Halimin Put di Arsen A. Ostojic

con Alma Prica, Olga Pakalovic, Mijo Jurisic, Izudin Bajrovic, Miraj Grbic

GIOVEDI 23 OTTOBRE ORE 18.00

SABATO 25 OTTOBRE ORE 21.45

DOMENICA 26 OTTOBRE ORE 18.00 - 21.45

LUNEDI 27 OTTOBRE ORE 16.00 - 21.45

MERCOLEDI 29 OTTOBRE ORE 16.00 . 21.45

Dopo la fine della guerra in Bosnia, Halima, una contadina di un remoto villaggio musulmano, decide di ritrovare i resti di suo marito e di suo figlio, catturati dalle forze paramilitari serbe e giustiziati. Attraverso l'analisi del DNA, il Comitato delle Nazioni Unite per le persone scomparse riesce a identificare i resti del marito in una delle fosse comuni, ma non quelli del figlio, poiché Halima si rifiuta di dare un campione di sangue per il test. Halima, infatti, nasconde un segreto che risiede nel passato suo e della sua famiglia...

Amoreodio di Cristian Scardigno

con Francesca Ferrazzo, Michele Degirolamo, Chiara Petruzzelli, Raffaele Buranelli

GIOVEDI 23 OTTOBRE ORE 21.45

SABATO 25 OTTOBRE ORE 20.00

DOMENICA 26 OTTOBRE ORE 20.00

LUNEDI 27 OTTOBRE ORE 18.00 - 20.00

MARTEDI 28 OTTOBRE ORE 18.45

MERCOLEDI 29 OTTOBRE ORE 18.00 - 20.00

L'apatia di due adolescenti schiacciati dal vuoto della provincia e dallo stile di vita di una famiglia borghese e spenta si trasforma in un gesto di follia, un'aggressione intenzionale, un omicidio voluto e studiato come alternativa al nulla. I protagonisti di questa performance del nonsenso sono Katia e Andrea, adolescenti e fidanzati stanchi e spenti, senza curiosità, senza stimoli, senza interessi. Fanno l'amore come fosse un obbligo, passano la notte chiusi nelle loro stanze di ragazzini perbene a chattare, a riempire la pagina di Facebook, a mandarsi messaggi su Whats App, compiendo automaticamente i gesti della ritualità dei social, ma senza contenuto, senza dire nulla. I genitori sono assenti, automi instupiditi dal tran tran, portatori di regole alle quali non sembrano più credere neanche loro. In questo contesto, in questo vuoto, parte la sfida d'amore, il gioco, come fosse la variante a una giornata ancor più noiosa. Uccidere la madre e il fratellino di lei. Una sfida...

Pelo Malo di Mariana Rondón

con Samuel Lange Zambrano, Samantha Castillo, Beto Benites, Nelly Ramos, Maria Emilia Sulbara´n

VENERDI 31 OTTOBRE ORE 21.00

SABATO 1 NOVEMBRE ORE 21.00

DOMENICA 2 NOVEMBRE ORE 16.00 - 18.45 - 21.00

LUNEDI 3 NOVEMBRE ORE 16.00 - 18.45 - 21.00

MARTEDI 4 NOVEMBRE ORE 18.45

Junior ha nove anni, un fratellino e una madre vedova con cui vive una relazione conflittuale nella periferia di Caracas. Disoccupata e alla disperata ricerca di un lavoro, Marta adora il figlio minore ed è ostile al maggiore, che pensa addirittura di 'affidare' alla suocera. Junior però non si arrende e insegue ostinato il suo desiderio di farsi amare e accettare da quella madre che non tollera la sua passione per la musica pop e la sua fissazione per i capelli lisci. Riccio e scapigliato, Junior vorrebbe stirarsi i capelli e vestirsi da cantante per fare bella figura nella foto scolastica. Frustrato dall'animosità della donna, frequenta una vicina di casa di pochi anni e grandi sogni e Mario, il ragazzo dei fiammiferi dai grandi occhi neri. Creduto per questo omosessuale, Junior cederà all'abuso (di potere) della madre, rinunciando in un gesto solo alla sua individualità.

I capelli di Junior sono gomitoli di sogni, garbugli, traiettorie imprevedibili con cui titola e in cui si caccia il film di Mariana Rondón, regista, produttrice e artista venezuelana. Pelo malo è il capello cattivo, la traccia meticcia che tradisce l'appartenenza a un'etnia di pelle scura. E nero è il padre defunto di Junior, che da lui ha ereditato porosità, crespezza e grossezza. La trama della sua capigliatura svolge però altri sviluppi, perché Junior è altro da quel genitore morto ammazzato dai colpi di pistola che esplodono nei barrios di Caracas. Una metropoli infernale e tentacolare, in cui si muovono sei milioni di abitanti e in cui si prega o ci si taglia i capelli davanti al Miraflores, compartecipi alla malattia del (fu) presidente Hugo Chávez. Junior è solidale soltanto con la sua mamma, che spia dal letto e che ammira orgoglioso nella divisa da vigilante. Da che si ricordi ha dichiarato guerra ai suoi capelli seguendo percorsi inafferrabili secondo la logica degli adulti e di quella madre piegata dalla vita e indispettita dalla 'frivolezza' del figlio.
Così mentre Junior sogna la 'messa in piega', Marta lo mette in riga, frustrando il suo bisogno di nutrimento, quello reale (si ostina a non preparargli le banane fritte) e quello ideale (si sottrae ai suoi abbracci). Il forte desiderio di una figura di attaccamento spinge il piccolo protagonista a seguire e ad inseguirla comunque, in movimenti fatti di continue deviazioni, di scarti, di bivi, di biforcazioni, di abbandoni. Che vada a cercare un lavoro, che lo conduca a una celebrazione lavorativa o che lo lasci in consegna a una vicina, Marta vive sbandando, va avanti e poi torna sui suoi passi, gira su stessa e non lascia mai prevedere al figlio la direzione che sta per prendere. Mariana Rondón è brava nel dire e nel rappresentare un disagio emotivo che disorienta anche lo spettatore, precipitato in uno scenario sociale e architettonico lambito dalla violenza. Violenza che non vediamo ma avvertiamo innescata nel fuori campo e attiva nei dialoghi di due bambini, di cui (dis)orienta i sogni e induce il bisogno di diventare un cantante pop o una reginetta di bellezza.
Pelo Malo è una storia che si impone per la forza intrinseca dei sentimenti messi in scena con un montaggio secco, luci scartavetrate, regia partecipa ma poco disposta ai sentimentalismi della tv del dolore. Un film crudele sull'impossibilità dell'amore tra una madre e un figlio. Il finale, in questo quadro, arriva improvviso e 'tagliente', estinguendo lo sguardo del cuore. Solo davanti allo specchio e in un suo privato immaginario, Junior rivela qualcosa di sé, qualcosa che la madre non comprende, qualcosa che non è necessario comprendere ma che basterebbe amare.

Poll di Chris Kraus

QUARTO APPUNTAMENTO DELLA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA "DESTINI IN TRINCEA" A CURA DEL GOETHE INSTITUT

MARTEDI 4 NOVEMBRE ORE 16.30 - 21.00

Oda è una quattordicenne estone di lingua e cultura tedesca a cui muore improvvisamente la madre. La ragazza è così costretta ad andare a vivere con il padre, uno scienziato/medico con seri problemi mentali, cacciato qualche anno prima dall'università a causa delle sue ossessioni maniacali legate allo studio del corpo umano. Oda si troverà a un certo punto a nascondere all'interno della grande proprietà paterna un ribelle anarchico a cui i russi danno la caccia. Tra i due si stabilirà un rapporto molto intenso.

DOMENICA 9 NOVEMBRE ORE 20.30

Uno spettacolo in anteprima assoluta, un percorso incantato tra musica antica e popolare, attraverso cinque secoli di corde pizzicate, voci, ance, trombe e tamburi, tarantelle, pizziche, villanelle, tamurriate, composizioni originali e improvvisazioni. Musica per sciogliere i pensieri, per commuovere e divertire, tutta rigorosamente acustica come in una festa di paese. Un incontro inedito tra Rosamarina e Trio Caterina, all'insegna della mescolanza gioiosa e della contaminazione tra culture e linguaggi diversi, arricchito dalle coreografie di Koviljka Koka Marečić.

Terra Di Maria di Juan Manuel Cotelo

DAL 13 NOVEMBRE

Un agente segreto viene incaricato di infiltrarsi fra milioni di persone con una missione molto particolare: dovrà scoprire se le stramberie in cui tutta quella gente crede sono vere o sono frottole. Dicono di vivere seguendo tre "capi", uno dei quali è una donna. Parlano di un padre, di un figlio e di sua madre Maria, una contadina. Sono tre, ma sembrano muoversi come fossero uno e i loro discepoli sono certi di non essere nati per caso e di poter vivere eternamente. Se tutto ciò fosse provato, sarebbe una rivoluzione. Ma è proprio così? O quella gente crede nelle favole? Sono queste la domanda a cui intende rispondere Mary's Land (La terra di Maria), il nuovo film diretto e prodotto da Juan Manuel Cotelo. Dopo l'enorme successo de L'ultima cima, il documentario più visto di sempre in Spagna, che nel 2010 fece parlare di sé surclassando per numero di spettatori perfino Sex and the City e Harry Potter, Cotelo è tornato nelle sale cinematografiche spagnole dal dicembre scorso e sta registrando un nuovo grande successo. Inizialmente approdato in undici cinema, La terra di Maria in un mese è entrato in cinquanta teatri grazie al passaparola di chi lo ha visto.

 

La pazza Della Porta Accanto di Antonietta De Lillo

PROSSIMAMENTE

Io sono una donna molto facile, molto normale, hanno fatto una costruzione enorme ma in fondo sono una persona di tutti i giorni, sono proprio la pazza della porta accanto.
Alda Merini

A distanza di quasi vent'anni da Ogni sedia ha il suo rumore Antonietta De Lillo recupera il prezioso materiale "rimasto nel cassetto" della conversazione avuta con Alda Merini nella sua casa milanese nel giugno del 1995. Nasce così La pazza della porta accanto, videoritratto che restituisce integralmente quello stradorinario incontro.

Alda Merini racconta la propria vita in una narrazione intima e familiare, oscillando continuamente tra pubblico e privato e soffermandosi sui capitoli più significativi della sua esistenza - l'infanzia, la sua femminilità, gli amori, l'esperienza della maternità e il rapporto con i figli, la follia e la sua lucida riflessione sulla poesia e sull'arte.
Il volto della poetessa, i dettagli degli occhi, delle mani, del suo corpo, compongono un ritratto dell'artista senza nascondere le contraddizioni che hanno caratterizzato la vita e le opere di una tra le più importanti e note figure letterarie del secolo scorso. Uno sguardo inedito che con semplicità tenta di restituire la grandezza artistica e umana di Alda Merini.

BIGLIETTI

Interi 6,00 €
Ridotti 4,00 €