Come di consueto anche per le feste di Natale la nostra programmazione sara' dedicata al cinema indipendente

dal 19 dicembre al 29 dicembre saranno tre i titoli in programmazione.

L'imperdibile "L'IMMAGINE MANCANTE" una straordinaria pellicola di denuncia sociale e di lodevole impegno civile. Un documentario alternativo, interessante e realizzato con cura .Un'opera sorprendente sul bisogno di non dimenticare e di non smettere mai di fare i conti con il passato. nomination come miglior film straniero e imperdibile la sua visione.

L'ineguagliabile "FANTASIA" le note s'incarnano in colori, i colori s'infiammano in forme e le forme si sublimano in movimento! un capolavoro artistico senza precedenti, in cui l'immaginazione degli animatori ha saputo esaltare con eleganza la bellezza di alcuni dei più famosi e storici brani della musica classica.

Per le famiglie abbiamo pensato di proporvi il film presentato al GIFFONI film festival.

"LA STORIA DI CINO il bambino che attraversò le montagne " l'esordio al lungometraggio di fiction di Carlo Alberto Pinelli un interessante esempio di film per famiglie che sfrutta bene la sua natura di racconto fiabesco e di realistica storia di formazione.

Dal 30 dicembre sara' la volta de "TRE TOCCHI" di Marco Risi
Per chiunque abbia voglia di donare qualità al suo tempo, può ritagliarsi un piccolo spazio per se stesso... il film è uno spaccato della nostra società, di una generazione che ha voglia di farcela con i propri mezzi, ma dove per raggiungere un obiettivo si è abituata non badare più ai mezzi, ma solo al fine.
Tre Tocchi non sono solo sei protagonisti di un film, perchè in Leandro, Max, Vincenzo, Antonio, Emiliano e Gilles scorgiamo un pò di noi e del nostro posto nel mondo.

Dal 2 gennaio Nicholas Cage in una magistrale interpretazione di " JOE " il film di David Gordon Green che racconta l'incontra tra un ex galeotto dal temperamento difficile e un ragazzino . Insieme tenteranno di trovare una seconda chance.
Splendido ritratto di come alcune relazioni nella vita definiscano il tipo di persona che si diventerà.

Come vi avevamo annunciato in precedenza tutte le proiezioni saranno precedute dal corto " CINEMA a TRIESTE ...tutte le sale degli anni d'oro del cinema triestino"

E LE SORPRESE NON FINISCONO QUI......

Master of the Universe di Marc Bauder

MARTEDI 16 DICEMBRE ORE 16.00 - 21.45
MERCOLEDI 17 DICEMBRE ORE 16.00 - 21.45

VENERDI 19 DICEMBRE ORE 17.30

SABATO 20 DICEMBRE ORE 20.00
DOMENICA 21 DICEMBRE ORE 18.30 - 21.45

MARTEDI 23 DICEMBRE ORE 18.30 - 21.45

Marc Bauder incontra Rainer Voss, fino a qualche anno fa uno dei "dominatori dell'universo", broker al soldo di banche e società d'investimento che trattano e scambiano denaro per centinaia di milioni di euro al giorno. Dentro un edificio che potrebbe essere la sede di una banca, quasi come se fosse dentro la pancia di un mostro potente e invisibile, Bauder interroga Voss che, con diligenza e precisione, prova a descrivere quel che ha visto nei suoi anni passati a ingrassare quel mostro.

L'Immagine Mancante di Rithy Panh

con Randal Douc

 

MARTEDI 16 DICEMBRE ORE 18.00 - 20.00
MERCOLEDI 17 DICEMBRE ORE 18.00 - 20.00

VENERDI      19 DICEMBRE ORE 19.00
SABATO      20 DICEMBRE ORE 21.45
DOMENICA  21 DICEMBRE ORE 20.00
MARTEDI     23 DICEMBRE ORE 20.00
GIOVEDI      25 DICEMBRE ORE 19.00
VENERDI     26 DICEMBRE ORE 19.00
SABATO      27 DICEMBRE ORE 19.00
DOMENICA 28 DICEMBRE ORE 19.00

VERSIONE ORIGINALE SOTTOTITOLATA

Aveva solo nove anni Rithy Panh, documentarista cambogiano, quando i Khmer Rossi entrarono a Phnom Penh, 'riformando' la sua vita e trasformando in incubo il suo sogno di bambino. Figlio di un insegnante e di una madre amorevole, Rithy Panh era parte di una famiglia numerosa e di una città piena di vita, profumi, canzoni, cinema e colori, almeno fino al 17 aprile del 1975, quando le truppe rosse di Pol Pot marciarono sulla capitale spegnendone memoria e ispirazione, deportandone gli abitanti e imponendo il socialismo reale, un impasto di utopia, violenza e ottusità burocratica. Un'ideale di liberazione degli uomini si era rovesciata nel suo contrario, impedendo la fuga in una dimensione altra e personale.
Costrizione e oppressione avevano soffocato la libera narrazione che ciascuno può produrre rispetto a un mondo che non gli piace, mutuando il pensiero in slogan. Come un'onda, visualizzata nel documentario e rifrangente sugli occhi dello spettatore, torna nella vita del regista quell'infanzia esiliata e negata nella Cambogia rurale, dove Rithy Panh perde per fame, malattia e dignità (il padre si lascerà morire) la sua famiglia. Sopravvissuto alla natura, ai suoi aguzzini, ai genitori, ai fratelli, alle sorelle, ai cugini e a tutto il dolore sopportabile, ha bisogno di raccontare la sua storia e il cinema diventa mezzo e strumento analitico per accedere all'immagine mancante, quella del titolo, quella di un popolo confinato in un mondo incolore, privato del nome, spogliato del pensiero e fornito di cucchiaio, falce e martello. Sotto una bandiera che riproduceva edifici industriali e ordinati campi di riso, Rithy Panh trascorre quattro anni della sua vita, sopportando con il suo popolo ogni genere di sopruso.
Di quella sopraffazione ci dice L'image manquante, plasmando letteralmente dalla terra rossa le 'figure' di un passato ancora prossimo che annullò il (suo) mondo reale. Ricomposta la memoria in statuine lavorate e dipinte a mano, Rithy Panh le organizza in quadri, vere e proprie stazioni che raffigurano la 'passione' e il martirio di un popolo. Dentro un film, che combina acqua, terra, sangue e ricordi, l'autore 'mette in forma' il genocidio cambogiano e produce l'immagine negata che ha inghiottito un terzo della sua gente tra il 1975 e il 1979.
Da quel "mondo surreale", che presentava "l'inefficienza, la povertà e la violenza come bene supremo", emerge il ricordo di un popolo a cui l'autore restituisce ordine e pace. Collocato il dramma privato e collettivo in un luogo che doppia quello del trauma, Rithy Panh può finalmente raccontarlo, immaginarlo e attribuirgli un senso, attraverso un approccio narrativo 'figurativo' e alternativo

La Storia Di Cino di Carlo Alberto Pinelli.

Con Stefano Marseglia, Francesca Zara, Marc Andréoni, Giovanni Anzaldo, Philippe Nahon.

VENERDI 19 DICEMBRE ORE 16.00

SABATO 20 DICEMBRE ORE 18.30

DOMENICA 21 DICEMBRE ORE 15.30 - 17.00
MARTEDI 23 DICEMBRE ORE 15.30 - 17.00
GIOVEDI 25 DICEMBRE ORE 17.30
VENERDI 26 DICEMBRE ORE 17.30
SABATO 27 DICEMBRE ORE 17.30
DOMENICA 28 DICEMBRE ORE 17.30

Piemonte, fine '800. Il piccolo Cino, nove anni, figlio di poveri montanari del cuneese viene affidato ad un losco carrettiere francese per essere condotto in Francia ed "affittato" per lavorare negli alpeggi estivi del Mercantour. Durante il viaggio, Cino stringe amicizia con Catlìn, una bambina della sua età che, lungo il percorso, si ammala di polmonite e viene abbandonata dal carrettiere. Cino, una volta in Francia è vittima dei maltrattamenti del suo padrone e ben presto scappa in una fuga disperata che tuttavia lo porta a ritrovare inaspettatamente la piccola Catlìn, con la quale decidono di attraversare a piedi le Alpi per ridiscendere in Piemonte e tornare a casa. Il percorso verso l'Italia si rivela presto irto di sorprese e di pericoli su quella Montagna, popolata da forze misteriose ed ostili, che sembra avere una magica influenza sulla piccola Catlìn...

Fantasia di James Algar, Samuel Armstrong, Ford Beebe, Norman Ferguson, Jim Handley, Wilfred Jackson, T. Hee, Hamilton Luske, Bill Roberts, Paul Satterfield, Ben Sharpsteen, Walt Disney

GIOVEDI 25 DICEMBRE ORE 15.30 - 21.00
VENERDI 26 DICEMBRE ORE 15.30 - 21.00
SABATO 27 DICEMBRE ORE 15.30 - 21.00
DOMENICA 28 DICEMBRE ORE 15.30 - 21.00
LUNEDI 29 DICEMBRE ORE 15.30 - 21.00

E' passato più di mezzo secolo dalla sua realizzazione... ma è sempre un puro godimento vederlo e ascoltarlo.

Stupisce ed entusiasma noi oggi (colpiti da overdose di effetti speciali), figuriamoci cosa provarono gli spettatori degli anni 40 di fronte a un'opera così innovativa, visivamente splendida... Creatività e inventiva a profusione in un lavoro che celebra la «fantasia» e quindi nessun titolo poteva essere più appropriato. Un inno alle immagini, ai colori, alla musica (Fantasia è il primo film stereofonico della storia), originale intramontabile e indimenticabile.

Sarà un Paese di Nicola Campiotti

con Elia Saman, Raffaele Guarna, Matilde Gardini, Graziella Marota, Anok Deb

DISPONIBILI PROIEZIONI PER LE SCUOLE PER PRENOTAZIONI CHIAMARE LO 040302193 OPPURE ALLA MAIL Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sulle tracce dell'eroe fenicio Cadmo, al quale il mito attribuisce l'introduzione in Grecia dell'alfabeto, Nicola, trentenne incerto sul futuro, e il fratello di dieci anni Elia, intraprendono insieme un viaggio in Italia alla ricerca di un nuovo linguaggio, guidati dalla necessità di ridare un nome alle cose e di restituire un senso alle parole. Lungo il tragitto, i due registrano volti e luoghi, dolorose realtà e memorie storiche: così il loro cammino diventa percorso di formazione e allo stesso tempo esplorazione dell'immaginario. Sospeso sul confine tra documentario e finzione, il film racconta le speranze del Paese che sarà.

Il regista Nicola Campiotti realizza un viaggio nell'Italia di oggi, presentando un'opera tra il documentario e la finzione, fatto di immagini in presa diretta dalla realtà e di altre a tratti oniriche, legate alla mitologia greca. Vero protagonista è il piccolo Elia che, con un'interpretazione fantastica e fresca, descrive, con la sincerità tipica dei bambini, la sua visione dell'Italia, un Paese dalle mille sfaccettature ma soprattutto dai molteplici problemi.Proprio perché è un bambino a raccontare la sua esperienza di viaggio, il tono di denuncia è piuttosto lieve: lo scopo non è quello di documentare i guai dell'Italia dei nostri giorni ma quello di dare speranza e soprattutto di lasciare libera espressione ai piccoli e alla loro immaginazione.

Joe di David Gordon Green

con Nicolas Cage, Tye Sheridan, Gary Poulter, Ronnie Gene Blevins, Heather Kafka.

DAL 2 GENNAIO

Joe (Nicolas Cage) è un cinquantenne che ha fatto molti sbagli nella vita. Collerico e a volte intrattabile, ha tuttavia una sua particolare condotta morale e apprezza e riconosce il valore del duro lavoro. Dirige una squadra di boscaioli, vivendo un'esistenza piuttosto grigia ai bordi di un paesino texano. Ma l'incontro con Gary (Tye Sheridan), un volenteroso ragazzino deciso a migliorare le condizioni di vita sue e della sorella, lo porterà ad assumere il ruolo, assolutamente inaspettato, di padre putativo. Perché in un contesto sociale disperato, nel quale non c'è limite al degrado, anche i 'role model' più improbabili possono avere un valore distintivo e salvifico.

Sofferto e profondo, il film con protagonista il sempre ingiustamente bistrattato Nicolas Cage parla di morte e rinascita, di sacrificio e di speranza. Alla base, un contesto sociale condannato a un eterno purgatorio, popolato da personaggi che si lasciano vivere senza avere il coraggio di fare la differenza. Eppure, un ragazzino riuscirà a scuotere le acque stagnanti e gettare un seme di speranza, in mezzo a tanta sofferenza: uno dei tanti messaggi in sottotesto presenti nella pellicola di Gordon Green, che vive delle ottime interpretazioni di un cast assolutamente in parte, e a volte anche sorprendente: la presenza su schermo di Gary Poulter -interprete di Wade, padre del ragazzino protagonista- è tragicamente realistica, poiché in parte autobiografica.

Non è dunque un racconto facile quello che vediamo scorrere sullo schermo, ma è fatto di dualità, di luci (poche) e ombre (tante), in un contesto in cui galleggiare nel mare della mediocrità è sempre la scelta più semplice e, perciò, praticata, per incapacità o semplice paura. Ma, come si suol dire, "il lavoro nobilita l'uomo" e fornisce la chiave di volta, per un ragazzo disagiato, che può permettergli di cambiare la propria vita, anche se la cosa richiederà molti sacrifici per sé e per chi gli sta attorno.

Tre Tocchi di Marco Risi.

Con Massimiliano Benvenuto, Leandro Amato, Emiliano Ragno, Vincenzo De Michele, Antonio Folletto.

DAL 29 DICEMBRE

Nel film si intrecciano sei storie. Storie di attori, o meglio, storie di uomini, con tutte le loro passioni e frustrazioni, gioie e delusioni, successi e fallimenti. Vite profondamente diverse ma accomunate da due grandi passioni: il calcio e il lavoro. Ed è tra un allenamento e un provino che le loro vite continuamente si sfiorano e si incrociano, ci svelano la loro misera esistenza, fatta ogni tanto anche di successi e momenti di gloria, ma sicuramente mai di vera, assoluta, felicità.

 

BIGLIETTI

Interi 6,00 €
Ridotti 4,00 €