk der Götter
Regia: Oliver Haffner
Germania 2014, 102 min.
Con Katharina M. Schubert, Adam Bousdoukos, Paul Faßnacht

NELL'AMBITO DELLA RASSEGNA "LA FELICITA' PORTA FORTUNA" A CURA DEL GOETHE INSTITUT

L'attrice Anna perde inaspettatamente l'ingaggio presso un piccolo teatro civico tedesco. Non può aspettarsi un sostegno particolare dall'ufficio di collocamento, ma ha la fortuna di trovare lì un'impiegata mite e appassionata di teatro.

Grazie a lei, Anna si occuperà della direzione di un corso di recitazione dedicato a otto persone disoccupate. Inizialmente, nessuno di questi ultimi è contento di partecipare, tantomeno di dover affrontare il dramma Antigone che Anna vuole studiare con loro. Poco tempo dopo, però, questi individui polemici e scettici maturano e diventano una comunità che desta speranza.

Les Amours imaginaires di Xavier Dolan

con Xavier Dolan, Niels Schneider, Monia Chokri, Anne Dorval, Louis Garrel

Francis e Marie sono due amici che s'innamorano dello stesso uomo, Nicolas, un giovane proveniente dalla campagna e appena trasferitosi a Montreal. Un vero colpo di fulmine per entrambi che si sforzano di attirare le attenzioni di Nicolas.
Di volta in volta la tensione tra i personaggi cresce sempre più, e presto ognuno di loro interpreta in modo ossessivo i comportamenti ambigui e distruttivi dell'oggetto del loro desiderio.

Marguerite di Xavier Giannoli

con Catherine Frot, André Marcon, Michel Fau, Christa Theret, Denis Mpunga

Marguerite, baronessa francese e melomane, ha sposato per amore Georges Dumont, aristocratico che ha venduto il titolo e scordato la nobiltà. Diviso tra motori e amanti, Georges sopporta Marguerite e si nega al suo amore. Un amore cieco e ostinato che sublima nel canto e davanti a un pubblico di aristocratici ipocriti, che raccolgono fondi per gli orfani di guerra e ridono della sua 'discordanza'. Perché Marguerite non ha voce, non ha attitudine, non ha umiltà, non ha limiti, soltanto illusioni alimentate dal fedele maggiordomo, dall'entourage domestico e da un marito troppo vigliacco per disilluderla e tanto crudele da illuderla. Al riparo dalla Parigi degli anni Venti, che ribolle di eccitazione e cultura, Marguerite consuma le sue giornate in un 'castello' bucolico, sorda alla verità. A espugnare il suo ritiro 'artistico' penseranno Lucien Beaumont, giornalista e scrittore promettente, e Kyrill von Priest, poeta dadaista e anarchico. Nella baronessa 'stonata' i due giovani individuano una voce di 'rottura' da traslocare nei café parigini per demolire il sistema dell'arte e per sovvertire le aspettative del pubblico borghese. Fuori dalle sue stanze traboccanti di costumi, spartiti e desideri infranti, Marguerite trova sfrontatezza e coraggio. Salirà in palcoscenico e canterà questa volta per un pubblico vero. Un salto senza rete che si schianterà contro un acuto.

Luks Glück di Ayşe Polat
con Rene Vaziri, Aylin Tezel, Sinan Bengier

Luks Glück è uno scontro fra due culture. Narra la storia di una famiglia turco-tedesca in Germania che viene messa a dura prova in seguito ad una vincita al lotto.
Il putiferio scoppia durante un viaggio in Turchia. I genitori vogliono acquistare un albergo in quel paese, mentre Luk preferirebbe seguire il suo sogno e far parte della cerchia dei produttori musicali e riconquistare il cuore della sua ex.
Illusioni, bugie e autoinganno fioriscono al loro meglio e "autenticamente", ben immersi nella tradizione culturale e nei cliché affrontati nel film. Sebbene lo spettatore possa faticare prima di entrare in sintonia con Ayse Polat, dietro al presunto caos e al frastuono si cela una verità profonda e una ricerca sincera della felicità.

 

Bolgia totale di Matteo Scifoni

con Giorgio Colangeli, Domenico Diele, Xhilda Lapardhaja, Gianmarco Tognazzi, Ivan Franek

Il vecchio ispettore Quinto Cruciani (Giorgio Colangeli), ormai alcolizzato e consumatore abituale di droghe, si fa scappare il giovane spacciatore psicopatico Michele Loi (Domenico Diele), appena arrestato. Per evitargli la sospensione, l'ispettore capo Bonanza (Gianmarco Tognazzi) gli dà tre giorni di tempo per ritrovare il fuggitivo. Comincia così una caccia al ladro che mostra i sogni e le difficoltà dei due personaggi, in uno stile che strizza l'occhio a quel genere poliziottesco tanto in voga negli anni Settanta.In sala e sul web si moltiplicando gli esperimenti, gli atti d'amore, le storie e le atmosfere di una generazione di cineasti che non nasconde di avere certe predilezioni e che si sta dimostrando capace di rielaborare le strutture narrative dei vecchi generi in chiave decisamente contemporanea, finalmente innovando. Forse anche il pubblico ora è più recettivo. Quel che è certo è che Bolgia totale di Scifoni è un ottimo noir: asciutto, violento e dannato. Un film da vedere, sostenere e diffondere. Un distillato prezioso di cinema di genere, come ne vorremmo vedere ancora, molto più spesso, nel buio delle nostre sale.

Tienimi Stretto di Luca Fortino

Tienimi stretto è una produzione concepita come strumento di denuncia contro la mafia in tutte le sue forme. Seppur frutto della fantasia, riassume attraverso il linguaggio cinematografico, gli effetti devastanti di questo fenomeno nei confronti della società. Il film racconta le vicenda del boss emergente Salvatore Bonanno attraverso gli occhi di una bambina. Ed è questo l'elemento, peraltro toccante, che rende originale il racconto. La bambina, Denise, assume la dimensione del sacrificio, a volte necessario, per smuovere la coscienza collettiva.

Banksy Does New York di Chris Moukarbel

Il Cinema Dei Fabbri in collaborazione con Wanted Cinema presenta Banksy Does New York.

New York, ottobre 2013: il popolare street artist britannico Banksy inizia una "residenza" sui generis nella Grande Mela. Un lavoro al giorno, in tutti i quartieri della metropoli. La vicenda però presto si complica, e qualcuno storce anche il naso per qualche mediatizzazione di troppo. HBO ha prodotto il documentario che racconta questa storia straordinaria, affidando la regia a Chris Moukarbel.

Su Banksy era già uscito un mockumentary che aveva fatto molto parlare. Del resto Banksy vuole e sa far parlare di sè e delle cose che fa. Oggi però vediamo e scopriamo qualcosa che non tutti sono stati in grado di vedere e capire di questo fenomeno che ha un nome solo ma ci coinvolge tutti allo stesso modo.

Fela Kuti - Il Potere Della Musica di Alex Gibney

Finding Fela del regista Premio Oscar Alex Gibney racconta la vita, la musica, il ruolo politico e culturale e l'eredità del genio assoluto dell'afrobeat, il nigeriano Fela Kuti, musicista, rivoluzionario e attivista dei diritti umani. Noto per il suo impegno costante, il suo stile di vita anticonvenzionale e il suo coraggio, Fela è stato uno dei musicisti più controversi di sempre.
Il film di Gibney racconta come Fela abbia creato un nuovo movimento musicale, l'afrobeat: esprimendo grazie alla musica le sue opinioni politiche, Fela si è scagliato contro il governo dittatoriale nigeriano degli anni '70 e '80 contribuendo a un radicale cambiamento in chiave democratica in Nigeria e promuovendo la politica panafricana in tutto il mondo. Il potente messaggio di Fela, testimoniato anche dallo strepitoso successo dello show dedicato alla sua vita in scena a Broadway, rimane ancor oggi di assoluta attualità e si esprime nei movimenti politici dei popoli oppressi, che abbracciano la sua musica e il suo pensiero nella loro lotta per la libertà.

Eden di Mia Hansen-Løve

1992, Parigi, i rave dominano la scena elettronica ma c'è un giovane dj che preferisce i suoni della garage house di Chicago. Decide di formare un duo con il suo migliore amico. È la storia dei Daft Punk? Quasi.

Quella che avete appena letto è in realtà l'inizio di Eden, un film scritto dalla regista Mia Hansen-Løve e ispirato dalla storia di suo fratello, Sven Hansen-Løve, uno dei pionieri della scena elettronica dei primi anni '90, fondatore del duo Cheers. La sua carriera si è intrecciata con quella dei Daft Punk, ma non è mai decollata come quella del duo robotico.
Nel film, ci sono molte allusioni ai Daft Punk «A Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo (i due Daft Punk, ndr) Eden è piaciuto fin dall'inizio», ha detto la regista, «hanno concesso i loro brani per il film, in cui hanno voluto essere raccontati come persone, non come i robot che si sono inventati per i mass media».

Blue Ruin di Jeremy Saulnier

con Eve Plumb, Devin Ratray, Amy Hargreaves, David W. Thompson, Bonnie Johnson

Il film è un ottimo revenge movie con toni da cinema indipendente, il regista si allontana molto dallo schema classico dei soliti film di vendetta Hollywoodiani a cui siamo abituati, ma ci porta nella parte più psicologica, più profonda e più umana del personaggio.Dwight è un derelitto, fruga nella spazzatura e dorme nella sua macchina. Capiamo come sia arrivato a questa condizione solo quando viene a sapere che un uomo sta per uscire di prigione: la persona che anni prima ha ucciso i suoi genitori e che ora è di nuovo a piede libero. La notizia gli ridà forza, lo rimette in sesto, determinato a pareggiare i conti uccidendo la persona che la legge ha lasciato libera. Dwight però è anche una persona normale, che ha poca confidenza con le armi o con la violenza, ed è solo la forza del desiderio che lo anima a spingerlo.

FUOCHI D'ARTIFICIO IN PIENO GIORNO di Yinan Diao
con Liao Fan, Lun Mei GWEI, Xuebing Wang, Jingchun Wang, Ailei Yu

Nell'estate del 1999 un detective della polizia indaga su uno strano caso di omicidio: brandelli della vittima vengono ritrovati contemporaneamente in diverse cave di carbone. Nel corso delle indagini però un confronto a fuoco uccide i suoi colleghi e lo lascia ferito e traumatizzato. Cinque anni dopo, in inverno, la situazione è molto peggiore per lui e per il mondo in cui vive. Lo ritroviamo ubriaco al margine della strada, non è più poliziotto ma lavora come guardia privata, e lo sconosciuto che si ferma per vedere se è ancora vivo in realtà lo fa per rubargli la moto.

Il ripresentarsi di omicidi simili a quelli del 1999 lo spinge tuttavia a ricominciare le indagini in privato, coadiuvando vecchi amici rimasti in polizia. Scopre così che tutto porta a una lavanderia in cui lavora una gentile ragazza di cui prontamente si innamora e che cerca di usare per arrivare al killer.

Cold in July di Jim Mickle

con Michael C. Hall, Sam Shepard, Vinessa Shaw, Don Johnson, Wyatt Russell.

Texas, 1989. Richard Dane è un corniciaio che vive nella provincia americana con la moglie e il figlio di pochi anni. Una notte, svegliato da rumori sospetti, scopre che un ladro è penetrato a casa sua. Recuperata la pistola spara accidentalmente un colpo che uccide il malvivente in salotto. Stabilita la legittima difesa, la polizia rilascia Richard dopo la deposizione in cui apprende il nome dell'uomo che ha ucciso. I giorni passano e Richard fatica a ritornare alla normalità. A peggiorare le cose arriva Ben Russel, galeotto in libertà vigilata e padre del delinquente defunto. Deciso a vendicare la morte del suo ragazzo, Ben minaccia il bambino di Richard, che chiede alla polizia di sorvegliare la sua casa e di proteggere la sua famiglia. Ben però rinuncia alla sua rivalsa, scoprendo molto presto e con l'aiuto di Richard che l'uomo morto in casa sua non è in realtà suo figlio.
Ambientato nel 1989, l'epoca del vhs e delle videoteche, fondamentali per risolvere il 'caso', Cold in July è la trasposizione del celebre romanzo di Joe R. Lansdale, una vicenda straordinaria che si dipana da una situazione ordinaria e da una villa di periferia.

Parigi a Tutti i Costi di Reem Kherici

con Reem Kherici, Cécile Cassel, Tarek Boudali, Philippe Lacheau, Shirley Bousquet

L'attesissimo film campione d'incassi in Francia PARIGI A TUTTI I COSTI.... brillante e anticonvenzionale commedia francesce che racchiude il tocco glamour de il diavolo veste prada e la pittoresca comicità de Il mio grosso grasso matrimonio greco.

Originaria del Marocco, Maya, è una bella e giovane stilista di un'importante maison d'alta moda francese. Vive a Parigi da più di vent'anni e si è perfettamente integrata.
Dopo una serata fashion trascorsa in discoteca con le amiche, Maya viene fermata per un normale controllo dalla polizia. Il permesso di soggiorno della ragazza risulterà essere scaduto e verrà quindi automaticamente espulsa il giorno dopo dalla Francia; in meno di ventiquattr'ore si ritroverà catapultata nel bel mezzo del deserto nel suo paese d'origine a Marrackech.
In Marocco, Maya, si scontrerà con le tradizioni e la cultura del paese che avrebbe voluto lasciarsi alle spalle. Abituata a Parigi, l'incontro/scontro con le sue origini creeranno situazioni paradossali e comiche, ma allo stesso tempo le riserveranno delle sorprese del tutto inaspettate.....

Violette di Martin Provost

con Emmanuelle Devos, Sandrine Kiberlain, Olivier Gourmet, Frans Boyer

Simone de Beauvoir. Il suo nome evoca un intero universo. Femminismo. Libertà sessuale. Ed evoca anche i nomi di coloro che l'hanno conosciuta e apprezzata: Sartre, Camus, Merleau-Ponty. Tra questi c'è anche un nome, oggi relativamente sconosciuto: quello di Violette Leduc. La Leduc è stata per molti versi un pioniere come la de Beauvoir, ma al contrario di quest'ultima non ha conosciuto la fama e il successo, ma ha dovuto fare i conti con la povertà, l'indifferenza verso il suo lavoro e diversi problemi.

Violette Leduc era figlia di una cameriera e di un uomo che non l'ha mai riconosciuta, un'illegittima, una "bastarda" dal titolo del suo libro più famoso. Diventata amica di Maurice Sachs e poi di Simone De Beauvoir scoprì di avere un grande talento che riversò in una scrittura diretta, dolorosa, in cui il desiderio femminile veniva raccontato senza pudori borghesi. Il suoi romanzi più noti, l'autobiografico "La bastarda" e "Teresa e Isabella".Violette di Martin Provost, potrebbe essere l'occasione per il pubblico italiano di riscoprire quest'autrice che negli anni Sessanta rivoluzionò il modo di raccontare la sessualità.

I Ponti Di Sarajevo di Ursula Meier, Aida Begic, Leonardo Di Costanzo, Jean-Luc Godard, Kamen Kalev, Isild le Besco, Sergei Loznitsa, Vincenzo Marra, Vladimir Perisic, Cristi Puiu, Marc Recha, Angela Schanelec, Teresa Villaverde

Uno sguardo polifonico su Sarajevo, dalla prima guerra mondiale ai nostri giorni, passando per il suo assedio, episodio centrale della guerra civile in Jugoslavia

"I ponti di Sarajevo" è un film a episodi realizzato sotto la direzione artistica del giornalista, critico e storico del cinema Jean-Michel Frodon. Tredici tra i più significativi autori europei contemporanei, tra i quali Aida Begic, Jean-Luc Godard e Leonardo di Costanzo, offrono la propria visione della città di Sarajevo.
In occasione del centenario della Grande Guerra, gli autori esplorano il ruolo che la città ha avuto nel conflitto, ciò che ha rappresentato negli ultimi cento anni e ciò che rappresenta oggi.

Crushed Lives - Il Sesso Dopo i Figli di Alessandro Colizzi

con Walter Leonardi, Nicoletta Romanoff, Bob Messini, Euridice Axen, Jacopo Cullin, Melissa Anna Bartolini, Chiara Martegiani, Carmen Giardina, Cesare Apolito, Paola Migneco, Leonardo Sbragia

"Crushed Lives - il sesso dopo i figli" è la risposta definitiva a tutti i dubbi, le perplessità e le angosce che assalgono i neo-genitori alla nascita di un figlio. Una storia controcorrente dall'alto contenuto terapeutico, un inno al sesso pericolosamente e irresistibilmente scorretto.
Con l'arrivo di un figlio gli equilibri di una coppia siano messi a dura prova è un fatto scontato, che la stessa coppia riesca a trovare nell'imprevista fase di caos un nuovo equilibrio, non lo è affatto. La crisi e il conseguente corollario di inciampi, scivoloni, incomprensioni, polemiche, recriminazioni è – visto dal di fuori – estremamente divertente, e rappresenta il materiale utilizzato per scrivere il film. Tratto dal libro omonimo, il film "Crushed Lives - il sesso dopo i figli" è una commedia scorretta, irriverente, centrata sui trenta/quarantenni di oggi per i quali paternità e maternità sono diventate esperienze quasi totalizzanti.
Il racconto si articola su due livelli, il primo è la vicenda di Saverio, regista (e padre) alle prese con il suo film sul "sesso dopo i figli", il secondo è il film stesso nelle diverse sfaccettature delle coppie indagate. Ciò ha reso possibile una pluralità di registri espressivi. Se nella realtà di Saverio (Walter Leonardi) e della sua compagna (Nicoletta Romanoff) si è scelta una messa in scena più realistica, senza forzature ed eccessi, nel secondo livello (il film di Saverio) ho forzato alcune situazioni in direzione di un registro più libero, a tratti grottesco, decisamente comico.
Il risultato pare scevro di volgarità, diretto e tagliente come una lama di rasoio. Un film in cui ci si può riconoscere e, ridendo di ciò che capita ai personaggi, ridere di noi stessi.

 

Across the River / Oltre il Guado di Lorenzo Bianchini

con Marco Marchese, Renzo Gariup, Lidia Zabrieszach

Visionando i filmati recuperati da una videocamera di monitoraggio legata a una volpe, l'etologo Marco Contrada trova degli strani ruderi dispersi tra i boschi del Friuli, al confine con la Slovenia. Incuriosito, li raggiunge, superando il guado di un fiume poco prima che un acquazzone alzi il livello dell'acqua rendendo impossibile il ritorno. Finché il tempo non migliora, l'unica soluzione è fermarsi tra le macerie di quel paesino che pare abbandonato... o meglio, che pare abbandonato da esseri viventi. Altre cose, residuate del passato, vagano ancora per quei borghi distrutti, e Marco scoprirà che non sono molto socievoli.

Il Fascino Indiscreto dell'Amore di Stefan Liberski

con Pauline Etienne, Taichi Inoue, Julie LeBreton, Alice de Lencquesaing, Akimi Ota

Il film accompagna la giovane protagonista nella sua permanenza nel Paese dei suoi sogni, quel Giappone nel quale è nata per caso e che ha lasciato quando aveva solo cinque anni. Infatti Amélie torna in Giappone piena di entusiasmo e d'illusioni e per mantenersi decide di dare lezioni di francese. Incontra così Rinri, il suo primo e unico studente, un giovane giapponese con il quale crea subito un rapporto molto intimo. La storia d'amore fra due giovani coetanei appartenenti a culture diverse è un confronto diretto fra abitudini, caratteristiche e modi di vivere estremamente lontani. Tra sorprese, momenti felici e le insidie di uno shock culturale che insieme poetico e divertente, Amélie scopre al contempo sé stessa e una parte di Giappone che non aveva mai nemmeno immaginato prima...

St. Vincent di Theodore Melfi

con Bill Murray, Melissa McCarthy, Naomi Watts, Chris O'Dowd, Terrence Howard

Vincent è un misantropo col vizio della bottiglia, delle scommesse ai cavalli e delle cattive maniere. Ruvido e scostante, Vincent non piace alla gente e a Vincent non piace la gente. Fanno eccezione Daka, una prostituta russa incinta con cui intrattiene una relazione economico-affettiva e Oliver, un ragazzino di pochi anni che si è appena trasferito con la madre nella casa adiacente alla sua. Maggie, separata e in affanno col lavoro, chiede a Vincent di occuparsi di Oliver in sua assenza. Prima riluttante e poi convinto dal compenso, Vincent accetta di dedicarsi al ragazzo, a cui rivelerà suo malgrado il suo cuore grande. Perché Vincent da molti anni ormai si prende cura della moglie, colpita da demenza senile, e di Daka, a cui paga gli esami per la gravidanza. Chiamato dal suo insegnante a raccontare la storia di una persona conosciuta e in odore di santità, Oliver sceglierà proprio Vincent, contribuendo col suo amore ad addomesticarne il cattivo umore.
St. Vincent è una commedia convenzionale, di quelle che escono sotto Natale e che si inseriscono in un filone molto sfruttato senza rivoluzionarne gli schemi. Costruito intorno all'amicizia tra un adulto e un bambino, naturalmente capace di regalare tenerezze a un uomo chiuso in se stesso e dalla lingua tagliente, nondimeno St. Vincent riserva qualche sorpresa e quasi tutte a carico di Bill Murray, ragion d'essere e garanzia emotiva del film.

Basta Poco di Andrea Muzzi, Riccardo Paoletti

con Andrea Muzzi, Massimiliano Galligani, Marco Messeri, Daniela Poggi, Isabella Cecchi

Sergio, un quarantenne senza un impiego stabile, crede di aver avuto un'idea geniale per tentare il riscatto sociale: aprire un'agenzia che vende felicità. Perché "oggi come oggi la depressione è la malattia più diffusa nel mondo!". Coinvolge nell'impresa l'amico Fulvio e nasce l'agenzia "Felici & Contenti" con l'obiettivo di esaudire i desideri più disparati della gente. Dopo un inizio un po' stentato arrivano i primi clienti e ben presto una folla, sempre più numerosa, si accalca davanti all'agenzia, ognuno con la propria strampalata richiesta. L'agenzia "Felici & Contenti" dà alle persone ciò che vogliono perché per essere felici, a volte, basta davvero poco. Ma qualcosa di inaspettato arriverà a turbare l'attività dei nostri protagonisti in un crescendo di accadimenti ora divertenti ora imprevisti perché, talora, il raggiungimento della felicità passa attraverso una piccola illusione...

Bellas Mariposas di Salvatore Mereu

con Micaela Ramazzotti, Sara Podda, Maya Mulas

Cate ha undici anni, tanti fratelli e un padre pezzemmerda. Vive alla periferia di Cagliari, ma vorrebbe fuggire: sogna di fare la cantante, non vuole finire come sua sorella Mandarina, rimasta incinta a tredici anni, o come Samantha, la ragazza oggetto del quartiere. Solo Gigi, un vicino di casa, merita il suo amore. Ma oggi, 3 agosto, la vita di Gigi è in pericolo: Tonio, uno dei fratelli di Cate, vuole ucciderlo. Intanto Cate trascorre con Luna, la sua migliore amica, il giorno più lungo della loro vita, tra il quartiere, il mare e le strade del centro. Quando scende la sera, tutto sembra perduto, ma dal nulla compare una bellissima donna: la coga Aleni, una strega che può leggere il futuro delle persone...

Wenn Aus Dem Himmel... (Quando dal cielo...) di Fabrizio Ferraro

con Daniele di Bonaventura, Paolo Fresu, Manfred Eicher

Il trombettista Paolo Fresu e il bandoneonista Daniele Di Bonaventura registrano insieme un disco ("In Maggiore") in un grande auditorium senza pubblico ma attrezzato di microfoni e alla sola presenza di un fonico e del produttore Manfred Eicher. I due musicisti provano, riascoltano, sperimentano, discutono, immaginano e insieme cercano di dare forma ad una musica sperimentale, diversa anche dal jazz per il quale sono noti.
Quello di Quando dal cielo.... è un viaggio per appassionati nei meandri della creatività musicale, a metà tra il backstage e la speculazione teorica, tra la documentazione dei fatti e il desiderio di cogliere qualcosa di più. Quello che Fabrizio Ferraro ha tentato è l'impossibile sogno di andare oltre la visione per ricostruire attraverso le immagini, la fotografia, il montaggio e l'accostamento di momenti diversi cosa si celi dietro al miracolo della creazione artistica. Eppure non c'è nessun tentativo divulgativo in Quando dal cielo... anzi, il film non teme di prendere le vie più impervie dei lunghi piani sequenza, dell'ascolto prolungato dei take, delle prove e poi di nuovo dei riascolti anche dei medesimi passaggi per giungere al suo obiettivo.

The fighters - Addestramento Di Vita / Les Combattants di Thomas Cailley

con Adele Haenel, Kévin Azaïs, Antoine Laurent, Brigitte Rouan, William Lebghil

Il film è una commedia militare romantica sorprendente e irresistibilmente divertente, una storia d'amore e di sopravvivenza dove l'amore disarma e la sopravvivenza passa attraverso la solidarietà. Una variante originale, intrigante ed esuberante del boy meets girl, ambientata nello scenario suggestivo delle Landes, in Aquitania. Tra gli amici e l'azienda di famiglia, l'estate di Arnaud si preannuncia tranquilla fino al momento in cui incontra Madeleine, tanto bella quanto fragile e appassionata di allenamenti estremi e profezie catastrofiche. Arnaud non si aspetta nulla mentre Madeleine si sta preparando al peggio e alla fine del mondo. Tra i due, nasce una storia d'amore e di sopravvivenza (o entrambe...), fuori da ogni canone prestabilito.

Rifiuto la Guerra

Pacifisti, renitenti, disertori, ammutinati.

La Grande Guerra dalla parte di chi cercò di evitarla
uno spettacolo storico in cui si raccontano le vicende poco note di coloro che provarono ad evitare la guerra, accompagnate dalle canzoni di protesta e di rivolta che i soldati di tutte le nazioni coinvolte intonarono come atto di dissenso contro il conflitto.

Conferenza-concerto di Piero Purini
Piero Purini voce narrante-sax
Paolo Venier voce
Aljoša Starc - Čada pianoforte-fisarmonica-clarinetto
Olivia Scarpa fagotto

Un doveroso omaggio a chi soffrì e morì
in quell'immenso mattatoio che fu la grande guerra.

Nomi e Cognomi di Sebastiano Rizzo

con Enrico Lo Verso, Maria Grazia Cucinotta, Marco Rossetti, Ninni Bruschetta, Dino Abbrescia

Domenico Riva è uno stimato giornalista che da Milano rientra, con la sua famiglia, nella sua terra d'origine: un piccolo paese del Sud Italia. Direttore della più importante testata giornalistica del luogo, attiva un progressivo risveglio della coscienza civile del paese, che negli anni ha tacitamente accettato un pericoloso status quo: loschi traffici travestiti di legalità. Tutto si gioca attorno ai fatti di una discarica abusiva oggetto di mire illecite; Riva e i suoi, faranno il loro lavoro: raccontare i fatti. Perché la verità non ha a che fare con l'essere eroi ma con il seguire i principi e il metodo cui la propria professione fa capo; una scelta che è quasi una necessità. In un susseguirsi di successi e insuccessi, vittorie e sconfitte, Riva porterà avanti il suo impegno, fino anche a sacrificare la famiglia che tanto ama.

Figlio Di Nessuno - Nicije Dete di Vuk Ršumovic

con Denis Muric, Milos Timotijevic, Pavle Cemerikic, Isidora Jankovic, Igor Borojevic´


Bosnia, 1988. Un gruppo di cacciatori trova nel bosco un bambino cresciuto in mezzo ai lupi, dei quali ha adottato le sembianze e lo stile di vita: non parla, non cammina, ringhia e morde chiunque lo avvicini. Il bambino, chiamato Haris, viene spedito in un orfanotrofio di Belgrado, dove inizialmente rifiuta ogni contatto e ogni forma di educazione, poi, grazie alla presenza di un assistente sociale e all'amicizia con Zika, un ragazzo più grande, esce gradualmente dallo stato animale per ricongiungersi con la propria natura umana. Ma il percorso di umanizzazione del bambino non è necessariamente evolutivo, né garantisce ad Haris una vita migliore di quella vissuta in mezzo ai lupi.

H24 – Poliziotti allo Specchio di Raffaele Manco

Non esiste altra realtà italiana che sia allo stesso tempo tanto sconosciuta quanto, però, puntualmente criticata e pubblicamente attaccata ad ogni minima occasione."H24 – Poliziotti allo specchio". Nessuna finzione, nessun copione, nessuna prevalente esigenza artistica: solo la voce (talvolta rotta dalla commozione) di veri poliziotti e carabinieri che, malgrado tutto, tirano la carretta del nostro sgangherato Paese senza mai ricevere un "grazie" e senza ormai più sperare di riceverlo.Tramite la testimonianza diretta dei protagonisti, il regista Raffaele Manco ci conduce a scoprire il cuore che batte dietro le divise, sempre più logore e sempre più al centro di critiche e di accuse del tutto ingiustificabili se solo ci si sofferma a voler comprendere la verità.

I Toni Dell' Amore - Love Is Strange di Ira Sachs

con John Lithgow, Alfred Molina, Marisa Tomei, Charlie Tahan, Cheyenne Jackson

Ben e George, l'uno settantunenne, l'altro intorno ai sessanta, vivono insieme da 39 anni, e le loro esistenze sono profondamente interconnesse: la prima scena del film li vede dormire insieme, braccia e gambe intrecciate, come è intrecciata la loro quotidianità in un appartamento di Manhattan elegantemente decorato. Ben è un pittore, George insegna pianoforte e dirige il coro dei ragazzi di una scuola cattolica. Tutti sembrano accettare serenamente la loro convivenza: gli amici, i parenti, i genitori degli studenti di George, il preside della scuola cattolica. Ma quando Ben e George decidono di coronare la loro storia d'amore con un matrimonio, l'idillio si spezza. La Chiesa cattolica, che aveva dimostrato tanta privata tolleranza, licenzia George in tronco per aver pubblicamente ufficializzato l'esistente, trattandolo come se "essere se stessi fosse disdicevole", come sintetizza l'insegnante con quieta lucidità. L'ammanco dello stipendio di George crea un'emergenza domestica: i neo coniugi non possono più permettersi la loro bella casa e devono trovare una soluzione più adeguata alla nuova situazione economica. E poiché la loro casa viene subito acquistata mentre quella futura non è così facilmente reperibile, i due sono costretti a dividersi e a farsi ospitare dai membri della loro cerchia: Ben alloggerà presso il nipote Elliott, George presso una coppia di poliziotti. Entrambi scopriranno "come sa di sale... lo scendere e 'l salir per l'altrui scale", sentendosi l'uno invaso dal caos che improvvisamente lo circonda (George), l'altro "di troppo" rispetto al precario equilibrio della famiglia che lo accoglie (Ben).

Una Nobile Rivoluzione di Simone Cangelosi

Ritratto di Marcella Di Folco - nata Marcello, a Roma, il 7 marzo 1943, scomparsa a Bentivoglio il 7 settembre 2010 - che nel 1988 fondò a Bologna la sezione emiliano romagnola del MIT, Movimento Italiano Transessuali. Un'esistenza straordinaria sotto molti punti di vista: figlia di un gerarca nazista ai Parioli, poi caduta in povertà, lavorò anche come buttafuori al Piper di Roma negli anni di massimo splendore ed entrò casualmente nella galassia di figuranti selezionati da Federico Fellini. Dopo le primissime pulsioni omosessuali da bambino, Marcello visse un amore disastroso a seguito del quale tentò il suicidio, cambiò sesso a Casablanca, tornò a Roma con l'appoggio incondizionato della sorella Liliana. Quindi si trasferì a Bologna, dove si prostituì per 20 anni e militò per i diritti civili dei transessuali e del movimento LGBT. Fino ad essere eletta consigliere comunale a Bologna negli anni '90 nelle liste dei Verdi (primato assoluto per un transessuale).

 

Citizenfour di Laura Poitras

con Edward Snowden, Jacob Appelbaum, Julian Assange, Kevin Bankston, William Binney

Citizenfour, il film di Laura Poitras fresco vincitore del premio Oscar 2015 come miglior documentario sarà distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. 

Citizenfour è un vero e proprio thriller in tempo reale, che si snoda di minuto in minuto dando al pubblico un accesso senza precedenti agli incontri tra la regista Laura Poitras e il giornalista Glenn Greenwald con Edward Snowden a Hong Kong, quando quest'ultimo consegnerà i documenti classificati che forniranno la prova di indiscriminate e illegali invasioni della privacy da parte della National Security Agency (NSA).Citizenfour segue Poitras, Greenwald e Snowden nel tentativo di gestire la tempesta mediatica che infuria fuori, costretti a prendere decisioni rapide che avranno un impatto sulla loro vita e su tutti coloro che li circondano.

Citizenfour non solo mostra i pericoli della sorveglianza governativa, ma li mostra nella loro applicazione pratica. Dopo aver visto il film non penserete più allo stesso modo al vostro telefono, e-mail, carta di credito, browser o profilo web, mai più.

Il Figlio Di Hamas - The Green Prince di Nadav Schirman

con Mosab Hassan Yousef, Gonen Ben Yitzhak, Sheikh Hassan Yousef

The Green Prince racconta la vita di Mosab Hassan Yousef, figlio di Sheikh, leader dell'organizzazione politica e armata palestinese. Nonostante il suo destino sembrasse segnato, il ragazzo diventerà una spia dello Shin Bet, l'agenzia di intelligence per gli affari interni dei nemici israeliani, che si interfaccia con il Mossad. «Questa è la mia opportunità per diventare un eroe», inizia il racconto il protagonista. Il cambio di pensiero avviene dopo aver visto di persona la violenza provocata dal gruppo palestinese. «Collaborare con gli avversari è stata la cosa più vergognosa che potessi fare nel mio paese, ero terrorizzato e confuso», spiega il vero Mosab alle telecamere. Le interviste sono alternate a immagini d'epoca del padre, il capo di Hamas. Tra i personaggi anche Gonen Ben Itzhaq, agente dello Shin Bet. «Il primo giorno che ho gestito Mosab ha segnato la fine della mia carriera», dice l'israeliano. La spia si rifugia negli Stati Uniti, ma rischia l'espulsione perché sospettata di terrorismo. Gonen lo salverà, svelando al mondo la storia del principe verde.

The Circle - Der Kreis di Stefan Haupt

con Anatole Taubman, Marianne Sägebrecht, Antoine Monot Jr., Marie Leuenberger, Markus Merz

Nella liberale Zurigo, a metà degli anni Cinquanta, Ernst, un giovane professore di una scuola femminile, incontra Röbi nella sede dell'organizzazione omosessuale Der Kreis (Il Cerchio). Il primo viene da una famiglia che non conosce la verità su di lui né sarebbe propensa ad accettarla. Röbi, invece, che fa il parrucchiere, è cresciuto esprimendo liberamente se stesso, protetto dalla madre, e ama cantare e travestirsi, sul palco delle grandi feste del club. Insieme, da quel giorno ad oggi, Ernst Ostertag e Röbi Rapp conosceranno le piccole grandi conquiste e le tante e drammatiche repressioni che hanno segnato la storia dell'omosessualità in Europa nel ventesimo secolo.
Il lieto fine è sotto i nostri occhi fin dal primo istante, nell'immagine dei due uomini oggi, nella loro casa, con i capelli bianchi e le spalle curve ma anche con l'orgoglio di essere stati la prima coppia dello stesso sesso ad essere unita in matrimonio in Svizzera, nel 2003.

Bekas di Karzan Kader

con Zamand Taha, Sarwal Fazil, Diya Mariwan, Suliman Karim Mohamad, Rahim Hussen.

Durante i primi anni Novanta il regime di Saddam Hussein esercita grande pressione sulla regione curda dell'Iraq. Due ragazzini curdi senzatetto vedono al cinema Superman e in loro nasce il desiderio di andare in America. Per arrivarci, però, hanno bisogno di passaporti, denaro e tanta buona sorte. Sfortunatamente, non hanno niente di tutto ciò ma cominciano ugualmente il loro cammino verso il sogno americano.

JOHN RABE

nell'ambito della rassegna
Helden wie wir/Eroi come noi

(Regia: Florian Gallenberger, Germania / Cina / Francia, 2009, 134')

John Rabe (1882-1950) è, insieme a Marx ed Engels, il tedesco più noto in Cina. Definito da The New York Times l'Oscar Schindler della Cina, Rabe, direttore della Siemens a Nanchino nel 1937 - proprio mentre viene richiamato a Berlino perché il governo ha deciso di chiudere la fabbrica - si trova a difendere la popolazione locale e i suoi operai e a salvare oltre 200.000 persone dalla doppia azione del governo nazista e, soprattutto, dell'esercito giapponese. Il film, senza inutili pietismi, descrive la durezza e le violenze degli invasori, arricchito da documenti d'epoca.

Striplife - A Day in Gaza di Nicola Grignani, Alberto Mussolini, Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa, Andrea Zambelli

con Jaber Abu Ryila, Mohammed Antar, Majd Antar, Noor Harazeen, Moemen Faiz

Una giornata del 2013 nella Striscia di Gaza, territorio invisibile ai più se non attraverso telegiornali di guerra. Giornata che inizia con un evento inspiegabile: sulla spiaggia di Gaza si arenano centinaia di mante. I pescatori se le litigano per venderle al mercato, perché nonostante le dichiarazioni d'intenti di Israele, il mare per loro non è libero, e oltre a subire le aggressioni dell'esercito israeliano, devono spostarsi nelle acque egiziane per riempire le loro reti. Lungo l'arco di 24 ore seguiamo anche Jabber, agricoltore che coltiva campi a poche centinaia di metri dal confine israeliano e dalle jeep militari. I fratelli Mohammed e Majd, che scrivono testi e mettono in musica i loro sentimenti sul conflitto. Noor, giovane speaker di Tijan Tv, che rende conto delle vittime e ricorda come l'80% della popolazione dipenda dagli aiuti umanitari. Il fotografo Moemen, rimasto senza gambe mentre documentava i bombardamenti del 2008, che continua a scattare foto del contesto in cui vive. Salem, calciatore professionista e oggi allenatore, una carriera finita per via della guerra. Fatima, in passato nomade, che vive di pastorizia confinata nella Striscia. E poi i ragazzi del Gaza Parkour Team, che si allenano dove possono, anche nel perimetro del cimitero.
Le macchine digitali del collettivo di filmmaker italiani Teleimmagini - con la cooperazione fondamentale di referenti locali - individuano quelle che più che storie sono spunti narrativi, e li registrano cercando di limitare l'intervento al minimo: bando alla voce over, evitati commenti e giudizio, pochissimi dialoghi sottotitolati e non costruiti a tavolino, rare didascalie sulle persone riprese. Si lascia insomma che si manifestino i dati fisici del quotidiano, anche tramite paradossali contrasti visivi: un movimento di macchina e un commento audio trasformano un ex glorioso campo da calcio in luogo attuale di abbandono e disarmo. Il lavoro manuale di un contadino che lavora a pochi passi dai colpi di arma da fuoco rende l'idea di un territorio reso sterile dalla violenza, senza nessuna certezza di futura fertilità. La ripresa di un allenamento all'aperto si trasforma in immagine spaventosamente atroce quando sullo sfondo a poca distanza due esplosioni riempiono il cielo di fumo, ma nello stesso frame convive la volontà ottimista di chi resiste: i ragazzi del gruppo di parkour, che coi loro movimenti esaltano la leggerezza e trasformano in palestre gli squallidi palazzi in rovina.
Esempio di filmmaking indipendente, rigoroso, antispettacolare, essenziale, Striplife invita lo spettatore a un mosaico di quadri da decodificare e osserva un teatro di guerra e reclusione, fatto di edifici nuovi eretti a fianco ad altri sbriciolati dalle bombe. Testimonianza rilevante e rispettosa, vicino al fotoreportage, cinema senza sensazionalismi né speculazioni, semmai pervaso da una speranza di pace data dalle nuove generazioni.

Dancing With Maria di Ivan Gergolet

con Maria Fux, Martina Serban, Maria José Vexenat, Marcos Ruiz, Macarena Battista

Nell'autunno del 1942 una giovane ballerina vide una foglia staccarsi da un albero e muoversi al vento. Questo fatto, a prima vista senza importanza, fu l'inizio di un percorso umano e artistico straordinario, che portò quella fanciulla a esibirsi in tutto il mondo e diventare una delle maestre di danza più amate e conosciute. Oggi la 93enne argentina Maria Fux insegna ai suoi allievi ciò che la foglia d'autunno le disse molti anni fa, quando si staccò dall'albero e volteggiò libera nell'aria. Fu il vento a farla danzare, non la musica. Maria imparò che non è la melodia a farci muovere, ma sono i nostri ritmi interni, come il battito del cuore e la respirazione. Ciò significa che tutti possono danzarli.

Io sono Mateusz di Maciej Pieprzyca

con Dawid Ogrodnik, Dorota Kolak, Arkadiusz Jakubik, Helena Sujecka, Mikolaj Roznerski

Mateusz è affetto da una grave paralisi celebrale che, in tenera età, gli viene diagnosticata anche come ritardo mentale, che è causa, secondo il parere dei medici, di un isolamento dal resto del mondo che non ha soluzione. Dopo 25 anni si scoprirà che il ragazzo è perfettamente in grado di intendere e di volere. Il film ha inizio proprio nel momento in cui Mateusz sta per essere esaminato da una commissione che deve giudicare la sua "normalità" mentale. È lo stesso Mateusz ad accompagnarci lungo una retrospettiva che racconta la sua vita, fin da quando era bambino, nella Polonia degli anni '80. Il film ci offre così il quadro toccante di un ragazzo che vive lucidamente tutte le emozioni e le riflessioni dei suoi coetanei: l'affetto per i genitori e la famiglia, la passione per le stelle, il primo amore, l'attrazione per il corpo femminile, fino all'arrivo nella clinica per disabili mentali.

Onde Road di Massimo Ivan Falsetta

con Barbara Cambrea, Francesca Zavettieri, Friedrick Van Stegeren, Awana Gana, Fabrice Quagliotti

Awanagana, speaker storico di Radio Montecarlo, con un atto terroristico ma romantico blocca tutte le frequenze delle radio moderne. Una fantomatica speaker (Francesca Zavettieri), nascosta chissà dove in Calabria, inonda l'etere con trasmissioni di repertorio nazionali degli anni settanta e ottanta. Federico l'Olandese Volante, capo della censura futuribile (un corpo speciale dei servizi segreti), non può tollerare un simile affronto e invia l'agente Barbara Bi (Barbara Cambrea) a setacciare la Calabria, alla ricerca della misteriosa speaker e anche di se stessa. Un viaggio di sola andata nel favoloso mondo delle radio libere, in cui capiterà di tutto e ascolteremo di tutto (rigorosamente contenuti originali), tra balli, risate, incontri ravvicinati con alieni (Fabrice Quagliotti dei Rockets) e un finale persino oltreoceano, a New York.
Un viaggio di sola andata nel favoloso mondo degli anni settanta e ottanta, per rivivere su grande schermo il felice periodo delle radio libere in Italia, alla scoperta della musica, dei protagonisti di allora e delle prime trasmissioni sorte in tutto il Paese

La Crudeltà Del Mare di Rodolfo Bisatti

con Laura Pellicciari, Carlotta, Marcello Gabriel e Rodolfo Bisatti

E' la storia di una separazione vista dagli occhi di una bambina, la figlioletta piu' grande. Il racconto delle immagini, dei suoni e dei canti si immerge, non solo metaforicamente, nelle profondità marine dell'animo umano risalendo poi in superficie per trovare le opportune trasparenze sul filo dell'acqua. La Crudeltà del Mare è una lanterna magica che offre luci e ombre di una relazione affettiva, quella di una famigliola che si sfascia con dolcezza, senza tragedie. Il film non è condito dal drammone della separazione come siamo abituati a vederlo nel cinema romanzato industriale, ma è un piccolo omaggio alla vita che scorre, che evidenzia le cose minime. La "Crudeltà del Mare" dà voce all'innocenza dei piu' piccoli a quelli che in genere non hanno diritto alla parola, costretti in banali cliscè dal cinema ideologico nazional popolare. I Bambini nel nostro film sono antropologicamente veri umani, dotati di spirito critico e di una grande capacità di leggere la realtà attraverso la metafora. Gli adulti, i genitori, colti ed educati, al contrario sembrano dei "bambini", incompetenti al dialogo, incapaci di trovare il punto di contatto per il disgelo. Il mare e la natura rappresentano lo specchio delle due personalità adulte: l'isolamento e l'autismo abissale del padre, la forza poderosa e sensuale della madre.

Hotel Lux di Leander Haussmann

con Michael Bully Herbig, Jürgen Vogel, Thekla Reuten, Juraj Kukura, Alexander Senderovich

nell'ambito della rassegna cinematografica "Eroi come Noi" a cura del Goethe Institut

Nella Berlino nazista del 1938, il comico donnaiolo Hans Zeisig fa sbellicare il pubblico con il suo "Stalin-Hitler-show", interpretato insieme all'amico ebreo Siegfried Meyer: lui è il dittatore russo, l'amico è il fuehrer. Con il mutare dell'atmosfera politica, Meyer si unisce alla Resistenza, mentre qualche anno dopo, il disincantato Zeisig, dopo aver dato rifugio alla bellissima compagna di Meyer, la comunista Frida, è costretto a sua volta a fuggire. Pensa di andare a Hollywood ma invece atterra a Mosca, nel famigerato Hotel Lux.

"LOVE STEAKS"

nell'ambito della rassegna Helden wie wir/Eroi come noi

(Regia: Jakob Lass, Germania, 2013, 89')
Versione originale con sottotitoli italiani

In un albergo di lusso si intrecciano i destini di Clemens, timido massaggiatore, e Lara, aiuto cuoco dal carattere forte e esuberante. Gli opposti si attraggono e tra i due nasce un sentimento che li aiuterà a vincere le loro debolezze.
Di scena in scena si compone la piccola storia di una grande coppia: una relazione tanto dura quanto tenera. Due definizioni per nulla contrastanti perché si alimentano a vicenda. Inutile sottolineare che sprizzano scintille. In gran parte improvvisato con attori non professionisti, il ritratto di una coppia di emarginati, due antieroi capaci di uno slancio vitale che emoziona e commuove.

Scarpette Rosse di Michael Powell, Emeric Pressburger

con Anton Walbrook, Marius Goring, Moira Shearer, Ludmilla Tcherina, Léonide Massine

Sottoposta a una ferrea disciplina da Lermontov (A. Walbrook), direttore di una celebre compagnia di balletto classico, Vicky Page (M. Shearer) arriva a un successo trionfale con il balletto Scarpette rosse, ispirato alla favola di Hans Christian Andersen. Dilaniata tra l'amore per la danza (e la dedizione a Lermontov) e l'amore ricambiato per il compositore Julian Craster (M. Goring), sceglie il secondo. Inutilmente. Ormai identificata con il personaggio, danzerà sino alla morte. E il più grande successo della coppia Powell-Pressburger anche se forse non la loro opera maggiore. Considerato il miglior ballet film della storia del cinema, ma anche la più esemplare espressione del melodramma cinematografico, è diventato un vero cult movie, amato da spettatori e spettatrici commossi di mezzo mondo, ma anche da celebri registi (Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Brian De Palma) e raffinati cinéphiles.

L'Orologio Di Monaco di Mauro Caputo

con Giorgio Pressburger

Storia di una famiglia centroeuropea in cui confluiscono i nomi dei più grandi protagonisti della storia degli ultimi due secoli (Marx, Heine, Mendelssohn, Husserl, etc.). Il narratore rivive, attraverso una ricerca che si intreccia tra presente e passato, i ricordi e le vicende umane che l'hanno portato a scoprire "cosa vuol dire veramente appartenere alla comunità umana dei vivi e dei morti". Un viaggio nella storia del Novecento e dell'universo poetico di Giorgio Pressburger.

Advanced Style di Lina Plioplyte

con Joyce Carpati, Ari Cohen, Lynn Dell, Zelda Kaplan, Jacquie Murdock

Il fotografo Ari Seth Cohen è divenuto popolare per aver reso celebre la moda per donne anziane con il blog Advanced Style. Il film di Lina Plioplyte punta la macchina da presa sulle 'modelle' tra i 60 e i 90 anni che dimostrano come non sia l'età a determinare la possibilità o meno di essere appassionate di moda.

Sturm di Hans-Christian Schmid

con Kerry Fox, Anamaria Marinca, Stephen Dillane, Rolf Lassgård, Alexander Fehling, Tarik Filipovic, Kresimir Mikic, Steven Scharf, Joel Eisenblätter

Rassegna cinematografica "Eroi come Noi" a cura del Goete Instituth

Hannah Maynard è procuratore presso il Tribunale Penale Internazionale dell'Aia e si sta occupando del processo contro Goran Duric, un ex comandante dell'esercito jugoslavo accusato di aver deportato e provocato la morte di civili musulmani bosniaci nella piccola cittadina di Kasmaj. Quando un testimone fondamentale del processo inizia a cadere in contraddizione, il tribunale decide di mandare una delegazione in Bosnia per un'indagine sul posto. I dubbi sulla credibilità del testimone si rafforzano. Sembra che non dica la verità. Poco dopo viene ritrovato il suo cadavere. Sembra che si sia suicidato nella sua stanza d'albergo. Hannah, decisa a non rinunciare all'inchiesta parte per Sarajevo per assistere ai funerali del testimone. Lì incontra Mira, la sorella dell'uomo, che sembra sapere molte cose...

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