Dancing With Maria di Ivan Gergolet

con Maria Fux, Martina Serban, Maria José Vexenat, Marcos Ruiz, Macarena Battista

MERCOLEDI 25 MARZO ORE 18.00 - 20.15

VENERDI 27 MARZO ORE 16.00 - 20.15
SABATO 28 MARZO ORE 16.00 - 20.15
DOMENICA 29 MARZO ORE 16.00 - 20.15
LUNEDI 30 MARZO ORE 16.00
MARTEDI 31 MARZO ORE 16.00 - 20.15
MERCOLEDI 1 APRILE ORE 16.00 - 20.15

Nell'autunno del 1942 una giovane ballerina vide una foglia staccarsi da un albero e muoversi al vento. Questo fatto, a prima vista senza importanza, fu l'inizio di un percorso umano e artistico straordinario, che portò quella fanciulla a esibirsi in tutto il mondo e diventare una delle maestre di danza più amate e conosciute. Oggi la 93enne argentina Maria Fux insegna ai suoi allievi ciò che la foglia d'autunno le disse molti anni fa, quando si staccò dall'albero e volteggiò libera nell'aria. Fu il vento a farla danzare, non la musica. Maria imparò che non è la melodia a farci muovere, ma sono i nostri ritmi interni, come il battito del cuore e la respirazione. Ciò significa che tutti possono danzarli.

Striplife - A Day in Gaza di Nicola Grignani, Alberto Mussolini, Luca Scaffidi, Valeria Testagrossa, Andrea Zambelli

con Jaber Abu Ryila, Mohammed Antar, Majd Antar, Noor Harazeen, Moemen Faiz

MERCOLEDI 25 MARZO ORE 19.15 - 21.30

VENERDI 27 MARZO ORE 19.00
SABATO 28 MARZO ORE 19.00
DOMENICA 29 MARZO ORE 19.00
MARTEDI 31 MARZO ORE 19.00
MERCOLEDI 1 APRILE ORE 19.00

Una giornata del 2013 nella Striscia di Gaza, territorio invisibile ai più se non attraverso telegiornali di guerra. Giornata che inizia con un evento inspiegabile: sulla spiaggia di Gaza si arenano centinaia di mante. I pescatori se le litigano per venderle al mercato, perché nonostante le dichiarazioni d'intenti di Israele, il mare per loro non è libero, e oltre a subire le aggressioni dell'esercito israeliano, devono spostarsi nelle acque egiziane per riempire le loro reti. Lungo l'arco di 24 ore seguiamo anche Jabber, agricoltore che coltiva campi a poche centinaia di metri dal confine israeliano e dalle jeep militari. I fratelli Mohammed e Majd, che scrivono testi e mettono in musica i loro sentimenti sul conflitto. Noor, giovane speaker di Tijan Tv, che rende conto delle vittime e ricorda come l'80% della popolazione dipenda dagli aiuti umanitari. Il fotografo Moemen, rimasto senza gambe mentre documentava i bombardamenti del 2008, che continua a scattare foto del contesto in cui vive. Salem, calciatore professionista e oggi allenatore, una carriera finita per via della guerra. Fatima, in passato nomade, che vive di pastorizia confinata nella Striscia. E poi i ragazzi del Gaza Parkour Team, che si allenano dove possono, anche nel perimetro del cimitero.
Le macchine digitali del collettivo di filmmaker italiani Teleimmagini - con la cooperazione fondamentale di referenti locali - individuano quelle che più che storie sono spunti narrativi, e li registrano cercando di limitare l'intervento al minimo: bando alla voce over, evitati commenti e giudizio, pochissimi dialoghi sottotitolati e non costruiti a tavolino, rare didascalie sulle persone riprese. Si lascia insomma che si manifestino i dati fisici del quotidiano, anche tramite paradossali contrasti visivi: un movimento di macchina e un commento audio trasformano un ex glorioso campo da calcio in luogo attuale di abbandono e disarmo. Il lavoro manuale di un contadino che lavora a pochi passi dai colpi di arma da fuoco rende l'idea di un territorio reso sterile dalla violenza, senza nessuna certezza di futura fertilità. La ripresa di un allenamento all'aperto si trasforma in immagine spaventosamente atroce quando sullo sfondo a poca distanza due esplosioni riempiono il cielo di fumo, ma nello stesso frame convive la volontà ottimista di chi resiste: i ragazzi del gruppo di parkour, che coi loro movimenti esaltano la leggerezza e trasformano in palestre gli squallidi palazzi in rovina.
Esempio di filmmaking indipendente, rigoroso, antispettacolare, essenziale, Striplife invita lo spettatore a un mosaico di quadri da decodificare e osserva un teatro di guerra e reclusione, fatto di edifici nuovi eretti a fianco ad altri sbriciolati dalle bombe. Testimonianza rilevante e rispettosa, vicino al fotoreportage, cinema senza sensazionalismi né speculazioni, semmai pervaso da una speranza di pace data dalle nuove generazioni.

Onde Road di Massimo Ivan Falsetta

con Barbara Cambrea, Francesca Zavettieri, Friedrick Van Stegeren, Awana Gana, Fabrice Quagliotti

VENERDI 27 MARZO ORE 17.15 - 21.30
SABATO 28 MARZO ORE 17.15 - 21.30
DOMENICA 29 MARZO ORE 17.15 - 21.30
LUNEDI 30 MARZO ORE 21.30
MARTEDI 31 MARZO ORE 17.15 - 21.30
MERCOLEDI 1 APRILE ORE 17.15 - 21.30

Awanagana, speaker storico di Radio Montecarlo, con un atto terroristico ma romantico blocca tutte le frequenze delle radio moderne. Una fantomatica speaker (Francesca Zavettieri), nascosta chissà dove in Calabria, inonda l'etere con trasmissioni di repertorio nazionali degli anni settanta e ottanta. Federico l'Olandese Volante, capo della censura futuribile (un corpo speciale dei servizi segreti), non può tollerare un simile affronto e invia l'agente Barbara Bi (Barbara Cambrea) a setacciare la Calabria, alla ricerca della misteriosa speaker e anche di se stessa. Un viaggio di sola andata nel favoloso mondo delle radio libere, in cui capiterà di tutto e ascolteremo di tutto (rigorosamente contenuti originali), tra balli, risate, incontri ravvicinati con alieni (Fabrice Quagliotti dei Rockets) e un finale persino oltreoceano, a New York.
Un viaggio di sola andata nel favoloso mondo degli anni settanta e ottanta, per rivivere su grande schermo il felice periodo delle radio libere in Italia, alla scoperta della musica, dei protagonisti di allora e delle prime trasmissioni sorte in tutto il Paese

Bekas di Karzan Kader

con Zamand Taha, Sarwal Fazil, Diya Mariwan, Suliman Karim Mohamad, Rahim Hussen.

DAL 2 APRILE

Durante i primi anni Novanta il regime di Saddam Hussein esercita grande pressione sulla regione curda dell'Iraq. Due ragazzini curdi senzatetto vedono al cinema Superman e in loro nasce il desiderio di andare in America. Per arrivarci, però, hanno bisogno di passaporti, denaro e tanta buona sorte. Sfortunatamente, non hanno niente di tutto ciò ma cominciano ugualmente il loro cammino verso il sogno americano.

Figlio Di Nessuno - Nicije Dete di Vuk Ršumovic

con Denis Muric, Milos Timotijevic, Pavle Cemerikic, Isidora Jankovic, Igor Borojevic´

DAL 16 APRILE

Bosnia, 1988. Un gruppo di cacciatori trova nel bosco un bambino cresciuto in mezzo ai lupi, dei quali ha adottato le sembianze e lo stile di vita: non parla, non cammina, ringhia e morde chiunque lo avvicini. Il bambino, chiamato Haris, viene spedito in un orfanotrofio di Belgrado, dove inizialmente rifiuta ogni contatto e ogni forma di educazione, poi, grazie alla presenza di un assistente sociale e all'amicizia con Zika, un ragazzo più grande, esce gradualmente dallo stato animale per ricongiungersi con la propria natura umana. Ma il percorso di umanizzazione del bambino non è necessariamente evolutivo, né garantisce ad Haris una vita migliore di quella vissuta in mezzo ai lupi.

Il Figlio Di Hamas - The Green Prince di Nadav Schirman

con Mosab Hassan Yousef, Gonen Ben Yitzhak, Sheikh Hassan Yousef

DAL 23 APRILE

The Green Prince racconta la vita di Mosab Hassan Yousef, figlio di Sheikh, leader dell'organizzazione politica e armata palestinese. Nonostante il suo destino sembrasse segnato, il ragazzo diventerà una spia dello Shin Bet, l'agenzia di intelligence per gli affari interni dei nemici israeliani, che si interfaccia con il Mossad. «Questa è la mia opportunità per diventare un eroe», inizia il racconto il protagonista. Il cambio di pensiero avviene dopo aver visto di persona la violenza provocata dal gruppo palestinese. «Collaborare con gli avversari è stata la cosa più vergognosa che potessi fare nel mio paese, ero terrorizzato e confuso», spiega il vero Mosab alle telecamere. Le interviste sono alternate a immagini d'epoca del padre, il capo di Hamas. Tra i personaggi anche Gonen Ben Itzhaq, agente dello Shin Bet. «Il primo giorno che ho gestito Mosab ha segnato la fine della mia carriera», dice l'israeliano. La spia si rifugia negli Stati Uniti, ma rischia l'espulsione perché sospettata di terrorismo. Gonen lo salverà, svelando al mondo la storia del principe verde.

Nomi e Cognomi di Sebastiano Rizzo

con Enrico Lo Verso, Maria Grazia Cucinotta, Marco Rossetti, Ninni Bruschetta, Dino Abbrescia

PROSSIMAMENTE

Domenico Riva è uno stimato giornalista che da Milano rientra, con la sua famiglia, nella sua terra d'origine: un piccolo paese del Sud Italia. Direttore della più importante testata giornalistica del luogo, attiva un progressivo risveglio della coscienza civile del paese, che negli anni ha tacitamente accettato un pericoloso status quo: loschi traffici travestiti di legalità. Tutto si gioca attorno ai fatti di una discarica abusiva oggetto di mire illecite; Riva e i suoi, faranno il loro lavoro: raccontare i fatti. Perché la verità non ha a che fare con l'essere eroi ma con il seguire i principi e il metodo cui la propria professione fa capo; una scelta che è quasi una necessità. In un susseguirsi di successi e insuccessi, vittorie e sconfitte, Riva porterà avanti il suo impegno, fino anche a sacrificare la famiglia che tanto ama.

Il Cinema dei Fabbri, in collaborazione con la Minotaurus Pictures 2004, bandisce il concorso di cortometraggi "I Corti" dei Fabbri con l'obiettivo di incentivare in particolar modo la produzione cinematografica dei giovani talenti emergenti.

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