ROOM 237 ( USA 2012  v.o. sott.it ) di Rodney Ascher

A oltre trent'anni dalla sua uscita, Shining, film cult di Stanley Kubrick, mantiene inalterata la sua aura di capolavoro della storia del cinema. E, come tutti i capolavori degni di questo nome, continua a essere oggetto di citazioni, analisi, discussioni e autentici fenomeni di venerazione. Il documentario diretto da Rodney Ascher si spinge oltre, componendo un omaggio sui generis: un divertissement cinefilo, che ha il pregio di accompagnare la dichiarazione d'amore all'ironia e alla leggerezza di chi non vuole prendersi troppo sul serio e si diverte a giocare con il mito.
L'obiettivo programmatico è svelare tutti i segreti del film, racchiusi simbolicamente da Kubrick nella stanza proibita dell'hotel in cui è ambientata la sua storia dell'orrore, la camera 237 che dà il titolo al documentario.

Body - Corpi di Malgoska Szumowska
con Janusz Gajos, Maja Ostaszewska, Justyna Suwala, Ewa Dalkowska, Adam Woronowicz

Varsavia, oggi. Un sostituto procuratore ha una figlia anoressica, Olga, che è in aperto contrasto con lui dopo la morte della madre avvenuta anni prima. La ragazza ha come terapeuta una donna che ha perso un figlio in tenerissima età e ritiene di poter essere in contatto con i defunti. Il procuratore però è di giorno in giorno sempre meno convinto dei suoi metodi.
Malgoska Szumowska è una sceneggiatrice, regista e produttrice tra le più interessanti nel panorama del cinema polacco. Lo conferma anche in questo film complesso in cui prova a fondere, riuscendoci, una lettura della società del suo Paese con quella di vicende individuali del tutto particolari. Sembra di essere tornati ai tempi di Kieslowski quando si vedono quei casermoni anonimi che facevano da efficace sfondo al Decalogo. Tutto però è cambiato da allora. Il comunismo non c'è più ma la sensazione di profonda solitudine si è addirittura accentuata in un universo consumista e liberistico in cui i modelli vengono imposti non più da un regime ma dal dio mercato a cui ragazzine caratterialmente fragili sacrificano il proprio corpo per corrispondere ad assurdi canoni estetici.

LA ISLA MINIMA di Alberto Rodríguez

con Javier Gutiérrez, Raúl Arévalo, Nerea Barros

Profondo sud della Spagna, 1980. Una serie di brutali omicidi di ragazze adolescenti in una remota e dimenticata città riunisce due detective della divisione omicidi molto diversi tra loro. Nonostante le ideologie agli antipodi, Juan e Pedro devono mettere da parte le loro divergenze per riuscire a catturare l'assassino che per anni ha terrorizzato l'intera comunità nell'ombra di un generale disprezzo per le donne, radicato a un passato misogino.

Il Paese Dove Gli Alberi Volano di Davide Barletti, Jacopo Quadri
con Eugenio Barba

Nella silenziosa provincia danese si preparano i festeggiamenti per i cinquant'anni dell'Odin Teatret, la compagnia teatrale di ricerca che, sotto la guida di Eugenio Barba, ha cambiato le coordinate dello spettacolo del secondo Novecento alimentando il proprio alfabeto attraverso le culture sceniche del mondo. Ed è dalle più diverse latitudini del pianeta – Kenia, Bali, Brasile, India, e anche Europa – che arrivano nella città di Holstebro squadre di bambini, ragazzi e artisti chiamati a dare energia con acrobazie, musiche e voci a un evento corale, sotto lo sguardo impetuoso del regista dai piedi scalzi e dai capelli bianchi. L'Odin Teatret non è solo una compagnia, è una comunità allargata e atemporale, è flusso visionario e quotidianità irriducibile, è un intrico di umanità selvatiche di cui questo film scruta con tenerezza la costanza, le intuizioni, i paradossi e gli orizzonti. Attori che sono anche muratorisarti-organizzatori, un sindaco postino-intellettuale, una fattoria prestata al teatro e un regista saldatore-boscaiolo hanno dato vita nel corso di mezzo secolo a un sodalizio tra visione politica e valore universale dell'arte. La preparazione di questa festa – che innesta ritmi tribali e classicità occidentali nella divertente ricerca di una lingua comune – invoca la possibilità del teatro di miscelare cielo e terra, tra falò rigenerativi e alberi che volano.

Condotta di Ernesto Daranas
con Silvia Aguila, Miriel Cejas, Yuliet Cruz, Armando Valdes Freire, Armando Miguel Gómez

Cuba. L'undicenne Chala vive con la madre tossicodipendente che cerca di aiutare economicamente allevando piccioni e addestrando cani da combattimento. La sua resa scolastica non è delle migliori perché non perde occasione per farsi notare e riprendere. L'anziana maestra Carmela sa però come occuparsi di lui ma quando si ammala viene sostituita da una collega molto più giovane che non accetta le intemperanze del ragazzo. Il consiglio di direzione decide di mandarlo a una scuola di condotta, un istituto di correzione per i ragazzi indisciplinati e con problemi. Carmela non pensa che sia la scelta giusta.
Ci sono film che raccontano, in modo più o meno efficace, delle storie. Ce ne sono altri, non molti di questi tempi, che vanno oltre: mentre narrano le vicende dei loro protagonisti ci dicono dell'evoluzione di un Paese molto di più di quanto si potrebbe far comprendere in un saggio.
E' quanto accade in questa opera pluripremiata di Ernesto Daranas che sa portare sullo schermo con accenti di profonda umanità le storie e la Storia.

Ahora si Llego! di Desiderio Sanzi

Due amici, una vecchia Ural, una Cuba mai vista.

Girato dall'artista italiano Desiderio con l'artista cubano José Balboa, ¡Ahora si Llego! è il primo road movie ambientato a Cuba. In tre mesi, su una consumata Ural della seconda guerra mondiale con sidecar, Desiderio compie una sorta di pellegrinaggio attraverso le 15 provincie cubane meno battute, alla scoperta delle realtà artistiche più remote dell'isola: un percorso sgangherato e poetico ispirato al viaggio intrapreso dal giovane Che Guevara e il suo compagno Alberto Granado.
In sella a una moto che richiede continue riparazioni ma che quando serve non li molla mai, con risorse minime e mezzi improvvisati, tra la polvere o sotto le piogge tropicali, Desiderio e il suo amico intraprendono un viaggio ora documentaristico, ora onirico e visionario: le difficoltà pratiche e le interviste si alternano a momenti surreali, immagini evocative e personaggi grotteschi da fare invidia a Ciprì e Maresco. Nessuna banalità turistica o celebrativa, nessun luogo comune sulla Cuba della rivoluzione e della musica salsa, nessun cliché da grande avventura motociclistica: sognante, insolito, strampalato, talvolta comico, a tratti malinconico, ¡Ahora si Llego! è un viaggio nell'amicizia e nell'immaginazione. Reso possibile dalla fedeltà cocciuta di un vecchio ferro.

Cinema Komunisto di Mila Turajl

Josip Broz, meglio noto come Tito, era oto come Tito, era un cinefilo incallito. Al tempo del suo incarico come proiezionista presso la residenza del maresciallo, Aleksandar Leka Konstantinovic gli ha mostrato ben 8801 pellicole in trentadue anni. Tito commentava a penna le sceneggiature, subiva il fascino di John Wayne e Kirk Douglas, e per interpretare se stesso volle niente meno che Richard Burton. Dai sovietici aveva compreso l'importanza del cinema come arma di propaganda e non badò a spese per edificare la mitologia della guerra partigiana della Jugoslavia contro il nemico nazista.
La storia raccontata da Mila Turajlic in Cinema Komunisto è la storia di un'immagine. Di come sia costruita, di quanto sia potente, della memoria di sé che lascia un'immagine: in questo caso quella della Jugoslavia, un paese unito solo e soltanto sotto il governo liberticida di Tito, che è collassato rovinosamente poco dopo la sua morte. Forse, dice tra le righe il documentario, la Jugoslavia che abbiamo conosciuto dall'estero era davvero questo, solo un'immagine, inconsistente nella sostanza civica e politica, magnificente nella retorica dello sforzo collettivo di un popolo per provare la bontà del socialismo.

QUALCOSA DI NOI di Wilma Labate

Dodici allievi della scuola di scrittura bolognese Bottega Finzioni nella cornice dell'antico borgo di Iano, sulle colline di Sasso Marconi, incontrano Jana, che ha quarantasei anni e da undici fa la prostituta. Il corpo e il denaro sono gli elementi da cui parte il racconto, che subito coinvolge tutti i partecipanti, mentre Jana, con la sua presenza maliziosa e rassicurante, rimuove ogni timidezza, portando i ragazzi a mettere in scena se stessi.
in collaborazione con Etnoblog Associazione Interculturale

Bella e Perduta di Pietro Marcello
con Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Tommaso Cestrone, Elio Germano

Dalle viscere del Vesuvio, Pulcinella, servo sciocco, viene inviato nella Campania dei giorni nostri per esaudire le ultime volontà di Tommaso, un semplice pastore: mettere in salvo un giovane bufalo di nome Sarchiapone. Nella Reggia di Carditello, residenza borbonica abbandonata a se stessa nel cuore della terra dei fuochi, delle cui spoglie Tommaso si prendeva cura, Pulcinella trova il bufalotto e lo porta con sé verso nord. I due servi, uomo e animale, intraprendono un lungo viaggio in un'Italia bella e perduta, alla fine del quale non ci sarà quel che speravano di trovare.

The Greasy Hands Preachers di Clement Beauvais

Chi ha mai detto che una motocicletta non può essere un pezzo d'arte? "The greasy hands preachers" parte da questa premessa, descrivendo, tramite cinque capitoli, la storia e la "fede", che anima alcuni dei più famosi customizzatori, veri artisti e predicatori: Shinya Kimura (Chabott Engineering), Rolan Sands, David Boras meglio noto come El Solitario, i californiani Michael "Woolie" Woolaway di Deus ex Machina e Shannon Sweeney di SS Classics, Fred Jourden e Hugo Jezegabel di Blitz Motorcycles.
Insieme alla cinepresa, li seguiamo nella loro vita di tutti i giorni, nei loro viaggi, nelle loro sfide. L'obiettivo diventa un confidente davanti al quale raccontare il proprio percorso, le proprie paure e le proprie scelte. Scopriamo così la forte motivazione che li spinge, ma soprattutto la grandissima passione che li ha portati a sconvolgere le loro vite: El Solitario ha abbandonato un lavoro prestigioso presso nel mondo della finanza, così come i parigini di Blitz Motorcycles, che hanno lasciato occupazioni sicure, mettendo in discussione gli stereotipi e gli agi delle loro radici borghesi, per non dimenticare Shinya Kimura destinato a diventare un entomologo. Come dicono gli stessi protagonisti con un certo orgoglio"from white collar to blue collar" ( dall'essere colletti bianchi al diventare colletti blu), perchè la soddisfazione nello sporcarsi le mani dando forma a quella che era inizialmente un'idea, è qualcosa di unico.

 


Definito come un'operetta nei titoli di testa del film viene considerato, a ragione, un classico del cinema tedesco sonoro. Ciò che Wilhelm Kiele ed i suoi collaboratori sono riusciti a fare nel 1930 con l'uso del suono, della musica e dell'immagine, non ha eguali nel passato e merita tutta l'ammirazione possibile. La sequenza di apertura, frizzante ed energica, basata sul rumore di un clacson e su una canzone, è risultata senz'altro sensazionale all'epoca. I tre uomini nel cabriolet cantano in coro, arrivano sulla soglia di casa, cantando sempre al ritmo della musica, e, dopo alcuni istanti, costatano che tutto il loro arredamento è stato pignorato. (...)

Genitori di Alberto Fasulo

con Anna Pecci, Antonella Sorgon, Caterina Lenarduzzi, Dolores Demarteau, Federica Celant

Genitori è un film documentario che si permette la libertà di entrare, immaginare e comprendere la realtà di famiglie che vivono l'esperienza con un figlio disabile.
Negli ultimi sedici anni un gruppo di genitori (12 madri e 2 padri) si sono incontrati ogni quindici giorni per parlare della loro vita quotidiana e per trovare soluzioni al miglioramento della vita dei loro figli. Dopo tanti anni, il gruppo è diventato una micro-società con un suo equilibrio. Il gruppo è diventato anche una famiglia. Aiutare se stessi per prendersi cura degli altri è il concetto fondante di questo gruppo.
Rimorso, paura, senso di colpa, gioia, rabbia, ricerca continua di soluzioni realizzabili, sono gli ingredienti dell'incontro eccezionale e quotidiano con queste persone che siedono in cerchio e identificano nel confronto e nella condivisione, beni comuni che possono contribuire a migliorare la loro vita. Indipendenza, sessualità, limite, senso di colpa, diritto al lavoro, sono gli argomenti che affrontano. Come qualunque altro genitore, come qualsiasi figlio.

OF HORSES AND MEN di Benedikt Erlingsson
con Ingvar E. Sigurðsson, Charlotte Bøving

In una valle isolata in Islanda, in cui gli abitanti si tengono d'occhio tutto il tempo, la prima visita ufficiale di una nuova coppia è strettamente monitorata. La primavera sta arrivando e, con essa, l'impetuosa forza della natura. Non può andare a finire bene. Amore e morte si intrecciano con inaudite conseguenze per l'intera comunità. E noi spettatori seguiamo i destini delle persone, attraverso la percezione dei loro cavalli.

Cave of Forgotten Dreams di Werner Herzog
con Werner Herzog, Charles Fathy, Jean Clottes, Julien Monney, Jean-Michel Geneste

Scoperta per caso nel 1994 dallo speleologo Jean-Marie Chauvet, la grotta Chauvet, situata in Francia, lungo il fiume Ardèche, contiene quasi 500 pitture rupestri risalenti a 32000 anni fa. Stando alle conoscenze attuali, le più antiche mai ritrovate. Werner Herzog, incuriosito da un articolo del New Yorker, ottiene dal Ministero francese della Cultura il permesso di filmare per alcune ore al giorno, pochi giorni in tutto, all'interno della grotta, normalmente chiusa ai visitatori per proteggerne il clima eccezionale. In compagnia di alcuni geologi, archeologi, storici dell'arte e del periodo preistorico, Herzog penetra nelle profondità della terra e della storia, armato di una piccola telecamera assemblata per l'occasione, di una luce fredda per non compromettere l'umidità delle pareti, di una curiosità come suo solito smodata e di una buona dose di ironia pronta all'uso.

The Best Bar in America di Damon Ristau, Eric Ristau
con David Ackroyd, Monique Lanier, Roger Hedden, Gregory T. Collett

Sanders, veterano di guerra e scrittore gira gli Stati Uniti dell'Ovest in sella ad una BMW R60/2 del 1960 con sidecar per scrivere una guida ai bar della regione. Un viaggio che diventa una ricerca quasi spirituale di una vita più semplice. Un viaggio guidato dal personaggio di Northway - un saggio alcolizzato ispirato da un personaggio realmente conosciuto dai due autori del film - che, ormai vicino alla fine della sua esistenza, ha trovato un suo equilibrio e una pace da cui il protagonista troverà ispirazione.

Il prezzo della gloria - La rançon de la gloire di Xavier Beauvois
con Peter Coyote, Nadine Labaki, Chiara Mastroianni, Benoît Poelvoorde, Roschdy Zem

Eddy e Osman sono amici e poveri in canna nella Svizzera di fine anni Settanta. Legati per la vita da un debito d'amore, condividono un cortile e l'affanno del futuro. Eddy, uscito da poche ore di prigione, e Osman, separato da troppo tempo dalla moglie, ricoverata in ospedale, progettano allora il colpo della vita. L'affaire con cui risolversi e risolvere la loro sventura. Morto Charlie Chaplin e seppellito a pochi chilometri dalla loro città, pensano di trafugarne la salma e di chiedere il riscatto alla facoltosa famiglia inglese. Perseguito il progetto con qualche difficoltà e molti ripensamenti, Eddy e Osman cederanno alla febbre dell'oro, infilando un'avventura rocambolesca che non mancherà di sorprenderli come una gag del celebre defunto.

Miss Julie di Liv Ullmann
con Jessica Chastain, Colin Farrell, Samantha Morton, Nora McMenamy

Una residenza di campagna in Irlanda intorno al 1880. Nel corso di una notte di mezza estate, in un clima di baldoria selvaggia e vincoli sociali allentati, la giovane Julie e John, cameriere di suo padre, ballano e bevono, si corteggiano e manipolano. Lei, altéra e superiore in cerca di avvilimento; lui, garbato ma grezzo, uniti nel disgusto e nell'attrazione reciproci. Di volta in volta seducente e prevaricante, selvaggia e tenera, la loro intimità li conduce a piani disperati e alla visione di una vita insieme... Nell'incertezza se il mattino porterà speranza o disperazione, Julie e John trovano la fuga in un atto finale sublime e terribile, come in una tragedia greca.
Miss Julie descrive una battaglia feroce per il potere e il dominio, condotta attraverso un gioco crudele e compulsivo di seduzione e repulsione.

Eden di Michael Hofmann, Germania/Svizzera 2006, 98'

Gregor, timido e sovrappeso, è cuoco e proprietario di un piccolo ristorante gourmet, dove gli avventori possono gustare la sua celebre "cucina erotica". Quando ad assaggiarla è la bella Eden, cameriera e madre di famiglia, tra i due nasce un rapporto speciale. Un viaggio dai toni agrodolci attraverso le gioie più nascoste dei sensi e dello spirito, che solo l'arte culinaria sa risvegliare.

WIR SAGEN DU! SCHATZ. [t.l. Ci diamo del tu, tesoro]

Il trentaseienne Oliver decide di rubare ciò che più gli manca per porre fine alla sua solitudine: una donna, tre bambini, una nonna, un nonno e un cane. Segregatosi al diciottesimo piano di un grattacielo abbandonato e con tutto l'amore e la determinazione di cui è capace, l'uomo cerca di indottrinare il gruppo di sconosciuti affinché diventi la sua famiglia, ma l'anarchia e il caos prendono il sopravvento, provocando pesanti conflitti fra i desideri, le paure e le nevrosi dei nuovi "membri della famiglia".
La guerra domestica e interpersonale lievita fino a trasformarsi in una questione di vita o di morte. Ma Oliver insiste con la sua visione della famiglia felice e, pian piano ognuno dei componenti capisce che la vita "là fuori" è ancora più contorta di quella "qui dentro da Oliver". Del resto gli opposti si attraggono, no?

Una selezione dei migliori cortometraggi tedeschi degli ultimi anni, tutti candidati al premio Oscar e uniti da un racconto comune: quello di persone all'apparenza diverse e distanti, i cui destini finiscono per saldarsi in modo indissolubile. L'originalità delle storie e lo sguardo partecipe dei giovani registi fanno di questi brevi film dei veri e propri gioielli da riscoprire.

Ausreisser (t. internaz.: The Runaway)
Regia: Ulrike Grote
Germania 2004, 23 min.
Con Peter Jordan, Maximilian Werner, Burghart Klaußner

Die rote Jacke (t. internaz.: Red Jacket)
Regia: Florian Baxmeyer
Germania 2002, 20 min.
Con Ulrich Noethen, Catrin Striebeck, Philipp Hochmair

Gregors größte Erfindung (t.l.: La più grande invenzione di Gregor)
Regia: Johannes Kiefer
Germania 2001, 11 min.
Con Alexander Beyer, Christel Peters, Ruth Nimbach

SENZA ROUTINE
Regia: Jūratė Samulionytė, Lituania, 2007, 14'

Tom à la ferme di Xavier Dolan
con Caleb Landry Jones, Xavier Dolan, Mélodie Simard

Tom ha amato Guillaume di un amore grande che adesso vorrebbe condividere con i suoi cari. Lasciata Montréal alla volta della campagna canadese, Tom raggiunge la fattoria della famiglia di Guillaume per partecipare l'indomani al suo funerale. Molto presto si rende conto che Agathe, madre di Guillaume, ignora l'omosessualità del figlio. Informato dei fatti è invece Francis, fratello maggiore e omofobico del defunto, che costringe Tom a mentire sulla sua natura e sulla natura della sua relazione con Guillaume. Imprevedibile e violento, Francis esercita su Tom sgomento e attrazione. Indeciso se andare o restare, Tom chiede aiuto a Sara, una collega spacciata per la fidanzata di Guillaume.

Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica
con Fabio Testi, Helmut Berger, Dominique Sanda, Lino Capolicchio, Romolo Valli

Ferrara 1938-1943. Le Leggi in difesa della razza sono operative e gli ebrei debbono condurre una vita separata rispetto agli altri italiani. Giorgio è sin dalla preadolescenza amico della bella Micòl Finzi Contini. Li separa la classe sociale ma li unisce l'immenso parco della villa in cui spesso ci si ritrova tra amici a giocare a tennis. E' lì che Giorgio comincia a provare un sentimento diverso dall'amicizia per la ragazza che però non vi corrisponde. Intanto scoppia la guerra e la situazione degli israeliti si fa di giorno in giorno più precaria.

Kommunisten di Jean-Marie Straub
con Arnaud Dommerc, Jubarite Semaran, Gilles Pandel, Barbara Ulrich, Franco Fort

Il film inizia con l'inno della DDR, composto da Hans Eisler. Un verso della seconda strofa – che non si sente – potrebbe essere il comune denominatore dei sei blocchi del film: "Alle Welt sich nach Frieden seht ..." – "Tutto il mondo anela alla pace ..." In ogni blocco – Il tempo del disprezzo, (2014), La speranza, da Operai, contadini (2001), Il Popolo, da Troppo presto, Troppo tardi (1982), Le Apuane, da Fortini/Cani (1976), L'utopia comunista, da La morte di Empedocle (1987), Nuovo mondo, da Peccato nero (1989) – la questione di come da un presente (o passato) di guerra, dolore e separazione, si potrebbe andare verso un mondo migliore, nel quale gli esseri umani vivano in comunità pacifica tra di loro ma anche con la natura, si pone in prospettive differenti. La ferita è antica, il desiderio insoddisfatto di pace anche; Straub ci dà coraggio di riprovare sempre di nuovo.

La Bugia Bianca di Giovanni Virgilio
con Francesca di Maggio, Federica De Benedittis, Carmen Giardina, Isabel Russinova

La vita di Veronika è scandita da ritmi regolari e rassicuranti. Le sue giornate si susseguono tra università e lezioni di violoncello, la sua grande passione. Vive in un piccolo borgo della Serbia dove tutti si conoscono e in cui raramente succede qualcosa di particolare. Quella della ragazza è però solo una pace apparente, fatta di omissioni e verità scomode, dove aleggia il fantasma terribile della guerra di Bosnia Erzegovina di 20 anni prima. Sarà l'arrivo di una ricercatrice che all'epoca si era attivata per mantenere desta l'attenzione sugli stupri etnici (ora considerati crimini contro l'umanità) a riaprire ferite dell'animo che qualcuno voleva dimenticare.

The Wolfpack di Crystal Moselle
con Bhagavan Angulo, Govinda Angulo, Jagadisa Angulo, Krsna Angulo, Mukunda Angulo, Narayana Angulo

Rinchiusi in un appartamento del Lower East Side di Manhattan, isolati dalla società, i sei fratelli Angulo imparano a conoscere il mondo attraverso i film che vedono. Soprannominati The Waolfpack, hanno passato la loro infanzia creando una loro versione dei lungometraggi preferiti, utilizzando elaborate attrezzature sceniche e costumi fatti in casa. Il loro mondo, però, è destinato a cambiare quando uno dei fratelli scappa.

Laurence Anyways di Xavier Dolan
con Nathalie Baye, Melvil Poupaud, Yves Jacques, Catherine Bégin, Suzanne Clément

Montréal, Canada, 1989. Laurence è uno stimato professore di letteratura in un liceo e un apprezzato romanziere esordiente. Nel giorno del suo 35esimo compleanno, confessa alla propria fidanzata - la grintosa regista Frédérique - che la sua vita è una totale menzogna. Laurence ha sempre sentito di essere nato nel corpo sbagliato. Donna costretta in abiti e attributi maschili, Laurence ha finalmente preso consapevolezza del bisogno di non mentire più, agli altri e soprattutto a se stesso. Fred, che sta con lui da due anni, è sconvolta. Ma la loro è una relazione di passione, affinità, complicità, stima, sostegno e un affetto profondissimo. Dopo un iniziale allontanamento, la coppia si ricompone: Laurence ama Fred comunque, a prescindere dal suo desiderio di diventare donna; Fred non può fare a meno di lui e desidera sostenerlo nel difficile percorso di transizione. Inizia, così, una nuova vita. Ma le ostilità e i pregiudizi che i due innamorati dovranno affrontare, nei dieci anni seguenti, metteranno più volte in discussione il loro rapporto straordinario.

 

J'ai tué ma mère di Xavier Dolan
con Anne Dorval, Xavier Dolan, François Arnaud, Suzanne Clément, Patricia Tulasne

Hubert è un adolescente canadese cresciuto senza il padre, separato dalla madre e noncurante delle sorti del figlio. Privo di un punto di riferimento maschile e agitato dalle pulsioni e dalle inquietudini tipiche della sua età, Hubert nasconde la propria omosessualità alla madre e sfoga su di lei il dolore represso, colpevolizzandola per non amarlo abbastanza.

Ein Geschenk der Götter
Regia: Oliver Haffner
Germania 2014, 102 min.
Con Katharina M. Schubert, Adam Bousdoukos, Paul Faßnacht

NELL'AMBITO DELLA RASSEGNA "LA FELICITA' PORTA FORTUNA" A CURA DEL GOETHE INSTITUT

L'attrice Anna perde inaspettatamente l'ingaggio presso un piccolo teatro civico tedesco. Non può aspettarsi un sostegno particolare dall'ufficio di collocamento, ma ha la fortuna di trovare lì un'impiegata mite e appassionata di teatro.

Grazie a lei, Anna si occuperà della direzione di un corso di recitazione dedicato a otto persone disoccupate. Inizialmente, nessuno di questi ultimi è contento di partecipare, tantomeno di dover affrontare il dramma Antigone che Anna vuole studiare con loro. Poco tempo dopo, però, questi individui polemici e scettici maturano e diventano una comunità che desta speranza.

Les Amours imaginaires di Xavier Dolan

con Xavier Dolan, Niels Schneider, Monia Chokri, Anne Dorval, Louis Garrel

Francis e Marie sono due amici che s'innamorano dello stesso uomo, Nicolas, un giovane proveniente dalla campagna e appena trasferitosi a Montreal. Un vero colpo di fulmine per entrambi che si sforzano di attirare le attenzioni di Nicolas.
Di volta in volta la tensione tra i personaggi cresce sempre più, e presto ognuno di loro interpreta in modo ossessivo i comportamenti ambigui e distruttivi dell'oggetto del loro desiderio.

Marguerite di Xavier Giannoli

con Catherine Frot, André Marcon, Michel Fau, Christa Theret, Denis Mpunga

Marguerite, baronessa francese e melomane, ha sposato per amore Georges Dumont, aristocratico che ha venduto il titolo e scordato la nobiltà. Diviso tra motori e amanti, Georges sopporta Marguerite e si nega al suo amore. Un amore cieco e ostinato che sublima nel canto e davanti a un pubblico di aristocratici ipocriti, che raccolgono fondi per gli orfani di guerra e ridono della sua 'discordanza'. Perché Marguerite non ha voce, non ha attitudine, non ha umiltà, non ha limiti, soltanto illusioni alimentate dal fedele maggiordomo, dall'entourage domestico e da un marito troppo vigliacco per disilluderla e tanto crudele da illuderla. Al riparo dalla Parigi degli anni Venti, che ribolle di eccitazione e cultura, Marguerite consuma le sue giornate in un 'castello' bucolico, sorda alla verità. A espugnare il suo ritiro 'artistico' penseranno Lucien Beaumont, giornalista e scrittore promettente, e Kyrill von Priest, poeta dadaista e anarchico. Nella baronessa 'stonata' i due giovani individuano una voce di 'rottura' da traslocare nei café parigini per demolire il sistema dell'arte e per sovvertire le aspettative del pubblico borghese. Fuori dalle sue stanze traboccanti di costumi, spartiti e desideri infranti, Marguerite trova sfrontatezza e coraggio. Salirà in palcoscenico e canterà questa volta per un pubblico vero. Un salto senza rete che si schianterà contro un acuto.

Luks Glück di Ayşe Polat
con Rene Vaziri, Aylin Tezel, Sinan Bengier

Luks Glück è uno scontro fra due culture. Narra la storia di una famiglia turco-tedesca in Germania che viene messa a dura prova in seguito ad una vincita al lotto.
Il putiferio scoppia durante un viaggio in Turchia. I genitori vogliono acquistare un albergo in quel paese, mentre Luk preferirebbe seguire il suo sogno e far parte della cerchia dei produttori musicali e riconquistare il cuore della sua ex.
Illusioni, bugie e autoinganno fioriscono al loro meglio e "autenticamente", ben immersi nella tradizione culturale e nei cliché affrontati nel film. Sebbene lo spettatore possa faticare prima di entrare in sintonia con Ayse Polat, dietro al presunto caos e al frastuono si cela una verità profonda e una ricerca sincera della felicità.

 

Bolgia totale di Matteo Scifoni

con Giorgio Colangeli, Domenico Diele, Xhilda Lapardhaja, Gianmarco Tognazzi, Ivan Franek

Il vecchio ispettore Quinto Cruciani (Giorgio Colangeli), ormai alcolizzato e consumatore abituale di droghe, si fa scappare il giovane spacciatore psicopatico Michele Loi (Domenico Diele), appena arrestato. Per evitargli la sospensione, l'ispettore capo Bonanza (Gianmarco Tognazzi) gli dà tre giorni di tempo per ritrovare il fuggitivo. Comincia così una caccia al ladro che mostra i sogni e le difficoltà dei due personaggi, in uno stile che strizza l'occhio a quel genere poliziottesco tanto in voga negli anni Settanta.In sala e sul web si moltiplicando gli esperimenti, gli atti d'amore, le storie e le atmosfere di una generazione di cineasti che non nasconde di avere certe predilezioni e che si sta dimostrando capace di rielaborare le strutture narrative dei vecchi generi in chiave decisamente contemporanea, finalmente innovando. Forse anche il pubblico ora è più recettivo. Quel che è certo è che Bolgia totale di Scifoni è un ottimo noir: asciutto, violento e dannato. Un film da vedere, sostenere e diffondere. Un distillato prezioso di cinema di genere, come ne vorremmo vedere ancora, molto più spesso, nel buio delle nostre sale.

Tienimi Stretto di Luca Fortino

Tienimi stretto è una produzione concepita come strumento di denuncia contro la mafia in tutte le sue forme. Seppur frutto della fantasia, riassume attraverso il linguaggio cinematografico, gli effetti devastanti di questo fenomeno nei confronti della società. Il film racconta le vicenda del boss emergente Salvatore Bonanno attraverso gli occhi di una bambina. Ed è questo l'elemento, peraltro toccante, che rende originale il racconto. La bambina, Denise, assume la dimensione del sacrificio, a volte necessario, per smuovere la coscienza collettiva.

Banksy Does New York di Chris Moukarbel

Il Cinema Dei Fabbri in collaborazione con Wanted Cinema presenta Banksy Does New York.

New York, ottobre 2013: il popolare street artist britannico Banksy inizia una "residenza" sui generis nella Grande Mela. Un lavoro al giorno, in tutti i quartieri della metropoli. La vicenda però presto si complica, e qualcuno storce anche il naso per qualche mediatizzazione di troppo. HBO ha prodotto il documentario che racconta questa storia straordinaria, affidando la regia a Chris Moukarbel.

Su Banksy era già uscito un mockumentary che aveva fatto molto parlare. Del resto Banksy vuole e sa far parlare di sè e delle cose che fa. Oggi però vediamo e scopriamo qualcosa che non tutti sono stati in grado di vedere e capire di questo fenomeno che ha un nome solo ma ci coinvolge tutti allo stesso modo.

Fela Kuti - Il Potere Della Musica di Alex Gibney

Finding Fela del regista Premio Oscar Alex Gibney racconta la vita, la musica, il ruolo politico e culturale e l'eredità del genio assoluto dell'afrobeat, il nigeriano Fela Kuti, musicista, rivoluzionario e attivista dei diritti umani. Noto per il suo impegno costante, il suo stile di vita anticonvenzionale e il suo coraggio, Fela è stato uno dei musicisti più controversi di sempre.
Il film di Gibney racconta come Fela abbia creato un nuovo movimento musicale, l'afrobeat: esprimendo grazie alla musica le sue opinioni politiche, Fela si è scagliato contro il governo dittatoriale nigeriano degli anni '70 e '80 contribuendo a un radicale cambiamento in chiave democratica in Nigeria e promuovendo la politica panafricana in tutto il mondo. Il potente messaggio di Fela, testimoniato anche dallo strepitoso successo dello show dedicato alla sua vita in scena a Broadway, rimane ancor oggi di assoluta attualità e si esprime nei movimenti politici dei popoli oppressi, che abbracciano la sua musica e il suo pensiero nella loro lotta per la libertà.

Eden di Mia Hansen-Løve

1992, Parigi, i rave dominano la scena elettronica ma c'è un giovane dj che preferisce i suoni della garage house di Chicago. Decide di formare un duo con il suo migliore amico. È la storia dei Daft Punk? Quasi.

Quella che avete appena letto è in realtà l'inizio di Eden, un film scritto dalla regista Mia Hansen-Løve e ispirato dalla storia di suo fratello, Sven Hansen-Løve, uno dei pionieri della scena elettronica dei primi anni '90, fondatore del duo Cheers. La sua carriera si è intrecciata con quella dei Daft Punk, ma non è mai decollata come quella del duo robotico.
Nel film, ci sono molte allusioni ai Daft Punk «A Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo (i due Daft Punk, ndr) Eden è piaciuto fin dall'inizio», ha detto la regista, «hanno concesso i loro brani per il film, in cui hanno voluto essere raccontati come persone, non come i robot che si sono inventati per i mass media».

Blue Ruin di Jeremy Saulnier

con Eve Plumb, Devin Ratray, Amy Hargreaves, David W. Thompson, Bonnie Johnson

Il film è un ottimo revenge movie con toni da cinema indipendente, il regista si allontana molto dallo schema classico dei soliti film di vendetta Hollywoodiani a cui siamo abituati, ma ci porta nella parte più psicologica, più profonda e più umana del personaggio.Dwight è un derelitto, fruga nella spazzatura e dorme nella sua macchina. Capiamo come sia arrivato a questa condizione solo quando viene a sapere che un uomo sta per uscire di prigione: la persona che anni prima ha ucciso i suoi genitori e che ora è di nuovo a piede libero. La notizia gli ridà forza, lo rimette in sesto, determinato a pareggiare i conti uccidendo la persona che la legge ha lasciato libera. Dwight però è anche una persona normale, che ha poca confidenza con le armi o con la violenza, ed è solo la forza del desiderio che lo anima a spingerlo.

FUOCHI D'ARTIFICIO IN PIENO GIORNO di Yinan Diao
con Liao Fan, Lun Mei GWEI, Xuebing Wang, Jingchun Wang, Ailei Yu

Nell'estate del 1999 un detective della polizia indaga su uno strano caso di omicidio: brandelli della vittima vengono ritrovati contemporaneamente in diverse cave di carbone. Nel corso delle indagini però un confronto a fuoco uccide i suoi colleghi e lo lascia ferito e traumatizzato. Cinque anni dopo, in inverno, la situazione è molto peggiore per lui e per il mondo in cui vive. Lo ritroviamo ubriaco al margine della strada, non è più poliziotto ma lavora come guardia privata, e lo sconosciuto che si ferma per vedere se è ancora vivo in realtà lo fa per rubargli la moto.

Il ripresentarsi di omicidi simili a quelli del 1999 lo spinge tuttavia a ricominciare le indagini in privato, coadiuvando vecchi amici rimasti in polizia. Scopre così che tutto porta a una lavanderia in cui lavora una gentile ragazza di cui prontamente si innamora e che cerca di usare per arrivare al killer.

Cold in July di Jim Mickle

con Michael C. Hall, Sam Shepard, Vinessa Shaw, Don Johnson, Wyatt Russell.

Texas, 1989. Richard Dane è un corniciaio che vive nella provincia americana con la moglie e il figlio di pochi anni. Una notte, svegliato da rumori sospetti, scopre che un ladro è penetrato a casa sua. Recuperata la pistola spara accidentalmente un colpo che uccide il malvivente in salotto. Stabilita la legittima difesa, la polizia rilascia Richard dopo la deposizione in cui apprende il nome dell'uomo che ha ucciso. I giorni passano e Richard fatica a ritornare alla normalità. A peggiorare le cose arriva Ben Russel, galeotto in libertà vigilata e padre del delinquente defunto. Deciso a vendicare la morte del suo ragazzo, Ben minaccia il bambino di Richard, che chiede alla polizia di sorvegliare la sua casa e di proteggere la sua famiglia. Ben però rinuncia alla sua rivalsa, scoprendo molto presto e con l'aiuto di Richard che l'uomo morto in casa sua non è in realtà suo figlio.
Ambientato nel 1989, l'epoca del vhs e delle videoteche, fondamentali per risolvere il 'caso', Cold in July è la trasposizione del celebre romanzo di Joe R. Lansdale, una vicenda straordinaria che si dipana da una situazione ordinaria e da una villa di periferia.

Parigi a Tutti i Costi di Reem Kherici

con Reem Kherici, Cécile Cassel, Tarek Boudali, Philippe Lacheau, Shirley Bousquet

L'attesissimo film campione d'incassi in Francia PARIGI A TUTTI I COSTI.... brillante e anticonvenzionale commedia francesce che racchiude il tocco glamour de il diavolo veste prada e la pittoresca comicità de Il mio grosso grasso matrimonio greco.

Originaria del Marocco, Maya, è una bella e giovane stilista di un'importante maison d'alta moda francese. Vive a Parigi da più di vent'anni e si è perfettamente integrata.
Dopo una serata fashion trascorsa in discoteca con le amiche, Maya viene fermata per un normale controllo dalla polizia. Il permesso di soggiorno della ragazza risulterà essere scaduto e verrà quindi automaticamente espulsa il giorno dopo dalla Francia; in meno di ventiquattr'ore si ritroverà catapultata nel bel mezzo del deserto nel suo paese d'origine a Marrackech.
In Marocco, Maya, si scontrerà con le tradizioni e la cultura del paese che avrebbe voluto lasciarsi alle spalle. Abituata a Parigi, l'incontro/scontro con le sue origini creeranno situazioni paradossali e comiche, ma allo stesso tempo le riserveranno delle sorprese del tutto inaspettate.....

Violette di Martin Provost

con Emmanuelle Devos, Sandrine Kiberlain, Olivier Gourmet, Frans Boyer

Simone de Beauvoir. Il suo nome evoca un intero universo. Femminismo. Libertà sessuale. Ed evoca anche i nomi di coloro che l'hanno conosciuta e apprezzata: Sartre, Camus, Merleau-Ponty. Tra questi c'è anche un nome, oggi relativamente sconosciuto: quello di Violette Leduc. La Leduc è stata per molti versi un pioniere come la de Beauvoir, ma al contrario di quest'ultima non ha conosciuto la fama e il successo, ma ha dovuto fare i conti con la povertà, l'indifferenza verso il suo lavoro e diversi problemi.

Violette Leduc era figlia di una cameriera e di un uomo che non l'ha mai riconosciuta, un'illegittima, una "bastarda" dal titolo del suo libro più famoso. Diventata amica di Maurice Sachs e poi di Simone De Beauvoir scoprì di avere un grande talento che riversò in una scrittura diretta, dolorosa, in cui il desiderio femminile veniva raccontato senza pudori borghesi. Il suoi romanzi più noti, l'autobiografico "La bastarda" e "Teresa e Isabella".Violette di Martin Provost, potrebbe essere l'occasione per il pubblico italiano di riscoprire quest'autrice che negli anni Sessanta rivoluzionò il modo di raccontare la sessualità.

I Ponti Di Sarajevo di Ursula Meier, Aida Begic, Leonardo Di Costanzo, Jean-Luc Godard, Kamen Kalev, Isild le Besco, Sergei Loznitsa, Vincenzo Marra, Vladimir Perisic, Cristi Puiu, Marc Recha, Angela Schanelec, Teresa Villaverde

Uno sguardo polifonico su Sarajevo, dalla prima guerra mondiale ai nostri giorni, passando per il suo assedio, episodio centrale della guerra civile in Jugoslavia

"I ponti di Sarajevo" è un film a episodi realizzato sotto la direzione artistica del giornalista, critico e storico del cinema Jean-Michel Frodon. Tredici tra i più significativi autori europei contemporanei, tra i quali Aida Begic, Jean-Luc Godard e Leonardo di Costanzo, offrono la propria visione della città di Sarajevo.
In occasione del centenario della Grande Guerra, gli autori esplorano il ruolo che la città ha avuto nel conflitto, ciò che ha rappresentato negli ultimi cento anni e ciò che rappresenta oggi.

Crushed Lives - Il Sesso Dopo i Figli di Alessandro Colizzi

con Walter Leonardi, Nicoletta Romanoff, Bob Messini, Euridice Axen, Jacopo Cullin, Melissa Anna Bartolini, Chiara Martegiani, Carmen Giardina, Cesare Apolito, Paola Migneco, Leonardo Sbragia

"Crushed Lives - il sesso dopo i figli" è la risposta definitiva a tutti i dubbi, le perplessità e le angosce che assalgono i neo-genitori alla nascita di un figlio. Una storia controcorrente dall'alto contenuto terapeutico, un inno al sesso pericolosamente e irresistibilmente scorretto.
Con l'arrivo di un figlio gli equilibri di una coppia siano messi a dura prova è un fatto scontato, che la stessa coppia riesca a trovare nell'imprevista fase di caos un nuovo equilibrio, non lo è affatto. La crisi e il conseguente corollario di inciampi, scivoloni, incomprensioni, polemiche, recriminazioni è – visto dal di fuori – estremamente divertente, e rappresenta il materiale utilizzato per scrivere il film. Tratto dal libro omonimo, il film "Crushed Lives - il sesso dopo i figli" è una commedia scorretta, irriverente, centrata sui trenta/quarantenni di oggi per i quali paternità e maternità sono diventate esperienze quasi totalizzanti.
Il racconto si articola su due livelli, il primo è la vicenda di Saverio, regista (e padre) alle prese con il suo film sul "sesso dopo i figli", il secondo è il film stesso nelle diverse sfaccettature delle coppie indagate. Ciò ha reso possibile una pluralità di registri espressivi. Se nella realtà di Saverio (Walter Leonardi) e della sua compagna (Nicoletta Romanoff) si è scelta una messa in scena più realistica, senza forzature ed eccessi, nel secondo livello (il film di Saverio) ho forzato alcune situazioni in direzione di un registro più libero, a tratti grottesco, decisamente comico.
Il risultato pare scevro di volgarità, diretto e tagliente come una lama di rasoio. Un film in cui ci si può riconoscere e, ridendo di ciò che capita ai personaggi, ridere di noi stessi.

 

Across the River / Oltre il Guado di Lorenzo Bianchini

con Marco Marchese, Renzo Gariup, Lidia Zabrieszach

Visionando i filmati recuperati da una videocamera di monitoraggio legata a una volpe, l'etologo Marco Contrada trova degli strani ruderi dispersi tra i boschi del Friuli, al confine con la Slovenia. Incuriosito, li raggiunge, superando il guado di un fiume poco prima che un acquazzone alzi il livello dell'acqua rendendo impossibile il ritorno. Finché il tempo non migliora, l'unica soluzione è fermarsi tra le macerie di quel paesino che pare abbandonato... o meglio, che pare abbandonato da esseri viventi. Altre cose, residuate del passato, vagano ancora per quei borghi distrutti, e Marco scoprirà che non sono molto socievoli.

Il Fascino Indiscreto dell'Amore di Stefan Liberski

con Pauline Etienne, Taichi Inoue, Julie LeBreton, Alice de Lencquesaing, Akimi Ota

Il film accompagna la giovane protagonista nella sua permanenza nel Paese dei suoi sogni, quel Giappone nel quale è nata per caso e che ha lasciato quando aveva solo cinque anni. Infatti Amélie torna in Giappone piena di entusiasmo e d'illusioni e per mantenersi decide di dare lezioni di francese. Incontra così Rinri, il suo primo e unico studente, un giovane giapponese con il quale crea subito un rapporto molto intimo. La storia d'amore fra due giovani coetanei appartenenti a culture diverse è un confronto diretto fra abitudini, caratteristiche e modi di vivere estremamente lontani. Tra sorprese, momenti felici e le insidie di uno shock culturale che insieme poetico e divertente, Amélie scopre al contempo sé stessa e una parte di Giappone che non aveva mai nemmeno immaginato prima...

St. Vincent di Theodore Melfi

con Bill Murray, Melissa McCarthy, Naomi Watts, Chris O'Dowd, Terrence Howard

Vincent è un misantropo col vizio della bottiglia, delle scommesse ai cavalli e delle cattive maniere. Ruvido e scostante, Vincent non piace alla gente e a Vincent non piace la gente. Fanno eccezione Daka, una prostituta russa incinta con cui intrattiene una relazione economico-affettiva e Oliver, un ragazzino di pochi anni che si è appena trasferito con la madre nella casa adiacente alla sua. Maggie, separata e in affanno col lavoro, chiede a Vincent di occuparsi di Oliver in sua assenza. Prima riluttante e poi convinto dal compenso, Vincent accetta di dedicarsi al ragazzo, a cui rivelerà suo malgrado il suo cuore grande. Perché Vincent da molti anni ormai si prende cura della moglie, colpita da demenza senile, e di Daka, a cui paga gli esami per la gravidanza. Chiamato dal suo insegnante a raccontare la storia di una persona conosciuta e in odore di santità, Oliver sceglierà proprio Vincent, contribuendo col suo amore ad addomesticarne il cattivo umore.
St. Vincent è una commedia convenzionale, di quelle che escono sotto Natale e che si inseriscono in un filone molto sfruttato senza rivoluzionarne gli schemi. Costruito intorno all'amicizia tra un adulto e un bambino, naturalmente capace di regalare tenerezze a un uomo chiuso in se stesso e dalla lingua tagliente, nondimeno St. Vincent riserva qualche sorpresa e quasi tutte a carico di Bill Murray, ragion d'essere e garanzia emotiva del film.

Basta Poco di Andrea Muzzi, Riccardo Paoletti

con Andrea Muzzi, Massimiliano Galligani, Marco Messeri, Daniela Poggi, Isabella Cecchi

Sergio, un quarantenne senza un impiego stabile, crede di aver avuto un'idea geniale per tentare il riscatto sociale: aprire un'agenzia che vende felicità. Perché "oggi come oggi la depressione è la malattia più diffusa nel mondo!". Coinvolge nell'impresa l'amico Fulvio e nasce l'agenzia "Felici & Contenti" con l'obiettivo di esaudire i desideri più disparati della gente. Dopo un inizio un po' stentato arrivano i primi clienti e ben presto una folla, sempre più numerosa, si accalca davanti all'agenzia, ognuno con la propria strampalata richiesta. L'agenzia "Felici & Contenti" dà alle persone ciò che vogliono perché per essere felici, a volte, basta davvero poco. Ma qualcosa di inaspettato arriverà a turbare l'attività dei nostri protagonisti in un crescendo di accadimenti ora divertenti ora imprevisti perché, talora, il raggiungimento della felicità passa attraverso una piccola illusione...

Bellas Mariposas di Salvatore Mereu

con Micaela Ramazzotti, Sara Podda, Maya Mulas

Cate ha undici anni, tanti fratelli e un padre pezzemmerda. Vive alla periferia di Cagliari, ma vorrebbe fuggire: sogna di fare la cantante, non vuole finire come sua sorella Mandarina, rimasta incinta a tredici anni, o come Samantha, la ragazza oggetto del quartiere. Solo Gigi, un vicino di casa, merita il suo amore. Ma oggi, 3 agosto, la vita di Gigi è in pericolo: Tonio, uno dei fratelli di Cate, vuole ucciderlo. Intanto Cate trascorre con Luna, la sua migliore amica, il giorno più lungo della loro vita, tra il quartiere, il mare e le strade del centro. Quando scende la sera, tutto sembra perduto, ma dal nulla compare una bellissima donna: la coga Aleni, una strega che può leggere il futuro delle persone...

Wenn Aus Dem Himmel... (Quando dal cielo...) di Fabrizio Ferraro

con Daniele di Bonaventura, Paolo Fresu, Manfred Eicher

Il trombettista Paolo Fresu e il bandoneonista Daniele Di Bonaventura registrano insieme un disco ("In Maggiore") in un grande auditorium senza pubblico ma attrezzato di microfoni e alla sola presenza di un fonico e del produttore Manfred Eicher. I due musicisti provano, riascoltano, sperimentano, discutono, immaginano e insieme cercano di dare forma ad una musica sperimentale, diversa anche dal jazz per il quale sono noti.
Quello di Quando dal cielo.... è un viaggio per appassionati nei meandri della creatività musicale, a metà tra il backstage e la speculazione teorica, tra la documentazione dei fatti e il desiderio di cogliere qualcosa di più. Quello che Fabrizio Ferraro ha tentato è l'impossibile sogno di andare oltre la visione per ricostruire attraverso le immagini, la fotografia, il montaggio e l'accostamento di momenti diversi cosa si celi dietro al miracolo della creazione artistica. Eppure non c'è nessun tentativo divulgativo in Quando dal cielo... anzi, il film non teme di prendere le vie più impervie dei lunghi piani sequenza, dell'ascolto prolungato dei take, delle prove e poi di nuovo dei riascolti anche dei medesimi passaggi per giungere al suo obiettivo.

The fighters - Addestramento Di Vita / Les Combattants di Thomas Cailley

con Adele Haenel, Kévin Azaïs, Antoine Laurent, Brigitte Rouan, William Lebghil

Il film è una commedia militare romantica sorprendente e irresistibilmente divertente, una storia d'amore e di sopravvivenza dove l'amore disarma e la sopravvivenza passa attraverso la solidarietà. Una variante originale, intrigante ed esuberante del boy meets girl, ambientata nello scenario suggestivo delle Landes, in Aquitania. Tra gli amici e l'azienda di famiglia, l'estate di Arnaud si preannuncia tranquilla fino al momento in cui incontra Madeleine, tanto bella quanto fragile e appassionata di allenamenti estremi e profezie catastrofiche. Arnaud non si aspetta nulla mentre Madeleine si sta preparando al peggio e alla fine del mondo. Tra i due, nasce una storia d'amore e di sopravvivenza (o entrambe...), fuori da ogni canone prestabilito.

Rifiuto la Guerra

Pacifisti, renitenti, disertori, ammutinati.

La Grande Guerra dalla parte di chi cercò di evitarla
uno spettacolo storico in cui si raccontano le vicende poco note di coloro che provarono ad evitare la guerra, accompagnate dalle canzoni di protesta e di rivolta che i soldati di tutte le nazioni coinvolte intonarono come atto di dissenso contro il conflitto.

Conferenza-concerto di Piero Purini
Piero Purini voce narrante-sax
Paolo Venier voce
Aljoša Starc - Čada pianoforte-fisarmonica-clarinetto
Olivia Scarpa fagotto

Un doveroso omaggio a chi soffrì e morì
in quell'immenso mattatoio che fu la grande guerra.

Nomi e Cognomi di Sebastiano Rizzo

con Enrico Lo Verso, Maria Grazia Cucinotta, Marco Rossetti, Ninni Bruschetta, Dino Abbrescia

Domenico Riva è uno stimato giornalista che da Milano rientra, con la sua famiglia, nella sua terra d'origine: un piccolo paese del Sud Italia. Direttore della più importante testata giornalistica del luogo, attiva un progressivo risveglio della coscienza civile del paese, che negli anni ha tacitamente accettato un pericoloso status quo: loschi traffici travestiti di legalità. Tutto si gioca attorno ai fatti di una discarica abusiva oggetto di mire illecite; Riva e i suoi, faranno il loro lavoro: raccontare i fatti. Perché la verità non ha a che fare con l'essere eroi ma con il seguire i principi e il metodo cui la propria professione fa capo; una scelta che è quasi una necessità. In un susseguirsi di successi e insuccessi, vittorie e sconfitte, Riva porterà avanti il suo impegno, fino anche a sacrificare la famiglia che tanto ama.

Figlio Di Nessuno - Nicije Dete di Vuk Ršumovic

con Denis Muric, Milos Timotijevic, Pavle Cemerikic, Isidora Jankovic, Igor Borojevic´


Bosnia, 1988. Un gruppo di cacciatori trova nel bosco un bambino cresciuto in mezzo ai lupi, dei quali ha adottato le sembianze e lo stile di vita: non parla, non cammina, ringhia e morde chiunque lo avvicini. Il bambino, chiamato Haris, viene spedito in un orfanotrofio di Belgrado, dove inizialmente rifiuta ogni contatto e ogni forma di educazione, poi, grazie alla presenza di un assistente sociale e all'amicizia con Zika, un ragazzo più grande, esce gradualmente dallo stato animale per ricongiungersi con la propria natura umana. Ma il percorso di umanizzazione del bambino non è necessariamente evolutivo, né garantisce ad Haris una vita migliore di quella vissuta in mezzo ai lupi.

H24 – Poliziotti allo Specchio di Raffaele Manco

Non esiste altra realtà italiana che sia allo stesso tempo tanto sconosciuta quanto, però, puntualmente criticata e pubblicamente attaccata ad ogni minima occasione."H24 – Poliziotti allo specchio". Nessuna finzione, nessun copione, nessuna prevalente esigenza artistica: solo la voce (talvolta rotta dalla commozione) di veri poliziotti e carabinieri che, malgrado tutto, tirano la carretta del nostro sgangherato Paese senza mai ricevere un "grazie" e senza ormai più sperare di riceverlo.Tramite la testimonianza diretta dei protagonisti, il regista Raffaele Manco ci conduce a scoprire il cuore che batte dietro le divise, sempre più logore e sempre più al centro di critiche e di accuse del tutto ingiustificabili se solo ci si sofferma a voler comprendere la verità.

I Toni Dell' Amore - Love Is Strange di Ira Sachs

con John Lithgow, Alfred Molina, Marisa Tomei, Charlie Tahan, Cheyenne Jackson

Ben e George, l'uno settantunenne, l'altro intorno ai sessanta, vivono insieme da 39 anni, e le loro esistenze sono profondamente interconnesse: la prima scena del film li vede dormire insieme, braccia e gambe intrecciate, come è intrecciata la loro quotidianità in un appartamento di Manhattan elegantemente decorato. Ben è un pittore, George insegna pianoforte e dirige il coro dei ragazzi di una scuola cattolica. Tutti sembrano accettare serenamente la loro convivenza: gli amici, i parenti, i genitori degli studenti di George, il preside della scuola cattolica. Ma quando Ben e George decidono di coronare la loro storia d'amore con un matrimonio, l'idillio si spezza. La Chiesa cattolica, che aveva dimostrato tanta privata tolleranza, licenzia George in tronco per aver pubblicamente ufficializzato l'esistente, trattandolo come se "essere se stessi fosse disdicevole", come sintetizza l'insegnante con quieta lucidità. L'ammanco dello stipendio di George crea un'emergenza domestica: i neo coniugi non possono più permettersi la loro bella casa e devono trovare una soluzione più adeguata alla nuova situazione economica. E poiché la loro casa viene subito acquistata mentre quella futura non è così facilmente reperibile, i due sono costretti a dividersi e a farsi ospitare dai membri della loro cerchia: Ben alloggerà presso il nipote Elliott, George presso una coppia di poliziotti. Entrambi scopriranno "come sa di sale... lo scendere e 'l salir per l'altrui scale", sentendosi l'uno invaso dal caos che improvvisamente lo circonda (George), l'altro "di troppo" rispetto al precario equilibrio della famiglia che lo accoglie (Ben).

Una Nobile Rivoluzione di Simone Cangelosi

Ritratto di Marcella Di Folco - nata Marcello, a Roma, il 7 marzo 1943, scomparsa a Bentivoglio il 7 settembre 2010 - che nel 1988 fondò a Bologna la sezione emiliano romagnola del MIT, Movimento Italiano Transessuali. Un'esistenza straordinaria sotto molti punti di vista: figlia di un gerarca nazista ai Parioli, poi caduta in povertà, lavorò anche come buttafuori al Piper di Roma negli anni di massimo splendore ed entrò casualmente nella galassia di figuranti selezionati da Federico Fellini. Dopo le primissime pulsioni omosessuali da bambino, Marcello visse un amore disastroso a seguito del quale tentò il suicidio, cambiò sesso a Casablanca, tornò a Roma con l'appoggio incondizionato della sorella Liliana. Quindi si trasferì a Bologna, dove si prostituì per 20 anni e militò per i diritti civili dei transessuali e del movimento LGBT. Fino ad essere eletta consigliere comunale a Bologna negli anni '90 nelle liste dei Verdi (primato assoluto per un transessuale).

 

Citizenfour di Laura Poitras

con Edward Snowden, Jacob Appelbaum, Julian Assange, Kevin Bankston, William Binney

Citizenfour, il film di Laura Poitras fresco vincitore del premio Oscar 2015 come miglior documentario sarà distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. 

Citizenfour è un vero e proprio thriller in tempo reale, che si snoda di minuto in minuto dando al pubblico un accesso senza precedenti agli incontri tra la regista Laura Poitras e il giornalista Glenn Greenwald con Edward Snowden a Hong Kong, quando quest'ultimo consegnerà i documenti classificati che forniranno la prova di indiscriminate e illegali invasioni della privacy da parte della National Security Agency (NSA).Citizenfour segue Poitras, Greenwald e Snowden nel tentativo di gestire la tempesta mediatica che infuria fuori, costretti a prendere decisioni rapide che avranno un impatto sulla loro vita e su tutti coloro che li circondano.

Citizenfour non solo mostra i pericoli della sorveglianza governativa, ma li mostra nella loro applicazione pratica. Dopo aver visto il film non penserete più allo stesso modo al vostro telefono, e-mail, carta di credito, browser o profilo web, mai più.

Il Figlio Di Hamas - The Green Prince di Nadav Schirman

con Mosab Hassan Yousef, Gonen Ben Yitzhak, Sheikh Hassan Yousef

The Green Prince racconta la vita di Mosab Hassan Yousef, figlio di Sheikh, leader dell'organizzazione politica e armata palestinese. Nonostante il suo destino sembrasse segnato, il ragazzo diventerà una spia dello Shin Bet, l'agenzia di intelligence per gli affari interni dei nemici israeliani, che si interfaccia con il Mossad. «Questa è la mia opportunità per diventare un eroe», inizia il racconto il protagonista. Il cambio di pensiero avviene dopo aver visto di persona la violenza provocata dal gruppo palestinese. «Collaborare con gli avversari è stata la cosa più vergognosa che potessi fare nel mio paese, ero terrorizzato e confuso», spiega il vero Mosab alle telecamere. Le interviste sono alternate a immagini d'epoca del padre, il capo di Hamas. Tra i personaggi anche Gonen Ben Itzhaq, agente dello Shin Bet. «Il primo giorno che ho gestito Mosab ha segnato la fine della mia carriera», dice l'israeliano. La spia si rifugia negli Stati Uniti, ma rischia l'espulsione perché sospettata di terrorismo. Gonen lo salverà, svelando al mondo la storia del principe verde.

The Circle - Der Kreis di Stefan Haupt

con Anatole Taubman, Marianne Sägebrecht, Antoine Monot Jr., Marie Leuenberger, Markus Merz

Nella liberale Zurigo, a metà degli anni Cinquanta, Ernst, un giovane professore di una scuola femminile, incontra Röbi nella sede dell'organizzazione omosessuale Der Kreis (Il Cerchio). Il primo viene da una famiglia che non conosce la verità su di lui né sarebbe propensa ad accettarla. Röbi, invece, che fa il parrucchiere, è cresciuto esprimendo liberamente se stesso, protetto dalla madre, e ama cantare e travestirsi, sul palco delle grandi feste del club. Insieme, da quel giorno ad oggi, Ernst Ostertag e Röbi Rapp conosceranno le piccole grandi conquiste e le tante e drammatiche repressioni che hanno segnato la storia dell'omosessualità in Europa nel ventesimo secolo.
Il lieto fine è sotto i nostri occhi fin dal primo istante, nell'immagine dei due uomini oggi, nella loro casa, con i capelli bianchi e le spalle curve ma anche con l'orgoglio di essere stati la prima coppia dello stesso sesso ad essere unita in matrimonio in Svizzera, nel 2003.

Bekas di Karzan Kader

con Zamand Taha, Sarwal Fazil, Diya Mariwan, Suliman Karim Mohamad, Rahim Hussen.

Durante i primi anni Novanta il regime di Saddam Hussein esercita grande pressione sulla regione curda dell'Iraq. Due ragazzini curdi senzatetto vedono al cinema Superman e in loro nasce il desiderio di andare in America. Per arrivarci, però, hanno bisogno di passaporti, denaro e tanta buona sorte. Sfortunatamente, non hanno niente di tutto ciò ma cominciano ugualmente il loro cammino verso il sogno americano.

JOHN RABE

nell'ambito della rassegna
Helden wie wir/Eroi come noi

(Regia: Florian Gallenberger, Germania / Cina / Francia, 2009, 134')

John Rabe (1882-1950) è, insieme a Marx ed Engels, il tedesco più noto in Cina. Definito da The New York Times l'Oscar Schindler della Cina, Rabe, direttore della Siemens a Nanchino nel 1937 - proprio mentre viene richiamato a Berlino perché il governo ha deciso di chiudere la fabbrica - si trova a difendere la popolazione locale e i suoi operai e a salvare oltre 200.000 persone dalla doppia azione del governo nazista e, soprattutto, dell'esercito giapponese. Il film, senza inutili pietismi, descrive la durezza e le violenze degli invasori, arricchito da documenti d'epoca.

Striplife - A Day in Gaza di Nicola Grignani, Alberto Mussolini, Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa, Andrea Zambelli

con Jaber Abu Ryila, Mohammed Antar, Majd Antar, Noor Harazeen, Moemen Faiz

Una giornata del 2013 nella Striscia di Gaza, territorio invisibile ai più se non attraverso telegiornali di guerra. Giornata che inizia con un evento inspiegabile: sulla spiaggia di Gaza si arenano centinaia di mante. I pescatori se le litigano per venderle al mercato, perché nonostante le dichiarazioni d'intenti di Israele, il mare per loro non è libero, e oltre a subire le aggressioni dell'esercito israeliano, devono spostarsi nelle acque egiziane per riempire le loro reti. Lungo l'arco di 24 ore seguiamo anche Jabber, agricoltore che coltiva campi a poche centinaia di metri dal confine israeliano e dalle jeep militari. I fratelli Mohammed e Majd, che scrivono testi e mettono in musica i loro sentimenti sul conflitto. Noor, giovane speaker di Tijan Tv, che rende conto delle vittime e ricorda come l'80% della popolazione dipenda dagli aiuti umanitari. Il fotografo Moemen, rimasto senza gambe mentre documentava i bombardamenti del 2008, che continua a scattare foto del contesto in cui vive. Salem, calciatore professionista e oggi allenatore, una carriera finita per via della guerra. Fatima, in passato nomade, che vive di pastorizia confinata nella Striscia. E poi i ragazzi del Gaza Parkour Team, che si allenano dove possono, anche nel perimetro del cimitero.
Le macchine digitali del collettivo di filmmaker italiani Teleimmagini - con la cooperazione fondamentale di referenti locali - individuano quelle che più che storie sono spunti narrativi, e li registrano cercando di limitare l'intervento al minimo: bando alla voce over, evitati commenti e giudizio, pochissimi dialoghi sottotitolati e non costruiti a tavolino, rare didascalie sulle persone riprese. Si lascia insomma che si manifestino i dati fisici del quotidiano, anche tramite paradossali contrasti visivi: un movimento di macchina e un commento audio trasformano un ex glorioso campo da calcio in luogo attuale di abbandono e disarmo. Il lavoro manuale di un contadino che lavora a pochi passi dai colpi di arma da fuoco rende l'idea di un territorio reso sterile dalla violenza, senza nessuna certezza di futura fertilità. La ripresa di un allenamento all'aperto si trasforma in immagine spaventosamente atroce quando sullo sfondo a poca distanza due esplosioni riempiono il cielo di fumo, ma nello stesso frame convive la volontà ottimista di chi resiste: i ragazzi del gruppo di parkour, che coi loro movimenti esaltano la leggerezza e trasformano in palestre gli squallidi palazzi in rovina.
Esempio di filmmaking indipendente, rigoroso, antispettacolare, essenziale, Striplife invita lo spettatore a un mosaico di quadri da decodificare e osserva un teatro di guerra e reclusione, fatto di edifici nuovi eretti a fianco ad altri sbriciolati dalle bombe. Testimonianza rilevante e rispettosa, vicino al fotoreportage, cinema senza sensazionalismi né speculazioni, semmai pervaso da una speranza di pace data dalle nuove generazioni.

Dancing With Maria di Ivan Gergolet

con Maria Fux, Martina Serban, Maria José Vexenat, Marcos Ruiz, Macarena Battista

Nell'autunno del 1942 una giovane ballerina vide una foglia staccarsi da un albero e muoversi al vento. Questo fatto, a prima vista senza importanza, fu l'inizio di un percorso umano e artistico straordinario, che portò quella fanciulla a esibirsi in tutto il mondo e diventare una delle maestre di danza più amate e conosciute. Oggi la 93enne argentina Maria Fux insegna ai suoi allievi ciò che la foglia d'autunno le disse molti anni fa, quando si staccò dall'albero e volteggiò libera nell'aria. Fu il vento a farla danzare, non la musica. Maria imparò che non è la melodia a farci muovere, ma sono i nostri ritmi interni, come il battito del cuore e la respirazione. Ciò significa che tutti possono danzarli.

Io sono Mateusz di Maciej Pieprzyca

con Dawid Ogrodnik, Dorota Kolak, Arkadiusz Jakubik, Helena Sujecka, Mikolaj Roznerski

Mateusz è affetto da una grave paralisi celebrale che, in tenera età, gli viene diagnosticata anche come ritardo mentale, che è causa, secondo il parere dei medici, di un isolamento dal resto del mondo che non ha soluzione. Dopo 25 anni si scoprirà che il ragazzo è perfettamente in grado di intendere e di volere. Il film ha inizio proprio nel momento in cui Mateusz sta per essere esaminato da una commissione che deve giudicare la sua "normalità" mentale. È lo stesso Mateusz ad accompagnarci lungo una retrospettiva che racconta la sua vita, fin da quando era bambino, nella Polonia degli anni '80. Il film ci offre così il quadro toccante di un ragazzo che vive lucidamente tutte le emozioni e le riflessioni dei suoi coetanei: l'affetto per i genitori e la famiglia, la passione per le stelle, il primo amore, l'attrazione per il corpo femminile, fino all'arrivo nella clinica per disabili mentali.

Onde Road di Massimo Ivan Falsetta

con Barbara Cambrea, Francesca Zavettieri, Friedrick Van Stegeren, Awana Gana, Fabrice Quagliotti

Awanagana, speaker storico di Radio Montecarlo, con un atto terroristico ma romantico blocca tutte le frequenze delle radio moderne. Una fantomatica speaker (Francesca Zavettieri), nascosta chissà dove in Calabria, inonda l'etere con trasmissioni di repertorio nazionali degli anni settanta e ottanta. Federico l'Olandese Volante, capo della censura futuribile (un corpo speciale dei servizi segreti), non può tollerare un simile affronto e invia l'agente Barbara Bi (Barbara Cambrea) a setacciare la Calabria, alla ricerca della misteriosa speaker e anche di se stessa. Un viaggio di sola andata nel favoloso mondo delle radio libere, in cui capiterà di tutto e ascolteremo di tutto (rigorosamente contenuti originali), tra balli, risate, incontri ravvicinati con alieni (Fabrice Quagliotti dei Rockets) e un finale persino oltreoceano, a New York.
Un viaggio di sola andata nel favoloso mondo degli anni settanta e ottanta, per rivivere su grande schermo il felice periodo delle radio libere in Italia, alla scoperta della musica, dei protagonisti di allora e delle prime trasmissioni sorte in tutto il Paese

La Crudeltà Del Mare di Rodolfo Bisatti

con Laura Pellicciari, Carlotta, Marcello Gabriel e Rodolfo Bisatti

E' la storia di una separazione vista dagli occhi di una bambina, la figlioletta piu' grande. Il racconto delle immagini, dei suoni e dei canti si immerge, non solo metaforicamente, nelle profondità marine dell'animo umano risalendo poi in superficie per trovare le opportune trasparenze sul filo dell'acqua. La Crudeltà del Mare è una lanterna magica che offre luci e ombre di una relazione affettiva, quella di una famigliola che si sfascia con dolcezza, senza tragedie. Il film non è condito dal drammone della separazione come siamo abituati a vederlo nel cinema romanzato industriale, ma è un piccolo omaggio alla vita che scorre, che evidenzia le cose minime. La "Crudeltà del Mare" dà voce all'innocenza dei piu' piccoli a quelli che in genere non hanno diritto alla parola, costretti in banali cliscè dal cinema ideologico nazional popolare. I Bambini nel nostro film sono antropologicamente veri umani, dotati di spirito critico e di una grande capacità di leggere la realtà attraverso la metafora. Gli adulti, i genitori, colti ed educati, al contrario sembrano dei "bambini", incompetenti al dialogo, incapaci di trovare il punto di contatto per il disgelo. Il mare e la natura rappresentano lo specchio delle due personalità adulte: l'isolamento e l'autismo abissale del padre, la forza poderosa e sensuale della madre.

Hotel Lux di Leander Haussmann

con Michael Bully Herbig, Jürgen Vogel, Thekla Reuten, Juraj Kukura, Alexander Senderovich

nell'ambito della rassegna cinematografica "Eroi come Noi" a cura del Goethe Institut

Nella Berlino nazista del 1938, il comico donnaiolo Hans Zeisig fa sbellicare il pubblico con il suo "Stalin-Hitler-show", interpretato insieme all'amico ebreo Siegfried Meyer: lui è il dittatore russo, l'amico è il fuehrer. Con il mutare dell'atmosfera politica, Meyer si unisce alla Resistenza, mentre qualche anno dopo, il disincantato Zeisig, dopo aver dato rifugio alla bellissima compagna di Meyer, la comunista Frida, è costretto a sua volta a fuggire. Pensa di andare a Hollywood ma invece atterra a Mosca, nel famigerato Hotel Lux.

"LOVE STEAKS"

nell'ambito della rassegna Helden wie wir/Eroi come noi

(Regia: Jakob Lass, Germania, 2013, 89')
Versione originale con sottotitoli italiani

In un albergo di lusso si intrecciano i destini di Clemens, timido massaggiatore, e Lara, aiuto cuoco dal carattere forte e esuberante. Gli opposti si attraggono e tra i due nasce un sentimento che li aiuterà a vincere le loro debolezze.
Di scena in scena si compone la piccola storia di una grande coppia: una relazione tanto dura quanto tenera. Due definizioni per nulla contrastanti perché si alimentano a vicenda. Inutile sottolineare che sprizzano scintille. In gran parte improvvisato con attori non professionisti, il ritratto di una coppia di emarginati, due antieroi capaci di uno slancio vitale che emoziona e commuove.

Scarpette Rosse di Michael Powell, Emeric Pressburger

con Anton Walbrook, Marius Goring, Moira Shearer, Ludmilla Tcherina, Léonide Massine

Sottoposta a una ferrea disciplina da Lermontov (A. Walbrook), direttore di una celebre compagnia di balletto classico, Vicky Page (M. Shearer) arriva a un successo trionfale con il balletto Scarpette rosse, ispirato alla favola di Hans Christian Andersen. Dilaniata tra l'amore per la danza (e la dedizione a Lermontov) e l'amore ricambiato per il compositore Julian Craster (M. Goring), sceglie il secondo. Inutilmente. Ormai identificata con il personaggio, danzerà sino alla morte. E il più grande successo della coppia Powell-Pressburger anche se forse non la loro opera maggiore. Considerato il miglior ballet film della storia del cinema, ma anche la più esemplare espressione del melodramma cinematografico, è diventato un vero cult movie, amato da spettatori e spettatrici commossi di mezzo mondo, ma anche da celebri registi (Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Brian De Palma) e raffinati cinéphiles.

L'Orologio Di Monaco di Mauro Caputo

con Giorgio Pressburger

Storia di una famiglia centroeuropea in cui confluiscono i nomi dei più grandi protagonisti della storia degli ultimi due secoli (Marx, Heine, Mendelssohn, Husserl, etc.). Il narratore rivive, attraverso una ricerca che si intreccia tra presente e passato, i ricordi e le vicende umane che l'hanno portato a scoprire "cosa vuol dire veramente appartenere alla comunità umana dei vivi e dei morti". Un viaggio nella storia del Novecento e dell'universo poetico di Giorgio Pressburger.

Advanced Style di Lina Plioplyte

con Joyce Carpati, Ari Cohen, Lynn Dell, Zelda Kaplan, Jacquie Murdock

Il fotografo Ari Seth Cohen è divenuto popolare per aver reso celebre la moda per donne anziane con il blog Advanced Style. Il film di Lina Plioplyte punta la macchina da presa sulle 'modelle' tra i 60 e i 90 anni che dimostrano come non sia l'età a determinare la possibilità o meno di essere appassionate di moda.

Sturm di Hans-Christian Schmid

con Kerry Fox, Anamaria Marinca, Stephen Dillane, Rolf Lassgård, Alexander Fehling, Tarik Filipovic, Kresimir Mikic, Steven Scharf, Joel Eisenblätter

Rassegna cinematografica "Eroi come Noi" a cura del Goete Instituth

Hannah Maynard è procuratore presso il Tribunale Penale Internazionale dell'Aia e si sta occupando del processo contro Goran Duric, un ex comandante dell'esercito jugoslavo accusato di aver deportato e provocato la morte di civili musulmani bosniaci nella piccola cittadina di Kasmaj. Quando un testimone fondamentale del processo inizia a cadere in contraddizione, il tribunale decide di mandare una delegazione in Bosnia per un'indagine sul posto. I dubbi sulla credibilità del testimone si rafforzano. Sembra che non dica la verità. Poco dopo viene ritrovato il suo cadavere. Sembra che si sia suicidato nella sua stanza d'albergo. Hannah, decisa a non rinunciare all'inchiesta parte per Sarajevo per assistere ai funerali del testimone. Lì incontra Mira, la sorella dell'uomo, che sembra sapere molte cose...

"SEIN LETZTES RENNEN (BACK ON TRACK)"

(Germania 2014, 110', regia: Kilian Reidhof; sceneggiatura: Marc Blöbaum con: Dieter Hallervorden, Tatja Seibt, Heike Makatsch, Frederick Lau, Katrin Sass)

Versione originale con sottotitoli italiani

Eroi come noi / Helden wie wir Paul Averhoff è un ex sportivo leggendario, un maratoneta di fama mondiale. Ma i momenti di gloria sono ormai passati da molto tempo. Ha più di settant'anni e, su insistenza della figlia, va a vivere con la moglie malata in una casa di riposo. La voglia di riscatto, però, lo fa tornare ad allenarsi, con un obiettivo fuori portata: vincere la maratona di Berlino.
È impossibile non fare il tifo per Paul, un concentrato di umanità e forza di volontà che traina il film con un contagioso ottimismo.

Gli Aristogatti di Wolfgang Reitherman

Madame Adelaide, una ricca attrice a riposo ormai sulla strada della vecchiaia, nomina eredi universali i suoi quattro gatti: Mamma Duchessa e i cuccioli Minou, Bizet e Matisse. Il maggiordomo Edgar, destinato a sua volta ad ereditare le intere sostanze alla morte dei gatti, e ansioso di mettere al piu' presto le mani sulle ricchezze della padrona, decide di sbarazzarsi degli incomodi concorrenti a quattro zampe. Condottili in una zona isolata di periferia, si accinge ad eliminarli, ma viene messo in fuga dall'intervento di due ferocissimi cani randagi. Rimasti soli, Mamma Duchessa e i suoi tre micetti si imbattono in Romeo, un gatto vagabondo dal cuore d'oro, il quale si impegna a ricondurli dalla loro padrona.

Tutto sua madre di Guillaume Gallienne

con Guillaume Gallienne, André Marcon, Françoise Fabian, Nanou Garcia, Diane Kruger

Guillaume ama sua madre sopra ogni cosa e fino a confondersi con lei, replicandone i gesti, imitandone la voce, ribadendone il potere. Inviso al padre e ai fratelli, prepotenti e virili, Guillaume si convince di essere una ragazza nella solitudine della sua stanza, dove gli vengono in soccorso la principessa Sissi e l'Arciduchessa Sofia di Baviera. Cresciuto da 'diverso' e rifugiato in un mondo immaginario, Guillaume parla come una ragazza, si veste come una ragazza, è delicato come una ragazza, balla la sevillana come una ragazza. Motivo di imbarazzo per quella famiglia bon chic bon genre (good style, good class) che vive e si annoia in un 'area' compresa tra Parigi e Versailles, Guillaume viene allontanato e costretto in collegi maschili, dove scopre a sue spese di essere un ragazzo. Vittima di un fraintendimento crudele e di una valutazione familiare irrazionale, che lo crescono femmina e lo qualificano omosessuale, Guillaume si abbandona confuso e umiliato sui lettini di analisti, psichiatri e ufficiali medici. Alla ricerca della sua identità e della sua voce, troverà il suo posto a tavola e sul palcoscenico del mondo.

E' la mia prima volta di Claudio Serughetti

Nicolò, poco più che ventenne, è alla vigilia della sua prima volta. Quest'anno è chiamato a votare, sa di avere una grande responsabilità e non vuole sbagliare. E come in una sorta di iniziazione sessuale, vuole arrivare al "lieto evento" preparato.
Questo mockumentary, vuole raccontare la sua ossessiva ricerca e le emozioni di un ex adolescente che è sul punto di diventare un cittadino.

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Felix Herngren

con Robert Gustafsson, Iwar Wiklander, David Wiberg, Mia Skäringer, Jens Hultén

Allan Karlsson, dopo una vita lunga e intensa, finisce in una casa di riposo, convinto ormai di essere giunto alla fine dei suoi giorni. Nonostante il suo stato di salute sia ancora ottimale, purtroppo la sua quotidianità è pervasa dalla noia. Pochi giorni prima del suo centesimo compleanno, evento a cui Allan non sembra minimamente interessato, l'uomo decide di fuggire dalla sua tediosa vita di tutti i giorni. Allan scappa dalla finestra della sua stanza e si ritrova coinvolto in una serie di eventi comici e inaspettati, tra i quali l'incontro con una gang di criminali, una serie di omicidi, una valigia piena di banconote, un elefante e un poliziotto incompetente. Per chiunque altro questi avvenimenti avrebbero rappresentato l'avventura di una vita, ma per Allan sono eventi del tutto ordinari. Malgrado il suo disinteresse per la politica e la religione, Allan non solo è stato testimone di alcuni degli eventi mondiali più importanti del XX secolo, ma ne ha talvolta addirittura influenzato il corso. Nella sua vita rocambolesca ha persino dato un contributo fondamentale all'invenzione della bomba atomica, diventando amico intimo dei presidenti americani e dei dittatori russi. Per cento anni, Allan Karlsson ha percorso il mondo in lungo e in largo e adesso è di nuovo a piede libero.

Il Leone di Vetro di Salvatore Chiosi

con Claudio De Davide, Christian Iansante, Maximiliano Hernando Bruno, Sara Ricci

1866. Il referendum del 22 ottobre, di fatto, sancirà l'annessione del Veneto al Regno d'Italia. Attraverso le vicende di due famiglie venete - i Biasin che da generazioni producono e commerciano vino in tutta Europa, e i Querini, aristocratici in decadenza - si narra il periodo tra la caduta di Venezia per mano di Napoleone e la sua annessione all'Italia, tra guerra, conflitti, rivelazioni e intrecci amorosi.

 

L'uomo per bene - Le lettere segrete di Heinrich Himmler di Vanessa Lapa

con Tobias Moretti, Sophie Rois, Antonia Moretti, Lotte Ledl, Florentín Groll

Il 6 maggio del 1945 i soldati dell'armata americana occuparono la casa di famiglia degli Himmler a Gmund, in Germania, dove furono scoperte centinaia di lettere private, documenti, diari e fotografie.

Dalla lettura di questo materiale è nato un film che svela i pensieri nascosti, gli ideali, i piani e i segreti del comandante delle SS, l'architetto della Soluzione Finale Heinrich Himmler.

Il tutto grazie a rarissimi filmati, spesso mai visti prima, tratti da 151 fonti di 53 diversi archivi dislocati in 13 paesi del mondo, come il Bundesfilmarchiv Berlino, il National Archive Maryland, lo Steven Spielberg Film and Video Archive presso l'USHMM Washington e molti altri. Il girato è stato interamente restaurato, sonorizzato, montato seguendo il fil rouge delle lettere di Himmler e mostrando allo spettatore come "la crudeltà e il male possano emergere e svilupparsi da un'apparente normalità".

Regia: Sebastian Peterson
Germania 1999, 93 min.
con Daniel Borgwardt, Adrian Heidenreich, Xenia Snagowski

Klaus Uhltzscht, nato nel 1969, è un incorreggibile sognatore che percepisce il mondo solo ed esclusivamente come se lo immagina. La sua incapacità di vedere la realtà e il suo entusiasmo infantile per tutto lo trasformano nel gregario ideale dello Stato. Purtroppo, però, le circostanze politiche non lo interessano affatto, dato che i suoi moltissimi sogni e le innumerevoli aspirazioni ruotano esclusivamente intorno alla sua ex compagna di classe Yvonne, della quale è innamorato da quando aveva dieci anni. Malgrado non persegua alcun tipo di impegno politico, finisce in ogni caso per contribuire in maniera determinante alla caduta del muro; e per questo entra a far parte della storia cinematografica tedesca in qualità di eroe della RDT.

Scegliendo la strada della satira, che ci fa ridere non solo dell'ingenuità della Stasi ma anche degli studenti rivoluzionari, Brussig e Peterson riescono a smascherare la RDT e i suoi meccanismi politici, senza per questo trascurare il passato. Mediante il collegamento fra il film realista e i fumetti, fra il documentario e l'invenzione pura, Sebastian Peterson fa saltare gli spettatori dal sentimentalismo all'orrore e poi al divertimento. Grazie alla sua visione squisitamente personale sulla fine della RDT, il film offre un'alternativa divertente e informativa alla storiografia ufficiale.

Ogni Singolo Giorno di Thomas Wild Turolo

La vita nella "Terra dei fuochi" continua ogni giorno; più di un milione di persone vive nelle province tra Napoli e Caserta, zone ora conosciute per il problema dello sversamento dei rifiuti tossici. Il medico Antonio Marfella e il parroco di Caivano Maurizio Patriciello, simboli della lotta contro l'inquinamento illecito del territorio, narrano la loro esperienza di vita in questa terra martoriata; alle loro voci famose si affiancano quelle di altre persone: un'attivista, un fotoreporter, un agricoltore, una madre, un ragazzo con il proprio padre, infine una giovane donna, che hanno visto le loro esistenze intrecciarsi con i problemi conseguenti l'intombamento dei rifiuti tossici. "Ogni singolo giorno" inverte il punto di vista che fino ad ora i media hanno adottato: il protagonista vero è l'uomo non il rifiuto e il suo carico di morte. Il cittadino campano, la sua voglia di reazione ai problemi e la necessità di rimpossessarsi di un territorio martoriato, queste le linee guida del documentario.

 

Biancaneve e i sette nani di David Hand, Walt Disney

Primo lungometraggio di Walt Disney, pietra miliare della comunicazione del Novecento. Uno dei titoli che fanno parte della leggenda vivente del cinema.

La perfida regina ordina al suo cacciatore di uccidere Biancaneve che lo specchio parlante ha definito la più bella del reame. La ragazza fugge. Guidata dagli animaletti del bosco, arriva alla casa dei sette nani. Eolo, Mammolo, Pisolo, Brontolo, Dotto, Gongolo e Cucciolo la accolgono e la proteggono. Quando la regina, trasformatasi in strega, arriva per ucciderla, i nanetti inseguono la cattiva che precipita da un burrone. Biancaneve, vegliata dai suoi amici come morta, torna in vita quando viene baciata dal giovane principe innamorato.

Love is All: 100 Years of Love di Kim Longinotto

Un viaggio attraverso il XX secolo per scoprire come l'amore e il corteggiamento si sono evoluti nella rappresentazione sullo schermo. Dai primi baci catturati da una macchina da presa, all'origine della cultura giovanile, passando per la rivoluzione sessuale, Kim Longinotto realizza un collage di cento anni di passione dalla nascita del cinema, raccontati attraverso affascinanti materiali di repertorio e accompagnati dalle splendide musiche di Richard Hawley.

Mateo di Maria Gamboa

con Carlos Hernández, Felipe Botero, Miriam Gutiérrez, Samuel Lazcano, Leidy Nino

Mateo, 16 anni, raccoglie denaro frutto di estorsioni per conto dello zio, ed usa il suo compenso per aiutare sua madre, la quale accetta a malincuore e per necessità quei soldi guadagnati in maniera illecita. Madre e figlio vivono da soli in un quartiere povero e violento, lungo la valle del fiume Magdalena, in Colombia. Per non essere espulso dalla scuola Mateo accetta di frequentare un gruppo teatrale del posto. Il gruppo è diretto da un sacerdote coraggioso, Padre David ‒ personaggio ispirato ad una persona reale, di origine italiana - molto attivo nel recupero sociale degli adolescenti. Mentre il ragazzo si scopre affascinato dalla libertà e dalla creatività che si sprigionano dallo stile di vita praticato dal gruppo, suo zio insiste nel chiedergli di trovare informazioni incriminanti sugli attori. Messo sotto pressione, Mateo dovrà compiere scelte difficili.

Un Gatto a Parigi di Alain Gagnol, Jean-Loup Felicioli.

Un disegno interessante per una storia che può essere messa a confronto con modelli classici uscendone vincente per originalità.

Dino è un gatto dalla doppia vita. Di giorno vive con Zoe, una ragazzina la cui mamma, Jeanne, è agente di polizia. Di notte lavora con Nico, un ladro dal cuore grande. Zoe si è chiusa nel silenzio dopo la morte del padre, avvenuta per mano del gangster Costa. Un giorno il gatto Dino porta a Zoe un bracciale preziosissimo. Lucas, vicecomandante di Jeanne, si accorge che il bracciale fa parte di una collezione di gioielli rubati. Una notte Zoe decide di seguire Dino. Sul suo tragitto intercetta per caso una conversazione tra alcuni malviventi e scopre che la sua babysitter fa parte della loro banda.
Felicioli e Gagnol sono due firme ben note a chi si interessa di un cinema di animazione che esca dagli schemi della ripetitività grafica. Entrambi fanno parte del prestigioso studio Folimage e hanno collaborato alla realizzazione di La profezia delle ranocchie e in questo loro primo lungometraggio mostrano come sia possibile coniugare un disegno interessante anche per un pubblico adulto con una storia che può essere messa proficuamente a confronto con modelli classici uscendone vincente per originalità.
Vengono infatti subito in mente Gli Aristogatti e La carica dei 101 (quest'ultimo per la descrizione dei malviventi e per un possibile parallelo tra Crudelia Demon e Costa).
L'obiettivo però qui non è tanto quello di creare di caratteri quanto piuttosto di affrontare il lato umano dei personaggi. Il rinchiudersi nell'assenza di parola di Zoe così come il suo rapporto con la mamma sono trattati con misura e sensibilità. Lo stesso accade per Nico, ladro dal cuore d'oro destinato a un futuro meno avventuroso ma più appagante. A Dino spetta di fare da trait d'union tra gli umani e lo sa fare conuna nonchalance da gatto...parigino.

Il segreto di Italia di Antonello Belluco

con Gloria Rizzato, Romina Power, Alberto Vetri, Fabrizio Romagnoli, Giovanni Capalbo

Ispirato a fatti realmente accaduti nella primavera del 1945, a deposizione delle armi avvenuta, Codevigo, paese della bassa padovana, vive la guerra solo dopo la liberazione. Il dramma di una famiglia in quello che è stato l'eccidio di Codevigo commesso dai partigiani comunisti vissuto attraverso gli occhi e i sentimenti di una giovane ragazza: Italia

Joe di David Gordon Green

con Nicolas Cage, Tye Sheridan, Gary Poulter, Ronnie Gene Blevins, Heather Kafka.

Joe (Nicolas Cage) è un cinquantenne che ha fatto molti sbagli nella vita. Collerico e a volte intrattabile, ha tuttavia una sua particolare condotta morale e apprezza e riconosce il valore del duro lavoro. Dirige una squadra di boscaioli, vivendo un'esistenza piuttosto grigia ai bordi di un paesino texano. Ma l'incontro con Gary (Tye Sheridan), un volenteroso ragazzino deciso a migliorare le condizioni di vita sue e della sorella, lo porterà ad assumere il ruolo, assolutamente inaspettato, di padre putativo. Perché in un contesto sociale disperato, nel quale non c'è limite al degrado, anche i 'role model' più improbabili possono avere un valore distintivo e salvifico.

Sofferto e profondo, il film con protagonista il sempre ingiustamente bistrattato Nicolas Cage parla di morte e rinascita, di sacrificio e di speranza. Alla base, un contesto sociale condannato a un eterno purgatorio, popolato da personaggi che si lasciano vivere senza avere il coraggio di fare la differenza. Eppure, un ragazzino riuscirà a scuotere le acque stagnanti e gettare un seme di speranza, in mezzo a tanta sofferenza: uno dei tanti messaggi in sottotesto presenti nella pellicola di Gordon Green, che vive delle ottime interpretazioni di un cast assolutamente in parte, e a volte anche sorprendente: la presenza su schermo di Gary Poulter -interprete di Wade, padre del ragazzino protagonista- è tragicamente realistica, poiché in parte autobiografica.

Non è dunque un racconto facile quello che vediamo scorrere sullo schermo, ma è fatto di dualità, di luci (poche) e ombre (tante), in un contesto in cui galleggiare nel mare della mediocrità è sempre la scelta più semplice e, perciò, praticata, per incapacità o semplice paura. Ma, come si suol dire, "il lavoro nobilita l'uomo" e fornisce la chiave di volta, per un ragazzo disagiato, che può permettergli di cambiare la propria vita, anche se la cosa richiederà molti sacrifici per sé e per chi gli sta attorno.

Alice Nel Paese Delle Meraviglie di Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Walt Disney

In Inghilterra nella seconda metà dell'Ottocento, Alice, ragazzina curiosa, è distesa su un prato mentre la sorella maggiore le legge la lezione di storia. La bambina si addormenta e sogna di cadere in una buca. Entra così in un mondo fantastico in cui fa la conoscenza di personaggi curiosi.

L'Immagine Mancante di Rithy Panh

con Randal Douc

Aveva solo nove anni Rithy Panh, documentarista cambogiano, quando i Khmer Rossi entrarono a Phnom Penh, 'riformando' la sua vita e trasformando in incubo il suo sogno di bambino. Figlio di un insegnante e di una madre amorevole, Rithy Panh era parte di una famiglia numerosa e di una città piena di vita, profumi, canzoni, cinema e colori, almeno fino al 17 aprile del 1975, quando le truppe rosse di Pol Pot marciarono sulla capitale spegnendone memoria e ispirazione, deportandone gli abitanti e imponendo il socialismo reale, un impasto di utopia, violenza e ottusità burocratica. Un'ideale di liberazione degli uomini si era rovesciata nel suo contrario, impedendo la fuga in una dimensione altra e personale.
Costrizione e oppressione avevano soffocato la libera narrazione che ciascuno può produrre rispetto a un mondo che non gli piace, mutuando il pensiero in slogan. Come un'onda, visualizzata nel documentario e rifrangente sugli occhi dello spettatore, torna nella vita del regista quell'infanzia esiliata e negata nella Cambogia rurale, dove Rithy Panh perde per fame, malattia e dignità (il padre si lascerà morire) la sua famiglia. Sopravvissuto alla natura, ai suoi aguzzini, ai genitori, ai fratelli, alle sorelle, ai cugini e a tutto il dolore sopportabile, ha bisogno di raccontare la sua storia e il cinema diventa mezzo e strumento analitico per accedere all'immagine mancante, quella del titolo, quella di un popolo confinato in un mondo incolore, privato del nome, spogliato del pensiero e fornito di cucchiaio, falce e martello. Sotto una bandiera che riproduceva edifici industriali e ordinati campi di riso, Rithy Panh trascorre quattro anni della sua vita, sopportando con il suo popolo ogni genere di sopruso.
Di quella sopraffazione ci dice L'image manquante, plasmando letteralmente dalla terra rossa le 'figure' di un passato ancora prossimo che annullò il (suo) mondo reale. Ricomposta la memoria in statuine lavorate e dipinte a mano, Rithy Panh le organizza in quadri, vere e proprie stazioni che raffigurano la 'passione' e il martirio di un popolo. Dentro un film, che combina acqua, terra, sangue e ricordi, l'autore 'mette in forma' il genocidio cambogiano e produce l'immagine negata che ha inghiottito un terzo della sua gente tra il 1975 e il 1979.
Da quel "mondo surreale", che presentava "l'inefficienza, la povertà e la violenza come bene supremo", emerge il ricordo di un popolo a cui l'autore restituisce ordine e pace. Collocato il dramma privato e collettivo in un luogo che doppia quello del trauma, Rithy Panh può finalmente raccontarlo, immaginarlo e attribuirgli un senso, attraverso un approccio narrativo 'figurativo' e alternativo

Master of the Universe di Marc Bauder

Marc Bauder incontra Rainer Voss, fino a qualche anno fa uno dei "dominatori dell'universo", broker al soldo di banche e società d'investimento che trattano e scambiano denaro per centinaia di milioni di euro al giorno. Dentro un edificio che potrebbe essere la sede di una banca, quasi come se fosse dentro la pancia di un mostro potente e invisibile, Bauder interroga Voss che, con diligenza e precisione, prova a descrivere quel che ha visto nei suoi anni passati a ingrassare quel mostro.

Rosenstrasse di Margarethe von Trotta

con Katja Riemann, Maria Schrader, Jürgen Vogel

Rosenstrasse è il nome di una strada di Berlino dove, nel 1943, centinaia di donne manifestarono protestando contro la deportazione dei loro propri mariti, riuscendo a farli liberare. Rosenstrasse è anche il titolo dell'ultimo film di Margarethe von Trotta, che quei fatti li rievoca attraverso la memoria di chi li ha vissuti direttamente - è il caso della protagonista femminile Ruth -, che però nel tempo ha preferito rimuoverli, così anche di chi quei fatti tenta di ricostruirli, servendosi della memoria altrui. E'il caso della figlia di Ruth, Hannah, la quale ai giorni nostri tenta, riuscendovi, di ricostruire quel passato, andando ad intervistare la donna che salvò la vita alla propria madre. In un'alternanza di tempi e di spazi, tra una New York contemporanea e una Berlino sospesa tra un presente e un passato denso di dolorosi ricordi, Rosenstrasse è un film che trova il suo giusto ritmo strada facendo, nel dipanarsi della vicenda. Una regia robusta, quella di Margarethe von Trotta - che non si azzarda ad intraprendere sperimentalismi ma, al contrario, propone una scrittura piuttosto lineare, eppure efficace - la quale dimostra ancora una volta il suo talento nell'avvicinarsi ad un argomento e riuscire a trattarlo con grande sensibilità, prediligendo uno sguardo tutto al femminile. Memorabili i suoi ritratti di donne forti e determinate, basti ricordare i personaggi di film come Lucida follia o come Anni di piombo. Ad essi vanno certamente aggiunti quelli delle protagoniste di Rosenstrasse, per la loro fierezza, solidarietà e coraggio.

Binario Morto di Ugo Puglisi

con Angelo Lombardo , Lorenzo Degrassi , Giorgio Scarpa.

La serata dedicata alla recente attività della Minotaurus Pictures 2004 sarà ricca di sorprese... un appuntamento da non perdere per chi ama il cinema e l'arte del cortometraggio in particolare!
Vi aspettiamo numerosi, ingresso libero!

Anteprima Trieste Film Festival ai Fabbri
OFF THE WALL: giovani registi raccontano il proprio paese 25 anni dopo la caduta del muro di Berlino

THIS AIN'T CALIFORNIA di Martin Persiel: un viaggio all'interno del mondo sconosciuto e bizzarro dei 'Rollbrettfahrer', come erano conosciuti gli skaters nell'ex Germania dell'Est, giovani ribelli per cui la voglia di libertà diventa grazie a uno skateboard uno stile di vita.

ALL THAT I LOVE di Jacek Borcuch: Polonia 1981: dietro la cortina di ferro, Janek, il figlio adolescente di un capitano della marina, forma gli ATIL (All That I Love), una band punk-rock le cui canzoni esprimono la delusione per il socialismo e un desiderio di libertà che fa eco alle idee del nuovo movimento "Solidarietà" (Solidarnosc). Allo stesso tempo, Janek trova l'amore in Basia, una giovane donna il cui padre fa parte del movimento e disapprova Janek, a causa dei numerosi militari presenti della sua famiglia. Con la crescente agitazione sociale e l'introduzione della legge marziale, Janek e la musica degli ATIL provocheranno gravi problemi tra i familiari e gli amici.

FIGLIO DI NESSUNO di Vuk Rsumovic:Nella primavera del 1988, fra le montagne della Bosnia, viene ritrovato un bambino cresciuto fra i lupi. Gli viene dato il nome di Haris e viene inviato in Serbia, all'orfanotrofio di Belgrado, dove è affidato alle cure di Ilke. Qui diventa amico inseparabile del piccolo Žika e, col tempo, impara a pronunciare le sue prime parole. Ma nel 1992, nel pieno della guerra, le autorità locali lo costringono a tornare in Bosnia, dove viene armato di fucile e spedito al fronte. E una notte, per la prima volta nella sua vita, il ragazzo prende una decisione tutta sua.

Tre Tocchi di Marco Risi.

Con Massimiliano Benvenuto, Leandro Amato, Emiliano Ragno, Vincenzo De Michele, Antonio Folletto.

Nel film si intrecciano sei storie. Storie di attori, o meglio, storie di uomini, con tutte le loro passioni e frustrazioni, gioie e delusioni, successi e fallimenti. Vite profondamente diverse ma accomunate da due grandi passioni: il calcio e il lavoro. Ed è tra un allenamento e un provino che le loro vite continuamente si sfiorano e si incrociano, ci svelano la loro misera esistenza, fatta ogni tanto anche di successi e momenti di gloria, ma sicuramente mai di vera, assoluta, felicità.

 

Sarà un Paese di Nicola Campiotti

con Elia Saman, Raffaele Guarna, Matilde Gardini, Graziella Marota, Anok Deb

DISPONIBILI PROIEZIONI PER LE SCUOLE PER PRENOTAZIONI CHIAMARE LO 040302193 OPPURE ALLA MAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sulle tracce dell'eroe fenicio Cadmo, al quale il mito attribuisce l'introduzione in Grecia dell'alfabeto, Nicola, trentenne incerto sul futuro, e il fratello di dieci anni Elia, intraprendono insieme un viaggio in Italia alla ricerca di un nuovo linguaggio, guidati dalla necessità di ridare un nome alle cose e di restituire un senso alle parole. Lungo il tragitto, i due registrano volti e luoghi, dolorose realtà e memorie storiche: così il loro cammino diventa percorso di formazione e allo stesso tempo esplorazione dell'immaginario. Sospeso sul confine tra documentario e finzione, il film racconta le speranze del Paese che sarà.

Il regista Nicola Campiotti realizza un viaggio nell'Italia di oggi, presentando un'opera tra il documentario e la finzione, fatto di immagini in presa diretta dalla realtà e di altre a tratti oniriche, legate alla mitologia greca. Vero protagonista è il piccolo Elia che, con un'interpretazione fantastica e fresca, descrive, con la sincerità tipica dei bambini, la sua visione dell'Italia, un Paese dalle mille sfaccettature ma soprattutto dai molteplici problemi.Proprio perché è un bambino a raccontare la sua esperienza di viaggio, il tono di denuncia è piuttosto lieve: lo scopo non è quello di documentare i guai dell'Italia dei nostri giorni ma quello di dare speranza e soprattutto di lasciare libera espressione ai piccoli e alla loro immaginazione.

Fantasia di James Algar, Samuel Armstrong, Ford Beebe, Norman Ferguson, Jim Handley, Wilfred Jackson, T. Hee, Hamilton Luske, Bill Roberts, Paul Satterfield, Ben Sharpsteen, Walt Disney

E' passato più di mezzo secolo dalla sua realizzazione... ma è sempre un puro godimento vederlo e ascoltarlo.

Stupisce ed entusiasma noi oggi (colpiti da overdose di effetti speciali), figuriamoci cosa provarono gli spettatori degli anni 40 di fronte a un'opera così innovativa, visivamente splendida... Creatività e inventiva a profusione in un lavoro che celebra la «fantasia» e quindi nessun titolo poteva essere più appropriato. Un inno alle immagini, ai colori, alla musica (Fantasia è il primo film stereofonico della storia), originale intramontabile e indimenticabile.

La Storia Di Cino di Carlo Alberto Pinelli.

Con Stefano Marseglia, Francesca Zara, Marc Andréoni, Giovanni Anzaldo, Philippe Nahon.

Piemonte, fine '800. Il piccolo Cino, nove anni, figlio di poveri montanari del cuneese viene affidato ad un losco carrettiere francese per essere condotto in Francia ed "affittato" per lavorare negli alpeggi estivi del Mercantour. Durante il viaggio, Cino stringe amicizia con Catlìn, una bambina della sua età che, lungo il percorso, si ammala di polmonite e viene abbandonata dal carrettiere. Cino, una volta in Francia è vittima dei maltrattamenti del suo padrone e ben presto scappa in una fuga disperata che tuttavia lo porta a ritrovare inaspettatamente la piccola Catlìn, con la quale decidono di attraversare a piedi le Alpi per ridiscendere in Piemonte e tornare a casa. Il percorso verso l'Italia si rivela presto irto di sorprese e di pericoli su quella Montagna, popolata da forze misteriose ed ostili, che sembra avere una magica influenza sulla piccola Catlìn...

"DESTINI IN TRINCEA"
Rassegna cinematografica
in occasione dei 100 anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale

JOYEUX NOËL
UNA VERITÀ DIMENTICATA DALLA STORIA

(Regia: Christian Carion, Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Romania, Norvegia, 2005, 115', colore)
Versione originale con sottotitoli italiani

Film ispirato a una storia realmente accaduta durante la Grande Guerra, la sera di Natale del 1914, in molteplici luoghi del fronte. Un pastore scozzese, un tenente francese, un tenore tedesco e un soprano danese, "star" dell'epoca, si ritroveranno, col favore della notte di Natale del 1914, nel mezzo di una fraternizzazione senza precedenti tra soldati tedeschi, francesi e britannici. Lasceranno il fucile nella trincea per andare a conoscere chi gli sta di fronte, stringergli la mano, scambiare una sigaretta e un po' di cioccolato, augurargli "Buon Natale!".

È stato presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2005 e nel 2006 è stato candidato sia al Premio Oscar che al Golden Globe come miglior film straniero.

La Sapienza di Eugène Green

A 50 anni, l'architetto di origini svizzere Alexandre Schmidt ha ormai alle spalle una brillante carriera, ma comincia a nutrire dei dubbi sul senso del proprio lavoro. La moglie Aliénor, dal canto suo, è abitata dalle stesse inquietudini circa il proprio mestiere di specialista del comportamento nei contesti sociali svantaggiati. I due coniugi, tuttavia, sono divisi da un muro di silenzio. Alexandre, che da sempre desidera scrivere un testo sull'architetto barocco Francesco Borromini, decide di partire per un viaggio in Ticino e poi a Roma, e Aliénor sceglie di accompagnarlo. A Stresa, dove trascorre qualche giorno, la coppia fa la conoscenza di due adolescenti, fratello e sorella. Lui sta per iniziare a studiare architettura mentre la ragazza soffre di una strana malattia nervosa. Aliénor decide di trattenersi per prendersi cura della ragazza e di regalare un viaggio di studio al ragazzo, che Alexandre si vedrà costretto a portare con sé a Roma.

Sarajevolution di Rocco Riccio

Cent'anni dai due colpi sparati da Gavrilo "Gavro" Princip. Trenta dalle Olimpiadi invernali. Ventidue dall'inizio dell'assedio più lungo che la storia moderna ricordi. Così, nell'anno 2014, gli occhi del mondo tornano su Sarajevo. Ma cos'è questa città del passato declinata al tempo presente? Dove va e cosa pensa ogni giorno? È questa la domanda da cui parte Sarajevolution. Più che un film, un racconto corale. Gli scrittori-autori sono quattro giovani italiani: una donna (Giulia Levi) e tre uomini (Federico Sicurella, Marco Rubichi e Rocco Riccio). Il produttore è Actingout, studio creativo basato a Torino. Ma le voci sono quelle dei sarajevesi, autoctoni o d'adozione. «Il documentario vuole essere una sorta d'immersione», spiega Rocco, regista di 32 anni. «Ecco perché abbiamo scelto di far parlare Sarajevo, attraverso i suoi luoghi e le sue persone».A partire da Avdo, tassista di spirito e sano umorismo. «Nema Problema», ama ripetere. Che tradotto significa «non c'è nessun problema», quando, in realtà, i problemi tutt'intorno non mancano affatto. È lui che conduce lo spettatore attraverso le istituzioni culturali della città, lasciate sole a sé stesse in una sorta di "era glaciale", fino ad arrivare alla Vijećnica, l'ex biblioteca nazionale e universitaria. Il luogo simbolo dove tutto finisce e comincia. Verso quell'edificio, nel 1914 municipio cittadino, era diretto il corteo dell'arciduca Francesco Ferdinando e di Sofia. Sempre lì, in una notte di agosto del 1992, l'esercito della Republika Srpska scaricò l'odio di bombe incendiarie e cannonate. Cupe vampe che ridussero il 90 per cento del milione e mezzo di volumi in cenere.

La pazza della porta accanto di Anotnietta De Lillo

con Alda Merini

Luce e tenebra della donna follemente innamorata della vita, con l'anima scatenata e la poetica travolgente, capelli pettinati dal vento, parole affilate dai silenzi e balsami per i tormenti, capace di esplorare gli abissi che i manicomi non potranno mai tenere a bada.

La struggente e inebriante Alda Merini, appesa al filo della poesia e dell'ironia che non ha mai smesso di vivere nei frammenti lirici ed i ricordi raminghi. La poetessa dei navigli che a 5 anni dalla scomparsa anima il ritratto intimo e coinvolgente del documentario di Anotnietta De Lillo.

«Io sono una donna molto facile, molto normale, hanno fatto una costruzione enorme ma in fondo sono una persona di tutti i giorni, sono proprio la pazza della porta accanto.» Alda Merini

Un viaggio tra pubblico e privato, infanzia e maternità, amore e poesia, con "La pazza della porta accanto" che rivive in frammenti di conversazione e riflessione vecchi 20 anni, rimasti inutilizzati dal primo omaggio alla poetessa realizzato con "Ogni sedia ha il suo rumore" (1995) e grazie alla collaborazione di Rai Cinema.

«la poesia a me procura degli orgasmi, una cosa che anche lei dovrebbe provare»

Uno sguardo follemente inedito e vitale su Alda Merini, prodotto da Marechiarofilm e distribuito da Mariposa Cinematografica che dopo la presentazione al Torino Film Festival arriva nelle sale cinematografiche italiane il 17 e il 18 novembre 2014. Siete pronti a lasciarvi illuminare da barlumi di oscurità?

«Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci..»

Terra Di Maria di Juan Manuel Cotelo

Un agente segreto viene incaricato di infiltrarsi fra milioni di persone con una missione molto particolare: dovrà scoprire se le stramberie in cui tutta quella gente crede sono vere o sono frottole. Dicono di vivere seguendo tre "capi", uno dei quali è una donna. Parlano di un padre, di un figlio e di sua madre Maria, una contadina. Sono tre, ma sembrano muoversi come fossero uno e i loro discepoli sono certi di non essere nati per caso e di poter vivere eternamente. Se tutto ciò fosse provato, sarebbe una rivoluzione. Ma è proprio così? O quella gente crede nelle favole? Sono queste la domanda a cui intende rispondere Mary's Land (La terra di Maria), il nuovo film diretto e prodotto da Juan Manuel Cotelo. Dopo l'enorme successo de L'ultima cima, il documentario più visto di sempre in Spagna, che nel 2010 fece parlare di sé surclassando per numero di spettatori perfino Sex and the City e Harry Potter, Cotelo è tornato nelle sale cinematografiche spagnole dal dicembre scorso e sta registrando un nuovo grande successo. Inizialmente approdato in undici cinema, La terra di Maria in un mese è entrato in cinquanta teatri grazie al passaparola di chi lo ha visto.

 

Cenerentola di Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Clyde Geronimi

Dopo la morte del nobile padre, la bella Cenerentola vive come una serva nella dimora di famiglia, succube della matrigna, la perfida Lady Tremaine, e delle bruttissime sorellastre Anastasia e Genoveffa. Pur consolata dall'affetto delle creaturine che popolano la casa, tra cui i topolini Giac e GasGas e il fido cane Tobia, la ragazza ha un sogno, di quelli veramente chimerici: sposare un principe e vivere felice e contenta per tutta la vita. Quando un giorno si diffonde la notizia che il Re ha indetto un grande ballo, perché il figlio trovi tra le giovani del regno la sua sposa, Cenerentola sente che quella è l'occasione che aspettava. Col magico intervento della fata Smemorina, la ragazza si presenta totalmente trasformata e a bordo d'una singolare carrozza. Tra l'ammirazione dei cavalieri e l'invidia delle dame, incluse le ignare sorellastre, fa subito breccia nel cuore del Principe. E il Principe nel suo. L'incantesimo però è di breve durata: a mezzanotte, infatti, la fanciulla è costretta a scappare, perdendo una scarpetta. Ma, conquistato dal suo fascino, il Principe è deciso a ritrovare la misteriosa sconosciuta.

Travelling Africa 8

Mercoledì 19 novembre ore 20.30 - Africa da ridere

Case depart di Fabrice Eboué, Thomas Ngijol, Lionel Steketee (Francia 2011 - commedia)

Joel e Régis hanno scoperto da poco di essere fratellastri ma non potrebbero essere l'uno diverso dall'altro: Joel è un immigrato africano di colore, disoccupato e povero mentre Régis è, invece, un patriottico di carnagione un po' più chiara di Joel, convinto sostenitore dell'egemonia culturale francese, tanto da rinnegare ogni legame con le sue origini e odiare tutto ciò che è nero. Chiamati entrambi alle Antille, al capezzale del padre morente, ricevono un prezioso documento...

*****

Giovedì 20 novembre ore 20.30 - Africa in corto

Twaaga di Cédric Ido (Burkina Faso/Francia 2013 - drammatico)

Ouagadougou, 1987. Manu, otto anni, è appassionato di fumetti in particolare quelli di Chahut, il suo eroe preferito. Sono gli anni in cui il giovane presidente del Burkina Faso, Thomas Sankara , sta rivoluzionando la politica e l'economia del paese contro l'imperialismo occidentale. Quando il fratello più grande , Albert, va dallo stregone per diventare invincibile, Manu comincia a chiedersi se i superpoteri esistano veramente nella vita reale...

Les souliers de l'Aïd di Anis Lassoued (Tunisia 2012 - drammatico)

In un piccolo villaggio di campagna,un bimbo di 9 anni, Nader, corre senza sosta con un'energia incredibile, su e giù per i sentieri, vendendo la pasta sfoglia della mamma e contribuendo così al menage familiare. In occasione della festa dell'Aid, vede in una vetrina in città delle scarpe alate che sono troppo care per le tasche del padre. Da quel momento Nader non si darà più pace...

Zakaria di Leyla Bouzid (Francia/Tunisia 2013 - drammatico)

Zak vive in un paese del Sud della Francia una vita tranquilla con la moglie e i due figli. Alla notizia della morte del padre, Zak decide di tornare in visita al suo paese d'origine, l'Algeria, e portare tutta la famiglia. Ma la figlia Sarah si rifiuta di partire...

Tutte le Storie di Piera di Peter Marcias

con Piera Degli Esposti, Lina Wertmüller, Dacia Maraini, Giuseppe Tornatore, Paolo Taviani

 Un documentario su Piera Degli Esposti che nasce dalla volontà di raccontare, in modo inedito e creativo, la vita e il percorso di una delle attrici più amate e anticonvenzionali che sia il cinema che il teatro italiano abbiano mai conosciuto. Un viaggio all'interno della sua vita segreta, cercando di far comprendere la difficoltà, gli scandali, gli affetti, le gioie e le malinconie di un'attrice che fin da bambina ha dovuto vivere e affrontare situazioni drammatiche ma anche dense di passioni, che hanno contribuito a formare la sua complessa personalità indomabile.

 

 

Un viaggio nel tempo

in compagnia di maliarde, scettici, capinere e tanto...tango!

Una carrellata di motivi che vanno dai primi del novecento fino alla fine degli anni venti percorrendo i primi passi della storia della canzone italiana. Si parte dalle romanze da salotto per passare subito alle canzoni "descrittive" fino a giungere all'apice del "genere" con gli struggenti testi delle canzoni-tango infarciti di disgrazie e tradimenti. Il viaggio si conclude con i motivetti a ritmo di Fox e Shimmy corredati da testi "piccanti" che fecero arrossire le signorine d'allora.
Canzoni ma anche racconti per descrivere lo stile, le atmosfere e i personaggi del mondo della canzone italiana nei suoi primi anni di vita.

Un' occasione da non perdere per tutti gli appassionati di canzoni d'epoca, interpretate nel loro stile originale da Paolo Venier con Francesco Bernasconi al Pianoforte.

Ingresso 8 €

La Victorie en Chantant di Jean-Jacques Annaud

Gennaio 1915. La notizia del conflitto che devasta l'Europa è giunta ai membri di una piccola drogheria francese dispersa ai confini del Camerun e dell'Ubangi. Il gruppo di francesi decide di impadronirsi di una postazione tedesca vicina, tenuta da tre soldati. Dopo un primo sbandamento, costringono gli indigeni ad arruolarsi...
Questa divertente farsa sul colonialismo e sulla stupidità sciovinista è il primo film di Jean-Jacques Annaud. Prodotto da Jacques Perrin, il film ha ricevuto l'Oscar per il miglior film straniero a Hollywood, nonostante le numerose difficoltà incontrate in Francia.

Pelo Malo di Mariana Rondón

con Samuel Lange Zambrano, Samantha Castillo, Beto Benites, Nelly Ramos, Maria Emilia Sulbara

Junior ha nove anni, un fratellino e una madre vedova con cui vive una relazione conflittuale nella periferia di Caracas. Disoccupata e alla disperata ricerca di un lavoro, Marta adora il figlio minore ed è ostile al maggiore, che pensa addirittura di 'affidare' alla suocera. Junior però non si arrende e insegue ostinato il suo desiderio di farsi amare e accettare da quella madre che non tollera la sua passione per la musica pop e la sua fissazione per i capelli lisci. Riccio e scapigliato, Junior vorrebbe stirarsi i capelli e vestirsi da cantante per fare bella figura nella foto scolastica. Frustrato dall'animosità della donna, frequenta una vicina di casa di pochi anni e grandi sogni e Mario, il ragazzo dei fiammiferi dai grandi occhi neri. Creduto per questo omosessuale, Junior cederà all'abuso (di potere) della madre, rinunciando in un gesto solo alla sua individualità.

I capelli di Junior sono gomitoli di sogni, garbugli, traiettorie imprevedibili con cui titola e in cui si caccia il film di Mariana Rondón, regista, produttrice e artista venezuelana. Pelo malo è il capello cattivo, la traccia meticcia che tradisce l'appartenenza a un'etnia di pelle scura. E nero è il padre defunto di Junior, che da lui ha ereditato porosità, crespezza e grossezza. La trama della sua capigliatura svolge però altri sviluppi, perché Junior è altro da quel genitore morto ammazzato dai colpi di pistola che esplodono nei barrios di Caracas. Una metropoli infernale e tentacolare, in cui si muovono sei milioni di abitanti e in cui si prega o ci si taglia i capelli davanti al Miraflores, compartecipi alla malattia del (fu) presidente Hugo Chávez. Junior è solidale soltanto con la sua mamma, che spia dal letto e che ammira orgoglioso nella divisa da vigilante. Da che si ricordi ha dichiarato guerra ai suoi capelli seguendo percorsi inafferrabili secondo la logica degli adulti e di quella madre piegata dalla vita e indispettita dalla 'frivolezza' del figlio.
Così mentre Junior sogna la 'messa in piega', Marta lo mette in riga, frustrando il suo bisogno di nutrimento, quello reale (si ostina a non preparargli le banane fritte) e quello ideale (si sottrae ai suoi abbracci). Il forte desiderio di una figura di attaccamento spinge il piccolo protagonista a seguire e ad inseguirla comunque, in movimenti fatti di continue deviazioni, di scarti, di bivi, di biforcazioni, di abbandoni. Che vada a cercare un lavoro, che lo conduca a una celebrazione lavorativa o che lo lasci in consegna a una vicina, Marta vive sbandando, va avanti e poi torna sui suoi passi, gira su stessa e non lascia mai prevedere al figlio la direzione che sta per prendere. Mariana Rondón è brava nel dire e nel rappresentare un disagio emotivo che disorienta anche lo spettatore, precipitato in uno scenario sociale e architettonico lambito dalla violenza. Violenza che non vediamo ma avvertiamo innescata nel fuori campo e attiva nei dialoghi di due bambini, di cui (dis)orienta i sogni e induce il bisogno di diventare un cantante pop o una reginetta di bellezza.
Pelo Malo è una storia che si impone per la forza intrinseca dei sentimenti messi in scena con un montaggio secco, luci scartavetrate, regia partecipa ma poco disposta ai sentimentalismi della tv del dolore. Un film crudele sull'impossibilità dell'amore tra una madre e un figlio. Il finale, in questo quadro, arriva improvviso e 'tagliente', estinguendo lo sguardo del cuore. Solo davanti allo specchio e in un suo privato immaginario, Junior rivela qualcosa di sé, qualcosa che la madre non comprende, qualcosa che non è necessario comprendere ma che basterebbe amare.

BIGLIETTI

Interi 7,00 €
Ridotti 5,00 €